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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RESPONSABILI DELLE PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE

Venerdì, 7 maggio 1982

 

Carissimi.

Sono lieto di incontrarmi anche quest’anno con voi, Responsabili delle Pontificie Opere Missionarie della Propagazione della Fede, di san Pietro apostolo, della santa Infanzia e dell’Unione Missionaria.

Rivolgo anzitutto il mio saluto al Cardinale Agnelo Rossi, Prefetto della Sacra Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli; saluto poi Monsignor Simon Lourdusamy, Segretario della medesima Congregazione e Presidente delle stesse Pontificie Opere, i componenti del Consiglio Superiore, il personale dei quattro Segretariati Generali, come pure i numerosi Direttori Nazionali, convenuti a Roma per prendere parte alla riunione del Consiglio Superiore.

1. Avete studiato col dovuto impegno, ispirandovi ai principi della giustizia e della carità, come suddividere tra le diverse missioni gli aiuti raccolti nelle comunità cristiane, e avete anche dedicato alcuni giorni allo studio di quei problemi pastorali che emergono dalle molteplici iniziative della cooperazione missionaria, la quale, giova ribadirlo, ha la sua ragion d’essere non soltanto nei suoi aspetti economici, ma soprattutto in quelli morali e spirituali.

Di grande attualità ed importanza mi è parso il tema prescelto: “Le Pontificie Opere Missionarie al servizio della famiglia evangelizzatrice”. Come ho affermato nella recente esortazione Familiaris Consortio, “la famiglia cristiana è la prima comunità chiamata ad annunciare il Vangelo alla persona umana in crescita e a portarla, attraverso una progressiva educazione e catechesi, alla piena maturità umana e cristiana” (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 2). Ne consegue quindi che “la futura evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica” (Ivi. 52)

Vi esorto ad approfondire adeguatamente questo argomento particolarmente impegnativo, presentando esso implicazioni di notevole portata circa le modalità con le quali codeste Opere possono efficacemente promuovere la missione evangelizzatrice della famiglia in tutto il mondo. Avete un vasto settore nel quale operare per una azione efficiente, coordinata e ben programmata. Il contributo che la famiglia può recare all’attività missionaria è veramente fondamentale.

2. Quest’anno ho voluto dedicare il Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale al ricordo del 25° anniversario della enciclica Fidei Donum, perché a quell’autorevole documento del mio venerato predecessore Pio XII va il merito di aver dischiuso le vie dell’evangelizzazione a nuove ed innumerevoli forze, coinvolgendo direttamente anche sacerdoti diocesani e laici in questa nobile attività. Dalla pubblicazione di quell’enciclica, molti membri del clero e del laicato, di ogni diocesi, hanno affiancato l’opera talora eroica, di missionari e missionarie di benemerite Famiglie religiose, portando loro un valido aiuto ed arricchendo nel contempo se stessi con preziose esperienze, che hanno poi comunicato ai fedeli delle diocesi di provenienza, suscitando così un fecondo interessamento all’opera di animazione missionaria.

Le varie iniziative, sorte in questi venticinque anni, dovranno essere opportunamente esaminate e vagliate in tutti i loro aspetti validi, ma anche in quelli eventualmente meno positivi, al fine di intervenire, qualora ce ne fosse bisogno, per migliorarle, rinnovarle e perfezionarle. Affido pertanto ai Responsabili della Direzione Centrale e ai Direttori Nazionali il compito di illustrare ai sacerdoti ed ai laici lo spirito della sempre attuale Fidei Donum per promuoverne il rilancio.

3. Sono inoltre al corrente che la maggior parte di voi prenderà parte alle celebrazioni per il 150° anniversario di fondazione del “Franziskus-Missionsverein” e del primo centenario della morte del suo fondatore Dottor Heinrich Hahn, che si svolgeranno prossimamente in Germania. Anche per questa circostanza esprimo il mio compiacimento e il mio auspicio per il buon esito di tali manifestazioni in favore delle missioni.

A chiusura di questo cordiale incontro, che vuole essere soprattutto di incoraggiamento e di stimolo per voi tutti a ben continuare nel vostro impegno così essenziale per la vita della Chiesa, non posso non sottolineare ancora una volta che le Pontificie Opere Missionarie sono lo strumento più valido ed efficace della cooperazione missionaria, come ha dichiarato espressamente il Concilio Vaticano II (cf. Ad Gentes, 38)

Vi sono pertanto profondamente grato per le vostre preghiere, per il vostro lavoro quotidiano e per i sacrifici che offrite per la causa delle missioni, mentre auspico che tutto il popolo cristiano collabori alla realizzazione di tali ideali, che costituiscono la più grande ed assillante sollecitudine del Vicario di Cristo.

Su di voi qui presenti, sui vostri collaboratori, su tutti i benefattori e su quanti vi sono cari scenda la confortatrice benedizione apostolica, che di gran cuore ora vi imparto.

                                              

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