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VISITA PASTORALE NEL BELICE E A PALERMO
INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON I GIOVANI IN PIAZZA POLITEAMA
Palermo - Domenica, 21 novembre 1982
Carissimi!
1. Una delle prime parole, che ho pronunziato agli inizi del mio pontificato, è
stata una parola particolare di speranza nei giovani. Voi siete la mia
speranza, la speranza della Chiesa e della Società.
Quella stessa parola, con gli stessi sentimenti di fiducia e di affetto di
allora, vi ripeto quest’oggi, Solennità di nostro Signore Gesù Cristo Re
dell’Universo, affidando a voi, giovani di Palermo e dell’intera Sicilia, la
speranza di un mondo rinnovato in Cristo, la consolazione di cui è piena
la profezia di Isaia: “Dite agli smarriti di cuore, coraggio!” (Is 35,
4).
Coraggio!
Il Papa conosce bene i vostri desideri, il vostro bisogno di autenticità, di
giustizia, di amore, di lavoro. E conosce anche le inquietudini, le difficoltà,
le ambiguità di questa vostra Terra, che, per la sua posizione storica e
geografica, è punto di incontro e di convergenza tra Oriente e Occidente e ponte
verso i Paesi del Nord Africa; questa vostra Terra, ricca di tanti valori,
eppure lacerata da tante contraddizioni.
Una realtà fatta insieme di progresso e di sottosviluppo; di impegno per la pace
e di violenza assurda; di apprezzamento e di difesa per la vita e per la
famiglia, ma anche di episodi di esplosione, di morte e di odio. Una realtà di
benessere e situazioni di ingiustizia, di disoccupazione, di emigrazione, di
lavoro minorile.
Contraddizioni, ambiguità, che voi avete denunciato ai vostri Vescovi. Ma ai
vostri Vescovi avete anche manifestato la vostra volontà di rifiutare ogni
ideologia alienante dell’uomo. Avete espresso l’istanza di partecipazione, di
condivisione, di corresponsabilità, di creatività. Avete assunto l’amore a
fronte dell’odio e della violenza. E tale amore voi praticate a favore dei
poveri, dei deboli, degli handicappati, degli emarginati, degli anziani, dei
diseredati.
Il Papa apprezza, conforta, rafforza questo vostro amore e, con il messaggio dei
vostri Vescovi per la Pentecoste del 1979, vi ripete e proclama la grande
verità: “È Cristo l’uomo nuovo, Colui che può dare significato alla vostra
esistenza, risposta alle vostre domande”.
2. Cristo vi dà coraggio. Abbiate questa speranza in voi!
La speranza che non delude (cf. Rm 5, 5). La speranza che vi salva dalla
morte, dalla paura, dal peccato. La speranza, che libera la storia dalla
fatalità del male, dell’ingiustizia, della guerra. La speranza, che assegna un
fine di risurrezione a tutti gli uomini e a tutto l’uomo!
Lo so. Conosco la triste realtà di un tempo; dei “carusi” della vostra Terra,
con le fragili spalle sotto la valanga dello zolfo. Ricordo, con profonda
emozione, i bambini periti negli incidenti aerei di questa Città; i bambini
morti nei paesi annientati dal terremoto del Belice. Ricordo anch’io la piccola
“Cudduredda”, emersa dopo due giorni dalle pietre, quasi a simbolo della vostra
Sicilia, del suo secolare, insopprimibile ed appassionato bisogno di
sopravvivenza, di fortezza, di fede, che resiste a tutte le vicende di dolore e
di morte. Bisogno di futuro.
E questo futuro è Cristo.
Abbiate coraggio! È Cristo la vostra speranza!
Mettetevi dalla parte di Cristo, cari giovani. E sarete dalla parte della
speranza.
Non siete soli. Il Papa, che vi ama e vi benedice, è con voi!
3. E, poi, comunicate questa speranza agli altri!
Voi che siete qui presenti dite agli smarriti di cuore, specialmente mediante la
testimonianza della vostra vita: coraggio! Soprattutto a quei giovani che, come
ha scritto recentemente il vostro Arcivescovo di Palermo, crescono in ambienti
di subcultura, di superstizione, di violenza, in balìa dei rigurgiti della
città, facile preda della corruzione, della violenza, della droga.
Per questi giovani siate disponibili al servizio, alla solidarietà, all’impegno
concreto, tempestivo, efficace.
Insieme con loro, sappiate costruire un futuro ed una società nuovi, in cui ci
sia giustizia e lavoro per tutti; la disoccupazione è la morte dei giovani. Un
futuro ed una società nuovi, in cui non ci sia più la droga; la droga è il colpo
di scure alle radici dell’essere. Un futuro ed una società nuovi, in cui non ci
sia più né violenza né guerra. La pace è possibile; la pace non è un sogno, una
utopia. Un futuro ed una società nuovi, in cui sia isolata e distrutta la
ramificazione dell’atteggiamento mafioso di alcuni, operatori di manifestazioni
aberranti di criminalità.
