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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI PELLEGRINI DELLA JUGOSLAVIA

Sabato, 1° maggio 1982

 

Sia lodato Gesù e Maria!

Benvenuti in questa Città Eterna, Roma, per celebrare il 100° anniversario della Bolla “Ex Hac Augusta” (5 luglio 1881), pubblicata nella festa dei santi fratelli Cirillo e Metodio, con la quale il mio predecessore Papa Leone XIII ha ricostituito la gerarchia ordinaria ecclesiastica in Bosnia ed Erzegovina.

Questo vostro giubileo, che si conclude nel mese di luglio prossimo, entra nel ciclo delle celebrazioni dei “tredici secoli del cristianesimo dei Croati”. La vostra storia è piena di mutamenti, di prove e di testimonianze cristiane. Mi sono note le sofferenze sopportate dai fedeli delle vostre regioni in varie epoche e circostanze storiche. Sono anche noti i frutti spirituali ottenuti dai cattolici guidati dai loro Pastori ecclesiastici nel corso della vostra storia, in particolare: il vostro amore verso Cristo, la devozione a Maria, ed anche la vostra fedeltà verso la Chiesa Cattolica e la Santa Sede. Siate fieri di tutti questi testimoni che hanno combattuto per la fede in Cristo ed hanno sacrificato la propria vita per “la croce onorata e per la libertà dorata”.

Per voi cattolici di Bosnia ed Erzegovina sono di particolare importanza questi ultimi cento anni di storia. Dopo la scomparsa dell’impero ottomano, in Bosnia ed Erzegovina, il Papa, di sua propria iniziativa, soppresse i vicariati apostolici e ricostituì la metropoli di Vrhbosna con sede a Sarajevo, e le diocesi suffraganee di Banja Luka e Mostar. Ad Arcivescovo di Sarajevo fu nominato il dr. Josip Stadler, ardente apostolo, ecumenista ed esimio pastore del suo gregge.

Lo “status missionis” persistito per più secoli in Bosnia ed Erzegovina, sotto la guida dei padri francescani, maturava gradatamente ed esigeva che si costituisse la ordinaria gerarchia ecclesiastica dei Vescovi residenziali. I nuovi Vescovi hanno ricevuto l’incarico dalla Santa Sede di erigere i Seminari e di educare i sacerdoti diocesani quali ordinari operai nella cura pastorale dei fedeli. La Santa Sede ha sempre seguito attentamente e stimolato tali attuazioni, rallegrandosi per ogni progresso, come oggi si rallegra per il notevole numero di sacerdoti, religiosi e religiose nella vostra provincia.

All’inizio di questo vostro anno giubilare, i Vescovi vi hanno invitato alla preghiera ed ad altre devozioni, alle quali voi avete risposto molto bene. Oggi, guidati dai vostri Pastori, siete venuti a Roma come pellegrini. Il Papa vi ringrazia. Vi accoglie cordialmente, vi saluta e vi sprona a rimanere fedeli ai vostri Vescovi uniti alla Sede Apostolica. Vi scongiuro a promuovere ardentemente quanto favorisce l’unità ed il reciproco amore: tra i fedeli e il clero, tra i sacerdoti regolari e secolari, tra il clero e i Pastori.

Imparto una benedizione speciale ai Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose qui presenti e su quelli che sono nella patria, a tutto il Popolo di Dio delle vostre province. Benedico le vostre famiglie, i malati, i giovani e i bambini. Il Papa pensa a voi, prega per voi, vi ama paternamente tutti e invoca la benedizione di Dio, per l’intercessione della nostra Mamma celeste su di voi e su tutta la vostra bella patria.

Saluto, infine, anche l’Oratorio “Branimir”, coro che canta nella parrocchia di santa Maria a Zagabria. Voi con il vostro canto onorate Gesù e Maria, e fate molto bene. Vi esorto a continuare. Anche a voi e ai vostri cari in Zagabria la mia benedizione apostolica.

                                                

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