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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AD UN GRUPPO DI GIOVANI CORSISTI DELL'IRI
Sabato, 19 giugno 1982
Egregi Signori.
1. Sono lieto di accogliere e di salutare voi, partecipanti al XX Corso di
perfezionamento alle funzioni tecniche e direttive aziendali, promosso
dall’Istituto per la Ricostruzione Industriale. Vi ringrazio per questa visita
che, come è ormai tradizione, avete voluto compiere, prima di lasciare l’Italia
e fare ritorno alle vostre rispettive nazioni per portarvi il contributo delle
vostre energie giovanili, delle vostre capacità di impegno e delle nozioni
tecniche più moderne, necessarie allo sviluppo economico e sociale delle vostre
comunità nazionali.
2. Desidero anzitutto confermare il mio apprezzamento, già espresso due anni or
sono, per la provvida e benemerita iniziativa dell’IRI, qui rappresentato dal
Presidente, dottor Pietro Sette, a cui va il mio ringraziamento anche per le
cordiali espressioni che ha voluto rivolgermi. Tale iniziativa, la quale ormai
da venti anni va incontro alle necessità di tanti giovani provenienti da Paesi
in via di industrializzazione e desiderosi di perfezionarsi tecnicamente, è una
concreta dimostrazione di un generoso sforzo, inteso a promuovere quella
solidarietà tra i popoli, che la Chiesa non cessa di proclamare, e che ho
ribadito nel mio recente intervento presso l’Organizzazione Internazionale del
Lavoro a Ginevra, facendo appello ad “una nuova coscienza mondiale” e mettendo
in risalto che “il bene comune mondiale richiede una nuova solidarietà senza
frontiere” (cf. “L’Osservatore Romano”, die 17 iun. 1982). Per queste ragioni
non posso non esprimere incoraggiamento a codesto esperimento dell’IRI, in cui
vedo tradotta in realtà una delle sollecitudini della Chiesa nei confronti dei
popoli bisognosi di specifico addestramento professionale in alcuni settori
dell’attività industriale ed aziendale.
3. A voi giovani dico che la vostra presenza mi fa molto piacere, anche perché
richiama alla mia mente i vari continenti da cui provenite e, in particolare,
alcuni Paesi che ho avuto la sorte di visitare nei miei viaggi apostolici: la
Nigeria e lo Zaire; il Brasile, il Messico, l’Argentina e la Repubblica
Dominicana; le Filippine, il Pakistan e la Turchia. Ci sono poi, tra voi,
rappresentanti di altri Paesi che non ho ancora visitato, ma che porto
ugualmente nel cuore.
Al termine del vostro Corso di specializzazione, vi auguro che possiate portare
dal vostro soggiorno in Italia non solo quel necessario perfezionamento tecnico
e professionale, da cui tanto si aspettano i vostri connazionali, ma anche una
concezione più ampia del valore della vita umana e dei diritti fondamentali
dell’uomo, immagine di Dio e centro dell’universo. Alla luce anche di questa
esperienza, date prova nei vostri futuri ambienti di lavoro e nelle vostre
famiglie di essere uomini più saggi e più maturi e di saper condurre una vita
onesta, coerente e laboriosa; date il primato ai valori spirituali, amando e
rispettando Dio e il prossimo; fatevi portatori e realizzatori di un messaggio
di fraternità e di pace tra gli uomini, vostri fratelli, superando le barriere
delle disuguaglianze e discriminazioni sociali, economiche ed ambientali, e non
lasciandovi mai intimorire dalle difficoltà, né scoraggiare dalla grandezza dei
compiti che vi attendono. Vi guidi sempre la coscienza della vostra
preparazione, un amore disinteressato verso i vostri connazionali, il desiderio
di giovare alla loro vita ed il proposito di servirli e di rendervi loro utili.
Con questi pensieri e con questi voti, volentieri imparto a voi, ai Dirigenti e
Docenti dell’IRI, alle vostre rispettive famiglie e nazioni la mia benedizione.
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