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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE L'INCONTRO CON I GIOVANI
A MURRAYFIELD

Murrayfield (Gran Bretagna), 31 maggio 1982

Cari giovani di Scozia.

1. Vi ringrazio delle vostre calde parole di benvenuto. Sono felice di questo mio primo contatto con voi, orgoglio della vostra amata patria e promessa di un luminoso futuro.

Voi siete ad un punto cruciale della vita e dovete decidere cosa fare in futuro per vivere serenamente, accettando le responsabilità che sperate di assumere onestamente sulle vostre spalle divenendo parte attiva nel mondo che vi circonda. Mi chiedete un incoraggiamento e di indicarvi una linea di condotta, e molto volentieri dirò alcune parole a tutti voi nel nome di Gesù Cristo.

Innanzi tutto vi dico: non dovete mai pensare di essere soli nel decidere il vostro futuro.

In secondo luogo: quando decidete il futuro, non dovete decidere solo per voi stessi.

2. C’è un episodio nella vita di sant’Andrea, il santo patrono della Scozia, che serve da esempio per quello che desidero dirvi. Gesù aveva predicato sul Regno di Dio ad una folla di cinquemila persone. Essi avevano ascoltato attentamente per tutta la giornata, così chiese ai discepoli di dar loro qualcosa da mangiare. Diceva così per metterli alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Uno dei discepoli, era sant’Andrea, disse: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?”. Allora Gesù prese i pani, e dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci finché ne vollero. Più tardi i discepoli raccolsero e riempirono dodici canestri dei pezzi avanzati” (cf. Gv 6, 1-14).

Ora il punto che desidero sottolineare è questo: sant’Andrea diede a Gesù tutto quello che c’era, e Gesù miracolosamente diede da mangiare a cinquemila persone e ancora ne rimase.

È esattamente lo stesso per le vostre vite. Lasciati soli ad affrontare le difficoltà e le sfide della vita di oggi, vi sentite consapevoli della vostra insufficienza e timorosi di quello che il futuro ha in serbo per voi. Ma io vi dico questo: mettete le vostre vite nelle mani di Gesù. Egli vi accoglierà e vi benedirà, e farà un uso delle vostre vite che andrà al di là delle vostre più grandi aspettative. In altre parole, abbandonatevi, come tutti quei pani e quei pesci, nelle mani potenti e affettuose di Dio e vi troverete trasformati in “una vita nuova” (Rm 6, 4); in una pienezza di vita (cf. Gv 1, 16). “Carica il tuo fardello sul Signore ed egli lo sosterrà” (Sal 55, 22).

3. Non è di primaria importanza la scelta di vita che vi attrae per disposizione naturale – industria o commercio, scienza o ingegneria, medicina o assistenza, vita sacerdotale o religiosa, l’insegnamento o altre forme di servizio pubblico, – il principio rimane lo stesso: affidate a Gesù la guida della vostra vita, lasciate che egli vi trasformi per ottenere il miglior risultato, il solo che egli desidera per voi.

Soltanto la Cristianità ha dato un senso religioso al lavoro e riconosciuto il valore spirituale del progresso tecnologico.

Non c’è vocazione più religiosa del lavoro! San Benedetto era solito dire ai suoi monaci che ogni strumento di lavoro, nel monastero, doveva essere considerato un oggetto sacro. L’uomo e la donna cattolici considerano il lavoro con serietà. Perché? Perché, come dice san Paolo, “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2, 20). “Per me il vivere è Cristo” (Fil 1, 21).

4. Come ciò è possibile? Questa è una domanda importante. La nostra santa Madre, Maria di Nazaret, fece la stessa domanda quando per la prima volta le fu rivelato il piano del Signore per la sua vita; e la risposta che Maria ricevette da Dio Onnipotente è la medesima risposta che io do a voi: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo . . . nulla è impossibile a Dio” (Lc 1, 34-37).

È lo stesso Spirito Santo che discende su di voi nel Battesimo e ancor di più nella Cresima esclusivamente per fortificarvi e prepararvi alle sfide della vita. Nessuno di voi ne sarà privato! Nessuno mai deve sentirsi solo! Lo Spirito del Signore è sopra di voi (cf. Lc 4, 18)!

Chi è lo Spirito Santo? Egli è Dio stesso. La Terza Persona della santissima Trinità. È stato inviato a ciascuno di noi dal Padre e dal Figlio. È il dono più grande e rimane costantemente in noi. Egli dimora in noi.

È difficile per la nostra mente farsi un concetto dello Spirito Santo, tuttavia è di estrema importanza capire la sua influenza e la sua azione nelle nostre vite.

5. La più chiara descrizione dell’azione dello Spirito Santo è stata fatta da san Paolo che disse che i suoi frutti sono “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5, 22).

Qualità simili sono ideali in tutti i momenti della vita e in tutte le circostanze: a casa con i genitori e fratelli e sorelle; a scuola con i maestri e i compagni; nelle fabbriche e nelle università; con tutte le persone che incontrerete.

