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VISITA PASTORALE ALLA DIOCESI DI LIVORNO
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL SINDACO E AI CITTADINI DI ROSIGNANO
Festività di San Giuseppe Venerdì, 19 marzo 1982
Signor Sindaco.
Grazie per le sue parole di benvenuto che ho seguito con vivo interesse. Le
porgo anche io il mio saluto più cordiale, che va pure con altrettanta
cordialità a quanti Ella rappresenta. Lei ha espresso sentimenti di gioiosa
accoglienza da parte dell’Amministrazione Comunale e dell’intera popolazione di
Rosignano Solvay per la mia visita odierna. Ed io, da parte mia, voglio
assicurarle che anch’io sono veramente lieto di trovarmi a Rosignano.
Questa giornata del 19 marzo infatti è consacrata dalla Chiesa alla celebrazione
della figura di san Giuseppe, che brilla davanti a noi come esempio di uomo
dedito al lavoro, col quale lo stesso Gesù di Nazaret ha trascorso la maggior
parte della sua vita. Proprio questi due motivi, cioè la festa liturgica di san
Giuseppe ed il connesso tema del lavoro, mi hanno indotto a venire qui oggi,
dove c’è un grande complesso industriale, da cui dipende la sussistenza di
numerose famiglie del Comune. Vengo per onorare il Santo e insieme coloro che,
in qualche modo, sono lavoratori come lui.
Anche se non conosco i problemi personali dei singoli cittadini, siano questi
lavoratori, studenti, impiegati, casalinghe, ecc., voglio assicurare a tutti la
mia viva partecipazione alle loro difficoltà ed alle loro gioie. Infatti,
nessuno, purtroppo, va esente da travagli e sofferenze di vario genere e di
vario grado. Ebbene, in tutto questo occorre un superiore punto di riferimento,
una luce, una forza, che il Vangelo ci propone in Gesù Cristo. E, nello stesso
tempo, la sua promessa di essere con noi “tutti i giorni” (Mt 28, 20) è
anche uno stimolo, un incoraggiamento a proseguire, con dedizione ed entusiasmo,
nei molteplici impegni di ciascuno, siano essi individuali, familiari, sociali.
So che la gente di Rosignano Solvay già offre un chiaro esempio di serietà, di
attaccamento al lavoro e di produttività. Io voglio benedire tutto ciò che
significa apporto costruttivo alla pacifica e giusta convivenza della grande
famiglia italiana, che a me è sempre tanto cara. E vorrei che la mia benedizione
fruttificasse in un impegno civile sempre più responsabile e, nel contempo, in
una adesione al cristianesirno sempre più convinta e nobilitante; infatti, se è
vero che la Chiesa considera già implicitamente cristiano tutto ciò che è
autenticamente umano, è pure vero che il messaggio cristiano aiuta l’uomo a
scoprire e a realizzare sempre meglio la propria identità.
Questo auguro con tutto il cuore all’intera cittadinanza di Rosignano, ed il mio
augurio è di prosperità e di felicità, vera e profonda, per tutti. Per questo lo
affido al Signore, al quale tutti raccomando nella mia preghiera.
Intanto sono lieto di impartire a tutti i presenti ed ai loro Cari la
propiziatrice benedizione apostolica.
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