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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN PORTOGALLO
(12-15 MAGGIO 1982)

INCONTRO CON MONSIGNOR ALBERTO COSME DO AMARAL,
VESCOVO DI LEIRIA

DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Cappella delle Apparizioni a Fatima
Mercoledì, 12 maggio 1982

 

Signor Vescovo di Leiria, Monsignor Alberto Cosme do Amaral,
signori Cardinali, Arcivescovi e Vescovi,
miei amati fratelli e sorelle.

1. Sia lodato nostro Signore Gesù Cristo!

E sua Madre, Maria santissima!

Sì, con lei e per lei irrompe in questo momento dal mio cuore la supplica tante volte qui pregata e cantata: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e amo voi!”.

Questo mio primo pensiero di adorazione, manifestato in questa terra benedetta di Fatima, è rivolto alla santissima Trinità: Benedetto sia Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con cui ci ha amato! In effetti, creati nel suo Verbo, il Figlio, riconciliati per mezzo del sangue dello stesso Figlio, divenuti sua famiglia, edificati sopra il fondamento degli apostoli nella costruzione (della Chiesa), per diventare, per mezzo dello Spirito Santo, dimora di Dio (cf. Ef 2, 4ss) dobbiamo ripetere senza tregua: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e amo voi!”.

Ave Maria!

Benedetta siete voi, e benedetto il frutto del vostro ventre, Gesù! Ave, piena di grazia, Madre di Dio e Madre nostra! Nel compimento della vostra profezia, o Signora, qui, entrando in questa vostra dimora di Fatima, e salutandovi, Madre adorata, permettetemi di usare le parole che ci avete insegnato, per proclamare davanti ai fratelli:

“L’anima mia magnifica il Signore / e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore” (Lc 1, 46)!

2. E ora, fratelli e sorelle tutti che mi ascoltate: io vi saluto cordialmente, con tutto l’affetto vi do un fraterno abbraccio di pace e confesso a voi la mia grande gioia per questo incontro, in questo luogo e insieme a voi; e in questa gioia desideravo che vedeste tutta la gratitudine che mi riempie l’animo, gratitudine che mi ha portato qui, per condividere con voi non solo il Vangelo di Dio, ma la stessa vita (cf. 1 Ts 2, 8).

Sì, è con l’animo che trabocca di questi sentimenti - i vostri stessi sentimenti, d’altronde - che vi ringrazio. Grazie, signor Vescovo di Leiria, per aver manifestato questi sentimenti con le delicate parole di saluto e con i ripetuti inviti che mi avete rivolto affinché io visitassi questo Santuario di Fatima; grazie a tutti, per la calorosa e gradita accoglienza che mi avete riservato!

3. Gratitudine, comunione, vita! In queste tre parole è contenuta la spiegazione della mia presenza qui in questo giorno; e se mi consentite, anche della vostra presenza. Qui tocco il punto culminante del mio viaggio in Portogallo. Desidero farvi una confidenza:

Era già molto tempo che avevo intenzione di venire a Fatima, secondo quanto ho già avuto occasione di dire al mio arrivo a Lisbona; ma, da quando avvenne il noto attentato nella Piazza di san Pietro, un anno fa, al riprendere conoscenza, il mio pensiero si rivolse immediatamente a questo Santuario, per deporre nel cuore della Madre celeste il mio ringraziamento per avermi salvato dal pericolo. Ho visto in tutto ciò che stava succedendo - non mi stanco di ripeterlo - una speciale protezione materna della Madonna. E nella coincidenza - non ci sono semplici coincidenze nei disegni della divina Provvidenza - ho visto anche un appello e, chissà, un richiamo all’attenzione verso il messaggio che da qui partì, 65 anni orsono, tramite tre fanciulli, figli di umile gente di campagna, i pastorelli di Fatima, come sono universalmente conosciuti.

4. E sono qui con voi, pellegrino tra pellegrini, in questa assemblea della Chiesa pellegrina, della Chiesa viva, santa e peccatrice, per “Lodare il Signore, perché è eterna la sua misericordia” (Sal 135,1); personalmente, per cantare questa misericordia, perché fu “grazie al Signore che io non fui annientato; sì, la sua misericordia non ebbe fine” (Lam 3, 22). Desidero ripetere oggi, ancora una volta, davanti a voi, amati fratelli e sorelle, queste parole che ho detto nella prima udienza dopo l’attentato, (7 ottobre 1981); esse esprimono un’eco di ciò che accadde quel giorno 13 maggio dell’anno scorso; esprimono gratitudine all’Altissimo, alla Madonna nostra Madre, ai santi protettori e a tutti coloro che, direttamente o indirettamente, hanno contribuito a salvarmi la vita e mi hanno aiutato a recuperare la salute.

Fu “grazie al Signore che io non fui annientato”: l’ho detto per la prima volta in occasione della festa della Vergine del Rosario; lo ripeto oggi, a Fatima, che tanto ci parla del Rosario - della recita della terza parte del Rosario - come dicevano i pastorelli. Il Rosario, la sua terza parte, è e rimarrà sempre una preghiera di riconoscenza, di amore e di supplica fiduciosa: la preghiera della Madre della Chiesa!