Anche il profeta Isaia attribuiva meriti speciali allo Spirito Santo: “Spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e timore del Signore” (Is 11, 2). E san Paolo dice giustamente: “Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito” (Gal 5, 25).

6. Con questi doni e con questi pregi siamo all’altezza di qualsiasi compito e capaci di superare ogni difficoltà. Le nostre vite ci appartengono, e lo Spirito agisce in ognuno di noi in modo diverso, in armonia con la personalità individuale e le caratteristiche che abbiamo ereditato dai nostri genitori e l’educazione ricevuta.

Se vi soffermate a riflettere un momento, vi accorgerete quante volte potete constatare la presenza dello Spirito Santo nella vostra vita, specialmente nella gentilezza e la bontà che gli altri vi dimostrano, anche se non lo si può vedere realmente. Lo Spirito Santo è uno Spirito vivente e la sua azione è strettamente collegata con tutte le realtà della vita, così ogni giorno lo constatiamo negli altri, come pure in particolari avvenimenti, o nella natura che così frequentemente ci fa rivolgere il pensiero a Dio. E la mia visita oggi, il ritrovarci insieme, è una azione dello Spirito Santo.

7. Dal momento che ci è così vicino e così discreto, dobbiamo rivolgerci a lui in tutte le nostre necessità e chiedere a lui di guidarci e aiutarci. Dio lo ha inviato a causa della nostra debolezza, come dice magistralmente san Paolo: “Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi con gemiti inesprimibili” (Rm 8, 26).

Cosa potrebbe fare di più Dio per noi? Che cosa possiamo aspettarci da Dio più di questo?

8. Se fossimo privati dello Spirito Santo noi noteremmo subito la differenza. San Paolo ci dice cosa accade quando noi rifiutiamo di essere guidati dallo Spirito Santo: “Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio” (Gal 5, 19-21).

Anche questo fa parte della Buona Novella liberatrice del Vangelo. Una corretta interpretazione dell’insegnamento di Gesù ci fa reagire in modo creativo e associativo alle prove della vita senza il timore di sbagliare o di essere soli, ma sicuri di essere sotto la saggia influenza dello Spirito Santo in ogni momento e in ogni circostanza sia essa importante o insignificante.

9. Questa straordinaria divina assistenza è garantita a tutti coloro che offrono la loro vita a Gesù. Il piano di Dio Padre per la salvezza comprende tutta l’umanità; il suo stesso Spirito Santo è stato inviato come dono a tutti quelli che sono pronti a riceverlo nella fede. Ognuno di noi è parte dell’unico piano di Dio. Un atteggiamento esclusivamente personale e privato per la salvezza non è cristiano e scaturisce da una mentalità fondamentalmente sbagliata.

Per conseguenza le nostre vite non possono essere vissute isolatamente, e decidendo per il vostro futuro dovete sempre tenere presenti le vostre responsabilità come cristiani nei riguardi degli altri.

Non c’è posto nelle vostre vite né per l’apatia, né per l’indifferenza per il mondo che vi circonda. Non c’è posto nella Chiesa per l’egoismo. Dovete prendere coscienza affinché il modo di vivere nella società sia conforme ai piani di Dio. Cristo conta su di voi, in modo che gli effetti dello Spirito Santo si possano estendere da voi agli altri e in questo modo penetrare in ogni aspetto sia pubblico che privato della vita nazionale. “E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito Santo per l’utilità comune” (1 Cor 12, 7).

10. Non lasciate che la visione di questo mondo in subbuglio, o la minaccia di una guerra nucleare facciano vacillare la vostra fiducia in Gesù. Ricordate queste parole: “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33). Non lasciatevi scoraggiare dalle tentazioni, non lasciatevi abbattere dalle sconfitte. Non c’è niente che non possiate dominare con l’aiuto di Colui che ci dà la forza (cf. Fil 4, 13).

11. Seguite l’esempio della nostra santa Madre, il modello perfetto di fede in Dio e generosa cooperazione al suo piano divino per la salvezza dell’umanità. Ricordate il consiglio che essa diede ai servi a Cana: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2, 5).

Gesù, per sua Madre, in quella occasione cambiò l’acqua in vino; con la sua intercessione cambierà le nostre vite.

Ora devo continuare il mio pellegrinaggio attraverso la vostra amata Scozia. Prendo congedo da voi felice al pensiero che i vostri cuori mi seguiranno nel mio viaggio e che avrò il sostegno delle vostre preghiere giornaliere. Da parte mia desidero assicurare ognuno di voi del mio amore per Gesù Cristo.

Giovani di Scozia, vi ringrazio. Conservate la fede con gioia e la mia benedizione sia con voi.

Giovani di Scozia vi ringrazio,

conservate la fede gioiosamente

e la mia benedizione per voi.

 

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