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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO A LOURDES

PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
ALLA GROTTA DI MASSABIELLE

Lourdes (Francia), 14 agosto 1983

Dio sia benedetto!
Sì, sia benedetto Dio Padre,
Figlio e Spirito Santo,
per aver disposto qui,
per la Bigorre e i Pirenei,
per la Francia,
per la Chiesa intera questo luogo di preghiera,
di incontro di credenti, di riconciliazione!
Dio sia benedetto per aver fatto qui scaturire,
da 125 anni,
insieme con la piccola sorgente di Massabielle,
una fonte viva dove la fede si ritempra,
dove i corpi e le anime guariscono,
dove il senso della Chiesa si fortifica!
Dio sia benedetto
perché ha voluto ancora una volta
realizzare tutto questo
per mezzo della Vergine Maria,
che qui attira le folle,
come attirò Bernardetta,
per condurle a Cristo!
Sia benedetta la Madonna,
che ci ottiene tante grazie
e che ha permesso anche a me,
dopo l’attentato in cui sono stato salvato,
di venire finalmente sin qui,
per attingere a mia volta alla sorgente
e qui radunare i fedeli,
secondo la missione di Pastore universale
affidata all’apostolo Pietro.

E ringrazio voi, cari fratelli e sorelle, per aver risposto così numerosi all’invito di questo pellegrinaggio, grazie per tutto ciò che avete preparato, grazie per la vostra accoglienza! Oltre monsignor Donze - l’amato arcivescovo di questo luogo - che ringrazio di cuore per il suo toccante indirizzo di benvenuto - saluto l’Episcopato di Francia e tutti i Vescovi che da numerose Nazioni si sono uniti a loro! Saluto i sacerdoti, che trovano qui un posto privilegiato per il loro ministero di formazione alla fede, alla preghiera, alla riconciliazione, e in modo speciale i cappellani, che ogni giorno animano i pellegrinaggi. Saluto i religiosi, le religiose, le persone consacrate, la cui testimonianza di amore donato è essenziale nella Chiesa! Saluto le persone e le associazioni che si dedicano al servizio dei malati, pellegrini a questo Santuario. Saluto tutti i fedeli, i padri e le madri di famiglia, le persone anziane, gli infermi e i malati, che in questo luogo devono essere sempre in grande onore. Saluto i poveri di ogni categoria, per i quali la città mariana di Lourdes deve essere particolarmente accogliente, come ben l’aveva compreso Monsignor Rodhain, fondatore del “Secours Catholique” e della “Cité Saint-Pierre”. Saluto i giovani, ricordando la giovane Bernardetta, alla quale la Vergine si rivolse con tanta bontà e confidenza e con tanto rispetto. Saluto tutti coloro che sono venuti qui per vivere la loro fede o alla ricerca della fede, alla ricerca di un supplemento d’anima.

Con tutti voi mi sono fatto pellegrino anch’io! Su questa terra, in certo qual modo, siamo sempre pellegrini e viandanti, come diceva san Pietro (cf. 1 Pt 2, 11). E io desidero vivere con voi una tipica giornata di pellegrinaggio, molto semplicemente, con quelle espressioni e manifestazioni di pietà che ogni giorno qui dimostrano la loro autenticità evangelica ed ecclesiale, la loro adattabilità alle persone e alle folle, la loro fecondità spirituale. Avevo grandemente desiderato questo pellegrinaggio. Dio oggi in mezzo a voi mi esaudisce!

Quale messaggio, quale Buona Novella confidarvi fin da questa sera, per orientare tutti i nostri passi? Vi dirò semplicemente: la Vergine senza peccato viene in aiuto dei peccatori!

1. La Vergine, Nostra Signora di Lourdes! Domani la celebreremo nella sua gloria di risuscitata, unita con il corpo e l’anima alla vita celeste del suo Figlio. La Donna rivestita di vita divina come del sole e coronata di stelle, per parlare come l’Apocalisse. A Bernardetta Soubirous ella apparve appunto raggiante di questa felicità, ma ella rievocava piuttosto la giovane vergine dell’Annunciazione, giovane, sempre giovane, più giovane del peccato, come l’ha fatto ben capire un vostro scrittore, Georges Bernanos. Ella richiamava i preludi dell’Incarnazione di Cristo, la preparazione alla sua venuta con il Battesimo e la penitenza, l’Avvento. E soprattutto ella ricordava la grazia della sua Immacolata Concezione, che aveva fatto di lei il segno precursore dell’umanità riscattata da Cristo, preservandola dal peccato originale, e cioè da quella separazione da Dio, che colpisce tutti gli uomini all’inizio della vita e che lascia nel loro cuore una tendenza al sospetto, alla sfiducia, alla disobbedienza, alla ribellione, alla rottura con quel Dio che non ha mai cessato di amarli. La Vergine fu subito situata nel rapporto d’amore con Dio.

2. Perché dunque la Vergine ha scelto questo volto e questo nome per rivelarsi qui? Diciamolo francamente: il nostro mondo ha bisogno di conversione. D’altra parte in ogni epoca ce n’è bisogno. Nel corso del 19° secolo, questo bisogno si manifestava in un modo particolare, con l’incredulità di alcuni ambienti scientifici, nell’esposizione di talune filosofie o nella vita pratica. Oggi il senso stesso del peccato è in parte scomparso, perché si perde il senso di Dio. Si è voluto costruire un umanesimo senza Dio e la fede rischia continuamente di apparire come un atteggiamento di originalità di qualcuno, privo di un ruolo necessario per la salvezza di tutti. Le coscienze si sono oscurate come al tempo del primo peccato, non distinguendo più il bene e il male.

