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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AD UNA DELEGAZIONE DEL «SIMON
WIESENTHAL CENTER» DI LOS ANGELES
Lunedì, 25
aprile 1983
Cari amici.
Rivolgo un caloroso saluto a tutti i membri della delegazione organizzata dal
“Simon Wiesenthal Center” di Los Angeles. Sono molto lieto di darvi il benvenuto
oggi in Vaticano, e di favorire in questo modo il mai interrotto dialogo
religioso tra Ebraismo e Chiesa cattolica. Questi nostri incontri
approfondiscono i legami di amicizia e fiducia e ci aiutano ad apprezzare più
pienamente le ricchezze del nostro comune patrimonio quale popolo che crede in
un solo Signore e Dio che si è rivelato all’uomo.
Quali cristiani ed ebrei, quali figli di Abramo, noi siamo chiamati ad essere
benedizione per il mondo (cf. Gen 12, 2 ss.), specialmente mediante la
nostra testimonianza a Dio, sorgente di ogni vita, e mediante il nostro impegno
a lavorare insieme per la costruzione di pace e giustizia vere tra tutti i
popoli e le Nazioni. Intraprendendo la via del dialogo e della mutua
collaborazione, approfondiamo i legami di amicizia e di fiducia tra di noi e
offriamo agli altri un segno di speranza per il futuro.
Sono felice di sapere che il vostro itinerario ha incluso una visita in
Polonia per commemorare il 40° anniversario dell’insurrezione del ghetto di
Varsavia. Proprio recentemente, parlando di quell’evento storico tragico e
terribile, avevo detto: “Fu un grido disperato per il diritto alla vita, per la
libertà e per la salvezza della dignità dell’uomo . . . Rendendo omaggio alla
memoria delle vittime innocenti, preghiamo affinché Dio Eterno accolga questo
sacrificio per il bene e la salvezza del mondo”.
Che Dio benedica voi e le vostre famiglie dandovi armonia e pace. Che egli vi
benedica con la pienezza del “Shalom”.
© Copyright 1983 - Libreria Editrice
Vaticana
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