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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
COOPERATORI DI MADRE TERESA
Lunedì, 17 maggio 1982
1. Vi ringrazio per l’assistenza nella preghiera e per l’aiuto materiale che voi
state fornendo come Missionarie della Carità. Ed io mi unisco a voi oggi nella
preghiera di ringraziamento a Dio per le molte benedizioni che lui ha riservato
a tante persone, a tanti poveri del mondo, attraverso l’opera di queste donne,
religiose, la cui comunità venne fondata da Madre Teresa di Calcutta. Sono
profondamente lieto di potervi incontrare in un periodo come questo in cui la
Chiesa celebra in tutta la sua meraviglia il mistero della salvifica
risurrezione di Cristo. L’apostolo Paolo, nella sua lettera ai Colossesi, ci
ricorda che siamo chiamati a cercare le cose che stanno al di sopra delle altre;
e sopra ogni altra virtù dobbiamo mettere l’amore. L’amore che da solo
conferisce la dignità alla vita nuova degli emarginati.
L’amore di Cristo è evidente nel sigillo apostolico delle Missionarie della
Carità perché esse si occupano proprio di loro, degli emarginati, dei senza
tetto, degli orfani, dei moribondi. Come potete alimentare questo amore? Un tale
amore potete trovarlo nel quotidiano accostarvi all’Eucaristia, il grande
sacramento dell’amore di Cristo. Voi, miei cari, avete trovato la strada per
assistere le Missionarie della Carità nel loro impegno d’amore attraverso la
vostra preghiera, le vostre sofferenze, il vostro impegno materiale. Il vostro
quieto, invisibile sostegno è un contributo importante per il diffondersi
dell’amore che viene condiviso in nome di Cristo. Dio benedica la vostra
generosa opera di assistenza e possa la benedizione della Vergine essere per voi
lo stimolo per un servizio fedele. Nella grazia della risurrezione di Cristo vi
imparto di cuore, a voi e alle vostre famiglie, la benedizione apostolica.
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