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SALUTO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI SACERDOTI DEGLI STATI UNITI D'AMERICA

Venerdì, 7 maggio 1982

 

Miei cari fratelli sacerdoti.

1. Sono lieto di ricevere questa mattina tutti voi che fate parte dell’Istituto di Educazione Teologica Permanente presso la Casa santa Maria. La vostra presenza qui ci dà l’opportunità di una breve riflessione insieme sul sacerdozio che noi tutti condividiamo - il sacerdozio di Gesù Cristo.

2. Nel corso di queste ultime settimane avete avuto una straordinaria opportunità di riflettere sul sacerdozio e di considerarlo nel contesto dell’amore di Cristo e della missione evangelizzatrice della Chiesa. Avete anche potuto rivivere l’intero mistero di redenzione nel suo contesto storico - dove effettivamente ebbe luogo. Nel momento in cui meditate sulle benedizioni che hanno influenzato il vostro sacerdozio, dovete anche tener presente un altro avvenimento che ha profondamente toccato la vostra vita sacerdotale. È il grande avvenimento ecclesiale di questo secolo: il Concilio Vaticano II. E nell’eredità particolare di quel Concilio vi è l’insegnamento sul sacerdozio.

3. Il Concilio ha dato a noi sacerdoti molti spunti di approfondimento su noi stessi, su ciò che è importante nella nostra vita, e su quale contributo possiamo veramente dare al mondo. Senza minimizzare in alcun modo tutte le molteplici possibilità di servizio pastorale che sono aperte al sacerdote di oggi, il Concilio non ha esitato a dichiarare le sue priorità assolute. E lo ha fatto ripetutamente. La missione essenziale del sacerdozio si trova nell’Eucaristia. La vostra e la mia identità è stabilita da sempre nella Celebrazione Eucaristica, quella azione di Gesù che è la proclamazione più piena e più efficace dell’intero messaggio evangelico: Cristo è morto! Cristo è risorto! Cristo ritornerà! La costituzione dogmatica sulla Chiesa esprime queste verità con le seguenti parole: i sacerdoti “esercitano il loro sacro ministero nel Culto Eucaristico” (Lumen Gentium, 28). E il decreto sul sacerdozio aggiunge: “Nel mistero del Sacrificio Eucaristico, in cui i sacerdoti svolgono la loro funzione principale, viene esercitata ininterrottamente l’opera della nostra redenzione” (Presbyterorum Ordinis, 13).

4. Miei cari fratelli sacerdoti, ciò che il mondo desidera realmente da noi, e di cui ha veramente bisogno, è che il mistero di redenzione sia reso accessibile agli uomini, alle donne e ai bambini del nostro tempo. Ed è mediante l’Eucaristia che la redenzione di Cristo tocca i cuori umani, e trasforma la storia umana. È mediante la devozione all’Eucaristia che siamo resi capaci di leggere adeguatamente i “segni dei tempi” e di comprendere le esigenze che un autentico aggiornamento pone a noi personalmente. È nel nostro fedele Ministero Eucaristico che noi siamo pienamente efficaci ministri del Vangelo e servitori di Gesù Cristo e del suo popolo. È solo mediante l’Eucaristia che possiamo essere veri pastori del nostro popolo e autentiche guide spirituali nelle nostre comunità.

Possa un più profondo apprezzamento della vostra Vocazione Eucaristica miei cari fratelli, essere un duraturo risultato della vostra permanenza a Roma. E mediante l’intercessione di Maria, Madre di Gesù, possiate trovare sempre la vostra gioia e realizzazione nell’Eucaristia.

                                        

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