|
PELLEGRINAGGIO
APOSTOLICO IN NIGERIA, BENIN
GABON E GUINEA EQUATORIALE
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II ALLE AUTORITÀ MUSULMANE
Kaduna (Nigeria), 14
febbraio 1982
Signor Governatore, Autorità tutte.
Questo discorso, questo testo, era previsto per i capi
religiosi musulmani; io, ora, dico le stesse parole a voi in quanto
rappresentanti della popolazione dello Stato di Kaduna e specialmente della
popolazione musulmana.
Cari amici.
1. Sono lieto d’incontrarmi con voi, capi religiosi
musulmani della Nigeria. Vi saluto calorosamente e vi chiedo di trasmettere il
mio saluto ai molti milioni di musulmani di questo grande Paese. Sono venuto
in Nigeria per salutare i miei fratelli e le mie sorelle della Chiesa
Cattolica, ma il mio viaggio non sarebbe completo senza questo incontro. Vi
assicuro che sono molto contento di questa occasione che mi si presenta per
esprimervi i miei sentimenti di fraterno rispetto e di stima.
2. Tutti noi, cristiani e musulmani, viviamo sotto il sole di
un unico Dio misericordioso.
Crediamo tutti in un solo Dio Creatore dell’Uomo. Acclamiamo
la signoria di Dio e difendiamo la dignità dell’uomo in quanto servo di Dio.
Adoriamo Dio e professiamo una sottomissione totale a lui. In questo senso
possiamo dunque chiamarci gli uni gli altri fratelli e sorelle nella fede in
un solo Dio. E gli siamo grati per questa fede, perché senza Dio la vita dell’uomo
sarebbe come il cielo senza il sole.
Per questa fede che abbiamo in Dio, il Cristianesimo e l’Islam
hanno molte cose in comune: il privilegio della preghiera, il dovere della
giustizia accompagnata dalla compassione e dall’elemosina, e soprattutto un
sacro rispetto per la dignità dell’uomo che è alla base dei diritti
fondamentali di ogni essere umano, incluso il diritto alla vita del nascituro.
In quanto cristiani, abbiamo ricevuto da Gesù, nostro Signore
e Maestro, la legge fondamentale dell’amore di Dio e dell’amore del
prossimo (cf. Mt 22,37-39). So che questa legge dell’amore trova una
profonda eco anche nei vostri cuori; infatti, nel vostro sacro libro siete
esortati, oltre all’invito alla fede, ad eccellere nelle buone opere (cf.
Sura 5,51).
3. Nel mondo odierno molti pericoli minacciano la famiglia,
questo prezioso nucleo della società in cui ogni vita umana ha inizio e si
sviluppa. Voglio assicurarvi che i cristiani hanno un particolare rispetto per
la famiglia, per la sua unità, il suo arricchimento, la sua protezione. Parlo
con voi di questa preoccupazione perché sono convinto che anche voi siete
consapevoli dell’importanza dei valori della famiglia e che desiderate
collaborare con i cristiani per cercare di rinforzare e sostenere la vita
familiare.
Consentitemi di accennare ad alcuni altri settori in cui i
cristiani ed i musulmani possono collaborare maggiormente. Per avviare un
dialogo per comprenderci meglio sia come studiosi sia nelle relazioni tra
persona e persona, nella famiglia e nei luoghi di lavoro e di divertimento.
Possiamo promuovere una maggiore onestà e disciplina nella
vita pubblica ed in quella privata, maggior coraggio e saggezza nella politica,
l’eliminazione degli antagonismi politici, e l’abolizione della
discriminazione basata sulla razza, sul colore della pelle, sull’origine
etnica, sulla religione e sul sesso.
Possiamo entrambi promuovere il principio e la pratica della
libertà religiosa, assicurandone l’applicazione specialmente nell’istruzione
religiosa dei figli. Quando il diritto dei figli ad adorare Dio è completato
dal diritto all’istruzione religiosa, tutta la società viene arricchita ed
i suoi membri sono ben preparati per la vita. L’istruzione religiosa assume
una importanza sempre maggiore oggi, perché alcuni elementi della società
cercano di dimenticare e perfino di distruggere l’aspetto spirituale dell’uomo.
4. Perché parlo con voi di questi problemi? È perché siete
musulmani e come noi cristiani credete in un solo Dio che è sorgente di tutti
i diritti e valori dell’uomo. Sono anche convinto che se uniamo le nostre
forze in nome di Dio, possiamo fare molto bene. Possiamo lavorare insieme per
l’armonia e per l’unità nazionale, in uno spirito di sincerità e di
reciproca fiducia. Possiamo collaborare nella promozione della giustizia,
della pace e dello sviluppo. Spero fermamente che la nostra solidarietà in
quanto fratelli, in nome di Dio, sarà veramente per il bene futuro della
Nigeria e di tutta l’Africa e recherà un contributo al buon ordinamento del
mondo come civiltà universale d’amore.
Possa Dio Onnipotente e Misericordioso volgersi a voi e
benedirvi. Possa egli guidarvi. Possa colmarvi della sua pace e riempire di
gioia i vostri cuori.
|