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DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
ALLA «VIA CRUCIS» AL COLOSSEO

Venerdì, 1° aprile 1983


1. “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, / un corpo invece mi hai preparato. / Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. / Allora ho detto: Ecco, io vengo . . . / per fare, o Dio, la tua volontà” (Eb 10, 5-7; cf. Sal 40, 7-9).

Una settimana fa, nella solennità dell’Annunciazione del Signore, è stata aperta la porta santa dell’Anno della Redenzione. Infatti l’inizio della Redenzione è posto nell’Incarnazione stessa: “Un corpo invece mi hai preparato”.

Oggi apriamo la porta santa dell’Anno della Redenzione nella Croce di Cristo.

Ave, o legno della Croce, sul quale la Redenzione del mondo ha trovato il suo peso salvifico (“a cui fu appeso il Cristo!”).

Sulla Croce il Figlio ha fatto la volontà del Padre e, con la parola “Tutto è compiuto” (Gv 19, 30), ha concluso il discorso della sua vita di immolazione.

2. Noi tutti, che entriamo nella porta santa del Giubileo straordinario, gridiamo:

Cristo, parlaci con il linguaggio della tua Croce!
Parla sempre,
parla particolarmente in quest’Anno!

Di’ a noi, mediante il tuo corpo crocifisso,
quanto infinito sia il prezzo
delle nostre anime.
“Qual vantaggio infatti avrà l’uomo
se guadagnerà il mondo intero,
e poi perderà la propria anima?” (Mt 16, 26).
E che cosa potrà dare in cambio
l’uomo per la sua anima,
dato che è stato già pagato
il riscatto della tua passione e morte,
il prezzo della tua Croce?

Il mondo non ci renda ciechi!
Convertiamoci e facciamo penitenza!
Ecco il grido che risuona dall’inizio del Vangelo.
La tua Croce lo ripeta all’umanità col più potente linguaggio.

O Anno Santo!
Fa’ che il linguaggio della Croce di Cristo
riacquisti la sua potenza salvifica
nelle anime dei nostri contemporanei!

3. Padre Celeste!
Tu che nella Croce di Cristo
hai riconciliato a te
il mondo e l’uomo!
Noi ci presentiamo dinanzi a Te
senza nostri meriti,
senza quel bene che tu aspetti
dai tuoi figli adottivi.
Ma portiamo a te, ancora una volta,
la Croce del tuo Figlio.
E desideriamo che la potenza della Redenzione
s’irradi dalla Croce
sull’Anno del Giubileo straordinario.

Per opera sua il bene prenda,
ancora una volta,
il sopravvento sul male
che è nell’uomo e nel mondo.
Il Bene si dimostri, ancora una volta,
più forte del Male.

Non perisca l’uomo sotto il peso dei peccati
che si moltiplicano.
“Perdonali,
perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34).

Prevalga il peso della Croce!

4. Madre,
che eri sul Calvario ai piedi della Croce!
Voi tutti, figli di Dio,
che avete già contribuito a completare
e voi che completate oggi nella vostra carne
quello che manca ai patimenti di Cristo (cf. Col 1, 24),
siate con noi!
Voi malati, voi sofferenti, voi derelitti,
voi perseguitati e testimoni della fede di Cristo,
che in ogni paese e in ogni terra
offrite la vostra passione
in unione a quella di Gesù!
Intercedete per noi!
Legatevi alla Chiesa, in quest’Anno della Redenzione,
mediante una particolare alleanza!
Compenetrate anche noi del mistero della comunione dei santi,
affinché non rimaniamo soli nella Croce di Cristo,
ma ci rafforziamo con quella sacratissima comunità,
che ha in Dio il suo principio e il suo compimento.

5. Concludiamo questo sacro giorno del Venerdì Santo 1983.

Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce e morte hai redento il mondo!

Santo Dio, / Santo Forte, / Santo Immortale, / abbi pietà di noi! / Amen.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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