5. Sono venuto in pellegrinaggio a Fatima, come la maggior parte di voi, amati pellegrini, con la corona in mano, il nome di Maria sulle labbra e il cantico della misericordia di Dio nel cuore: egli anche “a me ha fatto grandi cose . . . La sua misericordia si estende di generazione in generazione” (Lc 1, 49-50).

Preparando questo mio incontro con voi, ho potuto ben saggiare l’antica e radicata devozione alla Madonna tra di voi. Essa si manifesta chiaramente non solo nelle grandi manifestazioni di fede o nei grandi momenti della storia dell’amato popolo portoghese, ma anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni e nelle abitudini delle persone, delle famiglie, delle comunità, in modo da impregnarne tutta la sua cultura. Nel corso dei secoli, e potremmo forse dire, sempre tra la gente semplice e umile, nel ceppo ancestrale del Portogallo, una valida interpretazione della sua vasta cultura, lingua e abitudini di vita si è espressa tramite la religione e la vita cristiana. In un certo senso, la vita era incentrata e organizzata attorno agli avvenimenti religiosi; e qui, sempre in primo piano, la figura della Madonna. È stato motivo di gioia per me raccogliere tali informazioni. E ora è una gioia ancora maggiore verificare con i miei stessi occhi questa vostra convergente devozione alla Madre di Dio.

Siate leali con voi stessi, curate la vostra eredità di fede, di valori spirituali e di onestà di vita, che avete ricevuto dai vostri antenati, alla luce e con le benedizioni di Maria santissima; è un’eredità ricca e buona. E volete che vi insegni un “segreto” per conservarla? È semplice, e non è più un segreto: “pregate, pregate molto: pregate dicendo la corona tutti i giorni”.

6. Gratitudine, comunione e vita: sono i sentimenti che ci affratellano, pellegrini qui “riuniti nello stesso luogo”, noi che formiamo l’attuale generazione della Chiesa, per cui la Pentecoste è già avvenuta; riuniti “con Maria, Madre di Gesù”, desideriamo qui confermare la nostra assiduità all’“insegnamento degli apostoli, all’unione fraterna, alla frazione del pane e alle preghiere” (cf. At 2, 42).

Siamo venuti “in spirito di preghiera e penitenza” a questo luogo già onorato dalla presenza del mio predecessore Paolo VI, di venerata memoria, sempre viva e gradita nel nostro ricordo; luogo santificato dalle preghiere e sacrifici di generazioni di pellegrini a Fatima. E in sintonia di sentimenti, nella sintonia della carità, veniamo soprattutto a ringraziare e a implorare la misericordia divina, senza cessare di elevare le nostre suppliche per chiedere fedeltà a Dio e fedeltà in Cristo agli uomini nostri fratelli, a chiedere la pace e l’amore, nel seno della Chiesa tra coloro che si professano cristiani e in tutta la famiglia umana.

Nella festosa attesa di concretizzare tutto ciò completamente nella santa Messa di domani, viviamo in pieno sin da ora, nell’Eucaristia, questo nostro pellegrinaggio, offrendoci a Dio, tramite il Cuore Immacolato di Maria, in azione di grazie e in disponibilità; offriamo i nostri sacrifici in unione con Cristo redentore e, con l’animo in preghiera di espiazione e propiziazione, ripetiamo: Signore “Gesù, è per il vostro amore, in riparazione dei peccati e per la conversione dei peccatori” (terza apparizione - luglio 1917).

Voglia Dio che domani, di ritorno dal nostro pellegrinaggio, dopo queste ore di intimità con Cristo, con il “Padre che è nei cieli” e con Maria nostra Madre, vivificati dallo Spirito Santo “riversato nei nostri cuori” (cf. Rm 5, 5), possiamo partire con gioia “lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo” (cf. At 2, 47): di coloro che non sono potuti venire e di coloro che non sono voluti venire, ai quali va ugualmente la nostra simpatia, la nostra proposta di amore e la certezza delle nostre preghiere.

7. Certamente sapete che fin dalla mia gioventù coltivo la pratica cristiana del pellegrinaggio: e nei miei viaggi apostolici come successore di Pietro - dal Messico alla Guinea Equatoriale - le visite, come pellegrino, a Santuari Mariani sono stati, dal punto di vista personale, alcuni tra i momenti più alti dei miei incontri con il Popolo di Dio sparso sulla terra, e con gli uomini nostri fratelli nella grande famiglia umana. Ed è sempre con emozione, la stessa emozione della prima volta, che depongo nelle mani di Maria santissima tutto ciò che di bene posso aver fatto o andrò ancora a fare al servizio della santa Chiesa.

