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SALUTO DI GIOVANNI PAOLO II
AI SOCI DEL «LIONS CLUB» DI TAORMINA

Lunedì, 10 maggio 1982

 

Signor Cardinale,
illustri Autorità,
signor Presidente e Soci del “Lions Club” di Taormina e Delegati di Malta.

Nella circostanza del XXI anniversario di fondazione del vostro Club di Taormina avete desiderato un incontro col Papa, nell’intento di approfondire gli ideali del vostro Sodalizio e di confermare i vostri propositi di servizio.

Vi saluto di cuore, con uno speciale pensiero al Cardinale Carpino, che vi segue da anni, ed al vostro Presidente che con nobili parole ha sinteticamente illustrato le direttive della vostra attività.

Uomini che operate nel campo della politica, delle arti, della scienza, dell’economia ed in ogni altro settore, in cui si fatica generosamente per la costruzione della città degli uomini, voi vi siete prefissi degli scopi, come pure l’osservanza di un codice etico, in consonanza con la vostra dignità di uomini e di cristiani. Mi piace rilevare come tra le vostre finalità figuri quella di “promuovere un costante elevamento del livello di efficienza e di serietà morale, nel commercio, nell’industria, nelle professioni, nei lavori pubblici ed anche nel comportamento privato”, mentre, secondo il vostro codice, vi proponete di “conseguire il successo ed i giusti profitti, senza pregiudicare la dignità e l’onore con atti sleali”.

Tutto ciò indica che avete presente la trascendente vocazione dell’uomo, e come la sua libertà, la sua operosità ed il suo progresso debbano confrontarsi con una misura di valore che è assoluta e costante, profluendo da quella legge naturale, riflesso del piano divino sull’uomo medesimo. A questo proposito, piace ricordare le parole del Concilio Vaticano II: “Questa è la norma dell’attività umana: che secondo il disegno e la volontà di Dio, essa corrisponda al vero bene dell’umanità, e permetta all’uomo singolo o come membro della società, di coltivare ed attuare la sua integrale vocazione” (Gaudium et Spes, 35).

È questo un compito non facile, perché l’uomo, specie se investito di responsabilità di vertice, o comunque impegnato in alti compiti sociali, è particolarmente sottoposto alle suggestioni di un disordinato esercizio del potere, che si traducono in note manifestazioni sociali abnormi. Per costruire una linea coerente di dedizione al bene comune, di impegno di volontà sincere e pronte al sacrificio, sono necessarie energie morali illuminate e vigorose, che i credenti - quali voi vi professate - devono continuamente implorare con retto animo dal Datore di ogni bene. Ho rilevato, quindi, con compiacimento che nella preghiera della vostra associazione si chiede al Signore: “l’umiltà, la conoscenza e la forza per compiere i propri doveri . . . e per alimentare in tutti l’aspirazione a servire l’umanità che soffre”.

Sappiate, dunque, vivere di questi ideali, mettendo a loro disposizione i vostri talenti di ingegno, di operosità e di mezzi, e trasmetteteli ai vostri figli. Vi auguro che il gioioso incontro odierno vi stimoli a salutari riflessioni alla luce di una generosa dedizione fraterna, tanto in sintonia col nucleo essenziale del Vangelo, ed invocando di cuore su ciascuno di voi, sulle vostre famiglie e sulle vostre attività i conforti e le consolazioni della protezione divina, vi imparto con animo grato la mia benedizione apostolica.

                                             

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