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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE
DEI SINDACATI METALMECCANICI

Martedì, 8 giugno 1982

 

Signor Presidente,
Signore, Signori.

1. Per quanto mi era possibile, ho cercato di dare risposta al vostro desiderio di incontrarmi, in occasione della riunione della vostra Federazione internazionale a Roma.

Sono stato infatti colpito dal vostro cammino ed apprezzo le finalità che voi perseguite al servizio delle Organizzazioni dei lavoratori metalmeccanici di 70 paesi.

Mi sono già lungamente espresso a proposito delle associazioni dei lavoratori nell’enciclica Laborem Exercens (Giovanni Paolo II, Laborem Exercens, 20), e sto ora preparando la mia visita all’Organizzazione internazionale del Lavoro a Ginevra.

2. Sì, la Chiesa continua a considerare queste associazioni come un elemento indispensabile della vita sociale. Quanto ai vostri sindacati, che coprono, in senso largo, i settori della metallurgia, essi hanno una loro originale fisionomia; la loro struttura mi sembra ben sottolineare la solidarietà che lega i lavoratori di questi settori, con i loro problemi particolari, e dunque favorire la ricerca di un’azione adatta a questi ambiti, forse più facilmente di certi sindacati che sono più preoccupati, sembra, di una azione generale ma che sono talvolta tentati in effetti da certe ideologie. Come scrivevo nell’enciclica: “Gli interessi vitali degli uomini del lavoro sono fino a un certo punto comuni per tutti; nello stesso tempo, però, ogni tipo di lavoro, ogni professione possiede una propria specificità, che in queste organizzazioni dovrebbe trovare il suo proprio riflesso particolare” (Giovanni Paolo II, Laborem Exercens, 20).

3. Voi lottate per la giustizia sociale. Intervenite, a giusto titolo, negli ambiti in cui i diritti dei lavoratori sono in causa. Voi avete anche in vista un’opera educativa nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie. Nella difficile situazione attuale, voi portate anche il vostro contributo alla ricerca di soluzioni ai gravi problemi dell’occupazione e della disoccupazione. Indirizzate la vostra sollecitudine umanitaria anche a garanzia dei diritti dell’uomo. È con simpatia che la Chiesa considera le responsabilità da voi prese.

4. Auguro che i lavori della Federazione aiutino i numerosi sindacati affiliati a ben svolgere il proprio ruolo per difendere i giusti diritti dei lavoratori nel quadro del bene comune di tutta la società, tenendo conto della situazione economica dei paesi. È sempre auspicabile che questi sindacati mirino al loro fine specifico che non è direttamente politico. Ho avuto occasione di sottolineare che essi dovranno conservare la loro libertà nei confronti dei partiti politici. Sono sensibile anche all’interesse che voi dimostrate verso gli altri sindacati che sono nella prova.

Ringraziandovi per la vostra visita, raccomando a Dio le vostre responsabilità al servizio di tutti i lavoratori metalmeccanici. A lui raccomando anche le intenzioni personali e familiari che portate nel vostro cuore. E lo prego di colmarvi delle sue benedizioni.

                                      

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