Cari giovani di Scozia.
1. Vi ringrazio delle vostre calde parole di benvenuto. Sono
felice di questo mio primo contatto con voi, orgoglio della vostra amata patria
e promessa di un luminoso futuro.
Voi siete ad un punto cruciale della vita e dovete decidere cosa
fare in futuro per vivere serenamente, accettando le responsabilità che sperate
di assumere onestamente sulle vostre spalle divenendo parte attiva nel mondo che
vi circonda. Mi chiedete un incoraggiamento e di indicarvi una linea di
condotta, e molto volentieri dirò alcune parole a tutti voi nel nome di Gesù
Cristo.
Innanzi tutto vi dico: non dovete mai pensare di essere soli nel
decidere il vostro futuro.
In secondo luogo: quando decidete il futuro, non dovete decidere
solo per voi stessi.
2. C’è un episodio nella vita di sant’Andrea, il santo
patrono della Scozia, che serve da esempio per quello che desidero dirvi. Gesù
aveva predicato sul Regno di Dio ad una folla di cinquemila persone. Essi
avevano ascoltato attentamente per tutta la giornata, così chiese ai discepoli
di dar loro qualcosa da mangiare. Diceva così per metterli alla prova; egli
infatti sapeva bene quello che stava per fare. Uno dei discepoli, era
sant’Andrea, disse: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due
pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?”. Allora Gesù prese i pani, e
dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso
fece dei pesci finché ne vollero. Più tardi i discepoli raccolsero e
riempirono dodici canestri dei pezzi avanzati” (cf. Gv 6, 1-14).
Ora il punto che desidero sottolineare è questo: sant’Andrea
diede a Gesù tutto quello che c’era, e Gesù miracolosamente diede da
mangiare a cinquemila persone e ancora ne rimase.
È esattamente lo stesso per le vostre vite. Lasciati soli ad
affrontare le difficoltà e le sfide della vita di oggi, vi sentite consapevoli
della vostra insufficienza e timorosi di quello che il futuro ha in serbo per
voi. Ma io vi dico questo: mettete le vostre vite nelle mani di Gesù. Egli vi
accoglierà e vi benedirà, e farà un uso delle vostre vite che andrà al di là
delle vostre più grandi aspettative. In altre parole, abbandonatevi, come tutti
quei pani e quei pesci, nelle mani potenti e affettuose di Dio e vi troverete
trasformati in “una vita nuova” (Rm 6, 4); in una pienezza di vita (cf.
Gv 1, 16).
“Carica il tuo fardello sul Signore ed egli lo sosterrà” (Sal 55, 22).
3. Non è di primaria importanza la scelta di vita che vi attrae
per disposizione naturale – industria o commercio, scienza o ingegneria,
medicina o assistenza, vita sacerdotale o religiosa, l’insegnamento o altre
forme di servizio pubblico, – il principio rimane lo stesso: affidate a Gesù
la guida della vostra vita, lasciate che egli vi trasformi per ottenere il
miglior risultato, il solo che egli desidera per voi.
Soltanto la Cristianità ha dato un senso religioso al lavoro e
riconosciuto il valore spirituale del progresso tecnologico.
Non c’è vocazione più religiosa del lavoro! San Benedetto
era solito dire ai suoi monaci che ogni strumento di lavoro, nel monastero,
doveva essere considerato un oggetto sacro. L’uomo e la donna cattolici
considerano il lavoro con serietà. Perché? Perché, come dice san Paolo,
“non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2, 20). “Per me il
vivere è Cristo” (Fil 1, 21).
4. Come ciò è possibile? Questa è una domanda importante. La
nostra santa Madre, Maria di Nazaret, fece la stessa domanda quando per la prima
volta le fu rivelato il piano del Signore per la sua vita; e la risposta che
Maria ricevette da Dio Onnipotente è la medesima risposta che io do a voi:
“Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza
dell’Altissimo . . . nulla è impossibile a Dio” (Lc 1, 34-37).
È lo stesso Spirito Santo che discende su di voi nel Battesimo
e ancor di più nella Cresima esclusivamente per fortificarvi e prepararvi alle
sfide della vita. Nessuno di voi ne sarà privato! Nessuno mai deve sentirsi
solo! Lo Spirito del Signore è sopra di voi (cf. Lc 4, 18)!
Chi è lo Spirito Santo? Egli è Dio stesso. La Terza Persona
della santissima Trinità. È stato inviato a ciascuno di noi dal Padre e dal
Figlio. È il dono più grande e rimane costantemente in noi. Egli dimora in
noi.
È difficile per la nostra mente farsi un concetto dello Spirito
Santo, tuttavia è di estrema importanza capire la sua influenza e la sua azione
nelle nostre vite.
5. La più chiara descrizione dell’azione dello Spirito Santo
è stata fatta da san Paolo che disse che i suoi frutti sono “amore, gioia,
pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5, 22).
Qualità simili sono ideali in tutti i momenti della vita e in
tutte le circostanze: a casa con i genitori e fratelli e sorelle; a scuola con i
maestri e i compagni; nelle fabbriche e nelle università; con tutte le persone
che incontrerete.