Cristo vi dà la speranza di partecipare a questa grande ricostruzione umana,
sociale, morale, spirituale della vostra Sicilia! Non conformatevi a questo
tempo (cf. Rm 12, 2). Cristo è il Dio della speranza, della novità, del
futuro. La più insidiosa tentazione dei nostri giorni, la più sottile, è proprio
quella della rinuncia alla speranza, alla definitiva rinascita dell’umanità.
Cristo, che ha vinto la morte, vi dà fede, fantasia, forza sufficiente per
caricare di speranza la vostra Sicilia!
Portate, comunicate a tutti la speranza, la gioia che dona la speranza! Sia la
vostra una speranza tenace, diffusiva di fronte al fatalismo, alla
disgregazione, all’omertà, alla emarginazione delittuosa, al crimine, che tanto
sangue, tanti morti ha fatto sulle vostre strade, meritando l’aperta condanna
morale ribadita anche recentemente dai vostri Vescovi, dei quali condivido
pienamente l’ansia pastorale e il generoso impegno anche in questo campo.
Sconfiggete il grigio disfattismo, l’individualismo egoista. Siate annunciatori
di un progetto globale di salvezza, della liberazione di tutti gli uomini e di
tutto l’uomo dalla schiavitù del peccato e non solo dalle strutture ingiuste.
Ma voi potete comunicare questa speranza agli altri, specialmente ai vostri
coetanei - protesi alla ricerca dei valori autentici, ma spesso disorientati da
concezioni di vita e di cultura lontane dal messaggio cristiano - se sarete
capaci di testimoniare con la vita quelle certezze, che vi provengono dalla
vostra adesione a Cristo, alla Chiesa; dal continuo e religioso ascolto della
Parola di Dio, letta, meditata, studiata personalmente e comunitariamente;
dall’assidua partecipazione ai Sacramenti, in particolare a quelli della
Riconciliazione e dell’Eucaristia.
4. Ed infine, vivete e costruite questa speranza con la Chiesa!
Amate la Chiesa, i vostri Vescovi, i vostri sacerdoti. Sappiate essere, con
essi, strumenti del mistero della salvezza, testimoni e realizzatori delle
Beatitudini di servizio, di umiltà, di povertà, di donazione!
La speranza del cristiano è testimonianza gioiosa di Chiesa, che annuncia la
risurrezione e prepara questa risurrezione con coloro che piangono, che sono
deboli, piccoli, poveri, emarginati, ma sui quali Dio, che ama ogni uomo, fa
affidamento per spezzare l’arco di coloro che si credono forti (cf. 1 Sam
2, 4).
La speranza della Chiesa non esclude né disprezza la speranza terrena, ma,
riconoscendola limitata e parziale, la supera. Non cede alla tentazione della
rassegnazione, al fallimento; ma lotta e rimuove le cause vere della
disperazione del mondo.
Invocate da Cristo la speranza con la Chiesa.
È lui che dà garanzia alla speranza, perché è lui la nostra speranza (cf. 1
Tm 1, 1).
Quando guardate a voi stessi, al vostro ministero, alle vostre trepidazioni, ai
vostri problemi, alle vostre incertezze, guardate a lui. Quando guardate agli
altri, al loro dolore, alla loro reazione, alla loro stanchezza; quando
immaginate il futuro della terra, guardate a lui, a Cristo, “speranza della
gloria” (Col 1, 27).
È lui la speranza che vince! È lui, che vi chiama, giorno per giorno, a lavorare
con tutte le vostre forze all’avvento del suo Regno eterno ed universale fra gli
uomini: “Regno - come proclama la Liturgia odierna - di verità e di vita, regno
di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace (Praefatio).
Rispondete generosamente a questo invito di Cristo Re!
5. C’è un salmo molto bello, che dice così: “Il Signore regna, esulti la terra,
/ gioiscano le isole tutte” (Sal 96 [97]). Ecco, io sono venuto qui, in
questa Isola meravigliosa, in questa Sicilia “bedda”, per gioire insieme con
voi, per acclamare con voi al Signore, che ci fa amare e sperare.
E la Madonna, speranza nostra e fiducia nostra, Madre nostra e della Chiesa,
raccolga tutti i sentimenti di amore e di gioia, che in questo momento sono nel
vostro e nel mio cuore.
Voi siete il volto più vero di questa Isola che soffre, ma che ama, che crede,
che annuncia, che costruisce la speranza.
Coraggio! Benedico in voi il futuro della vostra vita e della vostra terra di
Sicilia!
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