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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI SACERDOTI DEL CLERO DI ROMA
NELL'ANNIVERSARIO DELLA LORO ORDINAZIONE

Giovedì, 21 aprile 1983

 

Signor Cardinale! Carissimi confratelli nel Sacerdozio.

Oggi, “Giornata diocesana per le vocazioni”, sono sinceramente lieto di incontrarmi con voi, sacerdoti della mia diocesi, che celebrate rispettivamente il sessantesimo, il cinquantesimo e il venticinquesimo della vostra Ordinazione presbiterale. Desidero unirmi alla vostra letizia per questa significativa data, che cade durante l’Anno Giubilare della Redenzione.

In questi giorni avete indubbiamente meditato a lungo sul vostro cammino sacerdotale; la misteriosa chiamata di Dio; la vostra generosa risposta; gli anni di fervore del Seminario; il giorno indimenticabile dell’Ordinazione; le prime trepide esperienze pastorali; le consolazioni e le difficoltà di tutti i giorni. Ma oggi si leva certamente dal vostro cuore un inno di ringraziamento a Cristo per avervi scelto a partecipare intimamente alla sua funzione sacerdotale.

Vi auguro sinceramente di poter ancora per lunghi anni vivere in pienezza le ricchezze del vostro sacerdozio, tenendo presenti le parole dell’Apostolo: “Non trascurare il dono che è in te e che ti è stato conferito . . . con l’imposizione delle mani da parte dei presbiteri” (1 Tm 4, 14); “ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l’imposizione delle mie mani” (2 Tm 1, 6). Che questo speciale “dono di Dio” sia sempre fecondo di bene per la Chiesa tutta, che attende dai suoi sacerdoti una continua e chiara testimonianza di vita, tutta dedita alla gloria di Dio e all’edificazione delle anime.

Con tali auspici invoco su di voi, su tutti i sacerdoti della diocesi di Roma, come pure sulle novanta suore che ricordano il loro giubileo di professione religiosa, l’abbondanza delle grazie e dei conforti celesti, di cui vuole essere pegno la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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