In questa ora, qui nel Santuario di Fatima, voglio ripetere adesso davanti a tutti voi: “totus tuus”, tutto tuo, o Madre! Chiedo che mi offriate, me e tutti questi fratelli, nascondendo e coprendo la nostra povertà con i vostri meriti e quelli del vostro divin Figlio, al “Padre della misericordia”, in omaggio di gratitudine. E che siamo accettati, benedetti e rafforzati nei nostri buoni propositi, che vogliamo legare come un ideale serto di fiori, con un nastro “tessuto e indorato” per voi, o Madre: fare “tutto ciò che egli (Cristo) ci dirà” (Gv 2, 4).

Dateci la vostra benedizione, Signora, nostra amatissima Madre!

1) Dal tedesco

Saluto cordialmente i visitatori di lingua tedesca e olandese: provenienti dalla Germania, Austria, Lussemburgo, Svizzera, Olanda ed il Belgio.

Ci siamo riuniti qui per affidare al puro e materno Cuore di Maria le nostre speranze e le nostre paure con fiducia infantile. Nello stesso tempo vogliamo mostrare la nostra volontà di mettere a disposizione dell’amore di Cristo il nostro cuore e lo spirito con tutte le nostre forze: per la salvezza di noi stessi e di tutti i nostri fratelli, dovunque vivono.

Uniti spiritualmente con Maria, la Madre della Chiesa, vogliamo pregare insieme ed affidare i nostri cuori a Dio.

2) Dall’inglese

Cari pellegrini di lingua inglese,

Vi sono grato per la vostra presenza a Fatima. Vi ringrazio per essere venuti a vegliare e pregare con Cristo, e ad affidare le vostre vite e tutte le vostre speranze al Cuore Immacolato di Maria. È lei - la Madre di Gesù e la Madre della sua Chiesa - che ci invita ad aprire i nostri cuori al suo appello, affinché si diffonda il Vangelo che parla di preghiera, conversione e penitenza.

Cari fratelli e sorelle, questa è l’ora decisiva, nella vita della Chiesa di questa generazione. Siamo tutti invitati a convertirci a nuova vita. Tutti siamo invitati ad avvicinarci al Trono della Grazia con fiducia per ottenere grazie (cf. Eb 4, 16). Tutti siamo invitati ad andare a Gesù per Maria.

3) Dal francese

Desidero rivolgere ora il mio saluto ai pellegrini che sono venuti qui, a Fatima, da tanti altri Paesi, in primo luogo ai pellegrini di lingua francese.

Cari fratelli e sorelle, che il Signore vi benedica per aver intrapreso con me questo atto di fede! Prepariamoci, nella preghiera, a festeggiare la Vergine Maria, a lodarla, ad accogliere il suo messaggio evangelico, ad affidarle gli immensi bisogni della Chiesa e del mondo. Per l’intercessione di questa Madre, noi chiederemo le grazie della conversione di cui il mondo ha bisogno per entrare maggiormente nella salvezza operata da Cristo per ravvivare oggi nei cuori le certezze della fede, gli impegni di giustizia e di pace, nella carità e i sentimenti di speranza!

4) In italiano

Saluto ora voi, pellegrini italiani, che avete voluto partecipare con me a questa veglia in onore della Madonna, qui, in questo luogo privilegiato. Vi chiedo di unirvi intimamente alla preghiera, che desidero rivolgere questa sera alla santissima Madre di Dio per le grandi intenzioni, che stanno tanto a cuore a me ed a voi: per la pace tra i Popoli e le Nazioni; per la crescita spirituale della Chiesa; per la conversione di coloro che rifiutano l’amore di Dio; per la serenità di quanti soffrono nello spirito e nel corpo; per la santificazione delle famiglie. In quest’ora di grazia rendiamoci aperti e disponibili al richiamo di Dio, che ci suggerisce propositi di penitenza e di rinnovamento interiore, e, sull’esempio di Maria, diamo una risposta generosa ed impegnativa: “Eccomi, avvenga di me quello che hai detto” (cf. Lc 1, 38).

5) Dallo spagnolo

Saluto cordialmente tutti i pellegrini venuti dalla Spagna e da altri Paesi di lingua spagnola. Invito voi qui presenti e tutti quelli che ci seguono attraverso la radio e la televisione, a partecipare a questa vigilia di preghiera nella quale, con la intercessione materna del Cuore Immacolato di Maria, eleveremo al Signore le nostre preghiere per la Chiesa e perché ci sia la pace in tutto il mondo.

Che la devozione per la Vergine, nostra Madre, faccia sentire a ciascuno la necessità della conversione per seguire così fedelmente Cristo, che è la via, la verità e la vita di tutti gli uomini.

6) Dal polacco

Saluto cordialmente i miei connazionali che, insieme con il Cardinale Metropolita di Cracovia Franciszek Macharski e il Vescovo di Tarnow Jerzy Ablewicz, sono venuti pellegrini a Fatima per pregare con il Papa in questo Santuario mariano.

In voi e tramite voi saluto tutti i fratelli e le sorelle in patria e all’estero. So che loro sono qui presenti spiritualmente e partecipano alla mia preghiera di ringraziamento.

La Madre di Cristo abbracci con l’amore del suo Cuore Immacolato i miei connazionali e sorvegli le presenti difficili circostanze della mia patria.

 

© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana

 

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