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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN
NIGERIA, BENIN
GABON E GUINEA EQUATORIALE
DISCORSO
DI GIOVANNI PAOLO II ALLA PARTENZA DALLA NIGERIA
Lagos, 17
febbraio 1982
1. Signor Presidente, Eminenza, confratelli Vescovi, Esponenti del Governo e voi,
gente meravigliosa della Nigeria, è venuto il momento per congedarmi da voi e
dirvi addio.
Sono colmo di gratitudine. Il mio cuore trabocca di gioia. Non avete risparmiato
sforzi per organizzare magnificamente il mio viaggio, le celebrazioni e gli
incontri.
Desidero ringraziare il Presidente, il Vice-Presidente e tutti i funzionari del
Governo a tutti i livelli per la loro accoglienza ed ospitalità così cordiale,
per la loro generosa assistenza.
Ringrazio i Vescovi cattolici e tutti i comitati cattolici che hanno lavorato
con tanta dedizione e competenza. La mia gratitudine va a tutti i piloti,
conducenti, uomini della sicurezza, e ad ogni uomo, donna e bambino che hanno
manifestato un così alto spirito di ospitalità e un così vivo interesse.
2. Porto con me il ricordo molto vivo di una grande nazione, di un popolo
generoso, di una Chiesa dinamica, di una gioventù entusiasta e dotata di molti
talenti, di un Paese che onora la famiglia, rispetta gli anziani e guarda ai
figli come ad una benedizione. Insomma, porto con me il ricordo indimenticabile
di un paese che fa onore all’Africa, al mondo e alla Chiesa di Gesù Cristo.
Anche se devo partire ora, il mio cuore resta con tutti voi. Mi sarà possibile
tornare un giorno nella Nigeria? Vorrà la Provvidenza di Dio Onnipotente e
Misericordioso disporre che io torni a baciare il vostro suolo, abbracciare i
vostri bambini, incoraggiare i vostri giovani e camminare ancora una volta
circondato dall’amore e dall’affetto del nobile popolo del vostro paese? Noi
lasciamo il futuro nelle mani di Dio, alla sua sapienza e alla sua cura paterna.
È a lui, il Dio Creatore e Padre di tutti noi, che io affido il futuro e il
destino della Nigeria.
3. Ed ora desidero rivolgere una parola finale ad una persona molto speciale che
è tra di voi, dovunque io guardi. È il bambino nigeriano: ciascun bambino e
ciascuna bambina creata ad immagine e somiglianza di Dio. È al bambino di
questo grande Paese, al bambino dotato di dignità umana e di diritti
inalienabili, al bambino che riflette l’amore di Dio nei suoi occhi e lo
esprime attraverso il suo sorriso, che lascio il mio messaggio di fratellanza,
di amicizia e di amore. Io ti chiedo, bambino caro, – so infatti che mi stai
ascoltando – di trasmettere questo messaggio ai tuoi fratelli e alle tue
sorelle ed ai bambini che verranno dopo di te.
Chiunque tu sia, questo messaggio d’amore appartiene alla tua religione come
appartiene alla mia: dico che tu, ed ogni altro bambino, siete amati da Dio e
degni di amore. E che questo amore deve diffondersi dovunque e prendere possesso
di ogni cuore. L’amore di cui sto parlando significa che devi amare Dio in
contraccambio del suo amore; e questo lo fai amando ogni altro figlio di Dio su
questa terra. Questo amore vuol dire che non vi è posto per l’egoismo, la
menzogna, la meschinità, l’odio, la discriminazione, la violenza in questo
mondo. Significa che tu ed ogni altro bambino sulla terra avete la stessa
dignità agli occhi di Dio: qualunque sia la vostra età, la vostra razza, la
vostra nazionalità; che siate maschio o femmina, ricchi o poveri, forti o
deboli, sani o malati o handicappati. L’amore che vi chiedo di avere per ogni
fratello e sorella, per ogni persona vivente, è l’amore di generosità e di
bontà, di sacrificio, di amicizia e di pace.
Tutte queste cose possono essere riassunte in poche parole, e possono essere
dette in diversi modi. Ma lasciate che le dica alla mia maniera, nella maniera
che ho appreso, come mi è stata insegnata da mia madre, la quale mi diceva
quando ero bambino: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche
voi fatelo a loro” (Mt 7,12). Caro bambino della Nigeria: agendo in questa
maniera hai più potere di tutte le centrali nucleari del mondo, perché hai il
potere di portare pace e felicità al mondo. Parlo del potere che è tuo perché
ti viene da Dio, ed è il potere di amare, il potere di amare ogni altro
bambino. Caro bambino, Dio ti ha amato; ora devi amare anche tu in contraccambio.
Addio, e che Dio benedica tutta la Nigeria.
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