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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II ALLE
«SUORE DI MARIA BAMBINA»
Sabato, 23 ottobre 1982
Cari fratelli e sorelle!
1. È con viva gioia che ho accolto il desiderio manifestatomi da voi, care
Religiose di Maria Bambina, di avere un momento di comunione, in occasione del
vostro recente Capitolo Generale e del 150° anniversario di fondazione del
vostro Istituto.
Esprimo innanzitutto il mio apprezzamento per l’impegno e per la vitalità della
vostra famiglia spirituale. Queste realtà suscitano nel mio cuore sentimenti di
conforto e di compiacimento; esse sono confermate dalla numerosa presenza di
giovani che chiedono di condividere la vostra vita; dallo spirito cattolicamente
universale che vi permette di svolgere un fruttuoso apostolato negli ambienti
più diversi dell’Europa, dell’Asia, dell’Africa e dell’America, portando in
tutti, secondo le esigenze proprie di ciascuno, l’unico messaggio d’amore di
nostro Signore Gesù Cristo; dalla lodevole espansione verso il Sud della amata
Patria d’origine della vostra Congregazione; dalla sensibilità ai più vivi ed
urgenti problemi educativi della nostra gioventù.
Ed io stesso - lo sapete bene - ho fatto esperienza della vostra generosa
dedizione al Policlinico “Gemelli”. Allora voi avevate desiderato una Udienza in
occasione dell’ultimo Capitolo Generale, ma il Signore dispose che io
m’incontrassi inopinatamente con la vostra Congregazione - pur rappresentata
nelle vostre consorelle che mi hanno assistito - in una forma diversa, forse più
bella e più profonda, nella carità di Cristo vissuta e sofferta.
2. Oggi che il Signore ci consente di incontrarci tutti, assieme a laici e
giovani da voi assistiti, ben volentieri voglio fermarmi con voi su alcuni
pensieri che vi siano di sostegno e d’incitamento a rendere sempre più salda e
feconda la vostra chiamata.
Siete appena uscite, dopo i lavori del vostro Capitolo Generale dell’anno
scorso, da un recupero dello spirito originario pur nelle mutate condizioni del
nostro tempo. Vi siete rese conto che, nonostante tali mutamenti, l’intuizione
delle vostre sante Fondatrici è oggi più che mai valida e gode della piena
approvazione della Chiesa. Mantenete vivo lo slancio che avete acquisito in
questo avvenimento benedetto della vostra storia. Il “ritorno alle origini”,
nella vita cristiana e religiosa, non ha nulla di una retriva quanto impossibile
reviviscenza di un passato ormai finito, ma al contrario è la capacità di
riscoprire nel passato quelle sorgenti vive e zampillanti, quelle radici
vigorose e nutrienti, che sono la ragione ultima delle nostre scelte di fondo,
della nostra vita, della nostra storia presente e futura. È la capacità di
riagganciarci a quell’Eterno, nella nostra vita, che ci permette di dar senso e
di animare tutti i momenti del nostro tempo, e di trovare in essi i “segni” di
questo Eterno. E Chi è questo “Eterno”, se non Cristo, “ieri, oggi e sempre” (Eb
13, 8)?
3. Alimentatevi dunque costantemente all’esempio delle vostre sante Fondatrici,
donne come voi, che hanno saputo realizzare, alla scuola della Vergine Maria e
guidate da quella divina grazia della quale ella è piena, gli ideali più belli
della vocazione religiosa femminile. Alimentatevi della loro tenacia, della loro
fede, del loro coraggio, della loro umiltà, della loro carità, cercando di
comprendere che cosa esse farebbero se vivessero oggi. Fate vostra la larghezza
e l’universalità dei loro intenti, che hanno permesso e permettono alla
Congregazione da loro fondata di dar prova di apertura evangelica e missionaria
verso popoli e razze diverse. Non stancatevi, come già fate, di cercare, con la
misericordia di Cristo, le situazioni di maggior bisogno delle vostre cure e
delle vostre premure, soprattutto nel campo della gioventù smarrita e alla
ricerca di amore e di ideali.
4. Compiti gravi. Compiti sovrumani. Ma il Signore è con voi, non temete.
Mantenete sempre il vostro compito nella elevatezza della sua natura originaria.
A ciò Dio vi ha chiamate. A lui, che ve ne ha reputate capaci, il potere di
confermarvi, di sostenervi, di rendervi capaci di compiere la missione che vi ha
affidata. Sappiate cogliere sempre e conservare le radici prime del vostro
essere, che sono la volontà del Padre, la grazia di Cristo, la potenza dello
Spirito, le Tre santissime Persone accolte ed operanti nel cuore purissimo della
Madre di Dio, fin dal primo istante del suo concepimento. Siate anche voi, come
Maria Bambina, il luogo benedetto, il tempio d’accoglienza di questo Infinito
Mistero, affinché l’umanità affranta e sfiduciata possa trovare in questo
“luogo” consolazione, luce e riposo.
5. Ed ora il mio caldo saluto va a voi, giovani e ragazzi, studenti e
studentesse, gruppi parrocchiali che accompagnate queste care religiose, che con
infaticabile sollecitudine si dedicano a voi. Anche voi partecipate, nella
condizione propria di laici, della fede e dello slancio spirituale delle sante
Bartolomea e Vincenza: ne partecipate ricevendo il servizio spirituale delle
vostre suore, e cercando di imitare, nelle due Fondatrici, quanto può essere di
suggerimento per i doveri particolari del vostro stato di vita. Pure a voi fa
bene guardare, come a modelli anche della vostra vita, agli esempi fulgidissimi
e tuttora attuali di quelle due sante giovani e amiche, che hanno trovato il
senso e il sapore della loro esistenza nell’amore a Cristo e ai fratelli.
Sappiate dunque guardare a fondo nella realtà che queste vostre sorelle, questa
loro grande famiglia internazionale può rappresentare per voi: cercate di
comprendere il significato profondo della loro dedizione, e la sorgente prima
dalla quale traggono o possono trarre la forza e la grandezza di questa
dedizione. Andate anche voi ad attingere a questa sorgente! Radicatevi anche voi
in queste radici! Il vostro cuore si allargherà, la vostra forza aumenterà, i
vostri giorni si faranno più intensi di gioia vera ed interiore. Vivete
intensamente la vita cristiana e vi accompagni la mia benedizione e la
protezione di Maria Bambina.
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