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APPELLO DI GIOVANNI PAOLO II
PER LA PACE NEL LIBANO

Solennità dei SS.mi Apostoli Pietro e Paolo
Martedì, 29 giugno 1982

 

Diamo inizio alla Liturgia Eucaristica che desidero celebrare, come già dissi domenica scorsa, con questa particolare intenzione: la pace nella martoriata terra del Libano.

Avrei voluto recarmi in terra libanese, per rinnovare il Sacrificio di Cristo proprio al centro di tanta sofferenza. Non essendomi possibile farlo, almeno per ora, ho pensato che l’occasione più adatta per manifestare la mia partecipazione a così grande tragedia era la festa dei santi apostoli Pietro e Paolo, così venerati dai cattolici libanesi.

Il Libano ha avuto, sempre, nella sua lunga e travagliata storia, speciali legami con la Sede di Pietro. Il Principe degli Apostoli fu il primo titolare della cattedra vescovile di Antiochia, alla quale si riallacciano in grande maggioranza i cristiani del Libano. Essi per questo motivo e per la loro testimonianza di fede nella regione che fu culla delle tre grandi religioni monoteistiche, sono sempre stati particolarmente cari alla Sede di Roma.

Il popolo libanese si trova nella tempesta causata da un conflitto sanguinoso, che ora minaccia soprattutto la capitale Beirut.

Offriamo le nostre preghiere affinché il Libano possa ritrovare la pace, risorgere dalle rovine, ricomporre la sua unità e trasformarsi, da campo di battaglia qual è oggi, in un attivo e pacifico fattore di equilibrio nel Medio Oriente. Esso potrà così nuovamente rispondere alla sua particolare vocazione ad essere esempio di convivenza e collaborazione fra le diverse comunità.

Un altro popolo sta soffrendo sulla terra libanese: il popolo palestinese, a me non meno caro di altri. Preghiamo affinché esso possa vedere riconosciute le sue legittime aspirazioni - prima delle quali è di poter avere una sua patria - e perché possa vivere in tranquillità con tutti i popoli della regione.

Che il Sacrificio di Cristo e della Chiesa celebrato qui, sulla tomba del Capo degli Apostoli, sia gradito a Dio, perché voglia concedere consolazione e pace al Libano e a tutti i popoli del Medio Oriente. 

                                    

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