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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL COMITATO DI SOSTEGNO E DI PROMOZIONE
DEL CENTRO CATTOLICO INTERNAZIONALE PER L'UNESCO (CCIC)

Lunedì, 24 maggio 1982

 

Signor Presidente,
signor Segretario Generale,
Signore e Signori.

1. Saluto cordialmente tutti i partecipanti della decima Assemblea Generale del Comitato di sostegno e di promozione del Centro Cattolico Internazionale per l’UNESCO (CCIC).

La vostra visita mi fa ricordare l’incontro che ho già avuto la gioia d’avere con alcuni di voi, rappresentanti di questo Centro e delle Organizzazioni Internazionali Cattoliche riuniti attorno al caro signor Larnaud, nella cappella delle Clarisse a Parigi, poco prima di andare alla sede dell’UNESCO. E ora, siete voi che avete voluto venire a Roma, al centro della Chiesa, per studiare i differenti aspetti del tema della cultura, a partire dal discorso che ho pronunciato all’UNESCO, il 2 giugno 1980, in armonia con il programma della sessione del Consiglio esecutivo di questa organizzazione. Molto sensibile alla scelta che avete fatto, apprezzo vivamente questa iniziativa e mi felicito con voi.

2. In effetti, la riflessione sulla cultura e i suoi rapporti con la vita del mondo e con la missione della Chiesa deve essere perseguita e approfondita in molti modi. I quattro aspetti che avete scelto per l’assemblea di quest’anno mi sembrano altamente significativi: cultura e sviluppo, specificità e universalità della cultura, cultura e comunicazione, religioni e culture. Non posso oggi entrare nel vivo di questo appassionante ed importante tema, ma spero che, con l’aiuto dei partecipanti venuti da diversi continenti, abbiate potuto ampliare la vostra esperienza e cogliere i problemi in maniera più precisa, far emergere così dei punti essenziali che nutriranno le vostre convinzioni e guideranno la vostra azione, nei differenti settori e ambienti in cui lavorate.

3. L’interesse della Santa Sede - e del Papa personalmente - per queste questioni è tale che è stato appena fondato un nuovo organismo nella Curia, in data 20 maggio: il “Consiglio pontificio per la cultura”. Nella linea di ciò che il Concilio Vaticano II ha espresso a questo proposito nella sua costituzione Gaudium et spes, sono ben convinto che il dialogo della Chiesa con le culture sia un campo vitale per la Chiesa stessa come per l’uomo. Il legame tra il Vangelo e l’uomo è creatore di cultura. E se la cultura è ciò per cui l’uomo diventa più uomo, è il destino stesso dell’uomo che è in gioco. La sintesi tra cultura e fede è un’esigenza non solamente della cultura ma anche della fede. Negli scopi che ho assegnato al nuovo organismo - che comprenderà del resto, un consiglio internazionale di rappresentanti qualificati della cultura cattolica -, ho indicato tra gli altri: testimoniare il profondo interesse della Santa Sede e della sua missione specifica concernenti il progresso della cultura, il dialogo tra le culture e l’incontro cultura-Vangelo; coordinare il lavoro di evangelizzazione delle culture; collaborare con le Organizzazioni Internazionali Cattoliche; seguire le azioni degli organismi internazionali che si interessano della cultura, a partire dall’UNESCO.

Questo sta a significare quanto i vostri studi e l’azione del vostro Centro sono più che mai al cuore delle preoccupazioni della Santa Sede.

4. La Chiesa e l’UNESCO contribuiscono, ciascuno per la propria parte, con i propri mezzi e secondo propri obiettivi particolari, a promuovere la cultura e particolarmente l’educazione, e attraverso questo, servire l’uomo che è, in un senso, “il fatto primordiale della cultura”. La mia visita alla sede dell’UNESCO, che mi aveva invitato, ha potuto dare una testimonianza dei fruttuosi rapporti del dialogo e della cooperazione che si intensificano tra questa Organizzazione e la Santa Sede. L’Osservatore permanente di questa ne è il simbolo. Ed è lì anche che il vostro Centro cattolico internazionale per l’UNESCO gioca un ruolo di capitale importanza, sostenuto da dieci anni a questa parte dall’Associazione che si riunisce oggi. Avete infatti compiuto dalla fondazione dell’UNESCO un lavoro notevole al quale sono felice di rendere omaggio: non solamente osservate e sintetizzate i molteplici aspetti delle iniziative e delle attività di questa organizzazione mondiale - penso per esempio alla vostra rivista “Le mois à l’Unesco” -, ma suscitate anche una riflessione su queste imprese e sul dialogo delle culture al quale assistete, e questo in una prospettiva antropologica coerente con la fede. Perché i cristiani in questo campo hanno una testimonianza da portare. E facendo questo, rendete un apprezzabile servizio alle Organizzazioni Internazionali Cattoliche che hanno uno statuto consultativo presso l’UNESCO. Assicurate, nei due sensi, una mediazione fruttuosa, un intermediario per l’informazione, la riflessione e l’azione dei cattolici.

5. Precisamente, ne approfitto per sottolineare anche il ruolo delle “Organizzazioni Internazionali Cattoliche” che, in virtù dell’articolo 71 degli Statuti dell’ONU e dell’articolo 11,4 degli Statuti dell’UNESCO, sono ammessi, come Organizzazioni non governamentali, per apportare la loro opinione e cooperare così al lavoro multiforme dell’UNESCO.

Questo fa parte della testimonianza e dell’azione dei cristiani. di cui il Concilio Vaticano II ha fortemente sottolineato l’importanza, in tutti i campi dell’attività umana. Non ho bisogno di insistervi con voi che l’avete così ben compreso. Ma quando ogni cristiano o ogni gruppo particolare di cristiani - famiglia, associazioni diverse - assume questa responsabilità di agire nelle cose temporali in conformità con la fede e l’amore secondo il Vangelo per migliorare le mentalità e le strutture, le Organizzazioni Internazionali Cattoliche hanno grandi possibilità e portano una testimonianza collettiva legata alla Chiesa universale. Questo dice l’importanza del loro apostolato e delle sue esigenze. Per esse, come per il CCIC, la collaborazione con l’UNESCO richiede competenza, apertura, lealtà; una cooperazione attiva, congiunta a un discernimento critico e al rifiuto di tutte le discriminazioni ingiuste. Essa suppone soprattutto che i membri di questo laicato, solidamente radicati nella fede, offrano la loro testimonianza in conformità profonda con il Vangelo, con tutto l’insegnamento della Chiesa, con gli orientamenti che essa ha precisato. Voglio vedere nella vostra presenza in questo luogo e nella vostra visita al successore di Pietro il segno che voi desiderate questa unità.

6. Non dimentico, infine, che avete voluto, venendo qui, incontrare ugualmente i Superiori e le Superiore maggiori, o i loro rappresentanti, per parlare con loro della presenza dei cristiani, e in particolare degli Istituti religiosi, in seno alle Organizzazioni promotrici della cultura.

Felice di darvi questi incoraggiamenti, benedico di tutto cuore le vostre persone, le vostre famiglie e i vostri collaboratori, e, in questo tempo liturgico, imploro la luce dello Spirito Santo sui lavori che proseguite per la promozione dell’uomo e la diffusione della Chiesa.

                                          

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