Anche il profeta Isaia attribuiva meriti speciali allo Spirito
Santo: “Spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di
fortezza, spirito di conoscenza e timore del Signore” (Is 11, 2). E san Paolo
dice giustamente: “Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo
lo Spirito” (Gal 5, 25).
6. Con questi doni e con questi pregi siamo all’altezza di
qualsiasi compito e capaci di superare ogni difficoltà. Le nostre vite ci
appartengono, e lo Spirito agisce in ognuno di noi in modo diverso, in armonia
con la personalità individuale e le caratteristiche che abbiamo ereditato dai
nostri genitori e l’educazione ricevuta.
Se vi soffermate a riflettere un momento, vi accorgerete quante
volte potete constatare la presenza dello Spirito Santo nella vostra vita,
specialmente nella gentilezza e la bontà che gli altri vi dimostrano, anche se
non lo si può vedere realmente. Lo Spirito Santo è uno Spirito vivente e la
sua azione è strettamente collegata con tutte le realtà della vita, così ogni
giorno lo constatiamo negli altri, come pure in particolari avvenimenti, o nella
natura che così frequentemente ci fa rivolgere il pensiero a Dio. E la mia
visita oggi, il ritrovarci insieme, è una azione dello Spirito Santo.
7. Dal momento che ci è così vicino e così discreto, dobbiamo
rivolgerci a lui in tutte le nostre necessità e chiedere a lui di guidarci e
aiutarci. Dio lo ha inviato a causa della nostra debolezza, come dice
magistralmente san Paolo: “Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto
alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo cosa sia conveniente domandare,
ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi con gemiti
inesprimibili” (Rm 8, 26).
Cosa potrebbe fare di più Dio per noi? Che cosa possiamo
aspettarci da Dio più di questo?
8. Se fossimo privati dello Spirito Santo noi noteremmo subito
la differenza. San Paolo ci dice cosa accade quando noi rifiutiamo di essere
guidati dallo Spirito Santo: “Del resto le opere della carne sono ben note:
fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie,
discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e
cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le
compie non erediterà il Regno di Dio” (Gal 5, 19-21).
Anche questo fa parte della Buona Novella liberatrice del
Vangelo. Una corretta interpretazione dell’insegnamento di Gesù ci fa reagire
in modo creativo e associativo alle prove della vita senza il timore di
sbagliare o di essere soli, ma sicuri di essere sotto la saggia influenza dello
Spirito Santo in ogni momento e in ogni circostanza sia essa importante o
insignificante.
9. Questa straordinaria divina assistenza è garantita a tutti
coloro che offrono la loro vita a Gesù. Il piano di Dio Padre per la salvezza
comprende tutta l’umanità; il suo stesso Spirito Santo è stato inviato come
dono a tutti quelli che sono pronti a riceverlo nella fede. Ognuno di noi è
parte dell’unico piano di Dio. Un atteggiamento esclusivamente personale e
privato per la salvezza non è cristiano e scaturisce da una mentalità
fondamentalmente sbagliata.
Per conseguenza le nostre vite non possono essere vissute
isolatamente, e decidendo per il vostro futuro dovete sempre tenere presenti le
vostre responsabilità come cristiani nei riguardi degli altri.
Non c’è posto nelle vostre vite né per l’apatia, né per
l’indifferenza per il mondo che vi circonda. Non c’è posto nella Chiesa per
l’egoismo. Dovete prendere coscienza affinché il modo di vivere nella società
sia conforme ai piani di Dio. Cristo conta su di voi, in modo che gli effetti
dello Spirito Santo si possano estendere da voi agli altri e in questo modo
penetrare in ogni aspetto sia pubblico che privato della vita nazionale. “E a
ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito Santo per
l’utilità comune” (1 Cor 12, 7).
10. Non lasciate che la visione di questo mondo in subbuglio, o
la minaccia di una guerra nucleare facciano vacillare la vostra fiducia in Gesù.
Ricordate queste parole: “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33).
Non lasciatevi scoraggiare dalle tentazioni, non lasciatevi abbattere dalle
sconfitte. Non c’è niente che non possiate dominare con l’aiuto di Colui
che ci dà la forza (cf. Fil 4, 13).
11. Seguite l’esempio della nostra santa Madre, il modello
perfetto di fede in Dio e generosa cooperazione al suo piano divino per la
salvezza dell’umanità. Ricordate il consiglio che essa diede ai servi a Cana:
“Fate quello che vi dirà” (Gv 2, 5).
Gesù, per sua Madre, in quella occasione cambiò l’acqua in
vino; con la sua intercessione cambierà le nostre vite.
Ora devo continuare il mio pellegrinaggio attraverso la vostra
amata Scozia. Prendo congedo da voi felice al pensiero che i vostri cuori mi
seguiranno nel mio viaggio e che avrò il sostegno delle vostre preghiere
giornaliere. Da parte mia desidero assicurare ognuno di voi del mio amore per
Gesù Cristo.
Giovani di Scozia, vi ringrazio. Conservate la fede con gioia e
la mia benedizione sia con voi.
Giovani di Scozia vi ringrazio,
conservate la fede gioiosamente
e la mia benedizione per voi.