Molti non sanno più cos’è il peccato o non osano più saperlo, come se questa conoscenza potesse alienare la loro libertà. E tuttavia quali mirabili sforzi non fanno i nostri contemporanei per sviluppare le capacità umane che Dio ha dato loro e per creare meravigliose condizioni di vita per sé e per il prossimo! Ma rimane difficile convincere il mondo attuale sulla miseria del proprio peccato e sulla salvezza che Dio continuamente gli offre per mezzo della riconciliazione realizzata con la Redenzione. È questo il cammino che la Chiesa ha intrapreso durante l’Anno Giubilare della Redenzione.

Orbene, la Vergine senza peccato ci richiama qui a questo bisogno primordiale. Ella ci dice come a Bernardetta: pregate per i peccatori, venite a lavarvi, a purificarvi, a riprendere una vita nuova! “Convertitevi e credete al Vangelo”. Ella dà una nuova attualità a queste primissime parole di Gesù nel Vangelo (Mc 1, 15).

3. Perché, se Maria ha rappresentato l’avversario di Satana, l’opposto del peccato, qui si dimostra l’amica dei peccatori, come Cristo che mangiava e viveva in mezzo a loro, lui, il “Santo di Dio”. È la Buona Novella che ella ripete al mondo d’oggi e a ciascuno di noi. È possibile, è benefico, è vitale trovare e ritrovare il cammino di Dio.

Sì, la presa di coscienza del peccato è possibile, insieme con la coscienza dell’amore misericordioso di Dio o piuttosto grazie a lui, perché è lui che converte il cuore del peccatore, lo illumina e lo spinge al pentimento. Ciò non è umiliante o traumatizzante: è liberante! Soltanto l’orgoglio gli può essere di ostacolo. E Bernardetta ricorda, con tutta la sua vita, ciò che Maria aveva proclamato con il Magnificat: “Egli ha guardato l’umiltà della sua serva . . . Ha innalzato gli umili” (Lc 1, 48-52). Apparentemente gli ostacoli interni ed esterni alla conversione oggi potrebbero sembrare insormontabili. Ma a Dio tutto è possibile. Si tratta di un dono di Dio che dobbiamo chiedere. Avviene come per l’acqua che sgorgò imprevista tra le dita di Bernardetta e che non cesserà più di scorrere. Bisogna lavarsi con essa. “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, essi diventeranno bianchi come neve” (Is 1, 18). E bisogna disporsi con l’umiltà, con atti di penitenza, con la preghiera, con la domanda di perdono: non ci sono altre vie; è ciò che annunziarono i Profeti che precedettero Gesù Cristo, specialmente Giovanni Battista; ciò che affermò Cristo stesso; ciò che ripetono la Chiesa e Maria, che ci portano il suo messaggio, e Bernardetta che ce lo trasmette tanto fedelmente e tanto semplicemente.

Questo cammino di conversione e di penitenza è particolarmente in armonia con questo Anno Santo, in cui celebriamo il Giubileo della Redenzione. Cristo è morto e risorto per strapparci alla condizione di peccatori e per comunicarci una vita nuova. In questo modo, egli ha restituito Dio all’uomo e l’uomo a Dio. Lourdes è un luogo dove si comprende certamente meglio che altrove tale Redenzione e dove milioni di pellegrini vivranno questo Giubileo.

Inoltre, prossimamente si terrà a Roma il Sinodo dei Vescovi, che ho convocato per trattare il tema della Riconciliazione e della Penitenza e che attualmente viene preparato nelle diocesi. A mio parere, questo è un avvenimento di fondamentale importanza. E io vengo a Lourdes a pregare affinché questo Sinodo si svolga nel miglior modo e porti molti frutti in tutta la Chiesa. Affido questa intenzione all’Immacolata Concezione e la raccomando anche alle vostre preghiere.

4. Per il momento, fratelli e sorelle, prepariamo i nostri cuori all’incontro con il Signore, come ci invita Maria; prepariamoci alla festa dell’Assunzione. E ringraziamo Dio per la grazia che egli ci fa in questo luogo. Da più di un secolo - sono passati infatti esattamente cento anni da quando fu posta la prima pietra dell’antica Basilica - il mondo intero ha gli occhi rivolti verso Lourdes. Certamente ogni Nazione ha i suoi celebri Santuari, dove la presenza di Maria è particolarmente onorata e invocata. Come pellegrino ne ho già visitato un certo numero, perché sono persuaso che la Chiesa debba attingere a queste fonti. Penso evidentemente a Czestochowa, ma anche a Guadalupe, a Efeso, a Fatima, a Knoch in Irlanda, a Aparecida in Brasile, a Montserrat e a Saragoza in Spagna, a Loreto e a Pompei in Italia.

Ma mi sembra che a Lourdes ci sia una grazia speciale. Il messaggio è sobrio e chiaro ma fondamentale. Fu trasmesso in un modo particolarmente energico, puro e trasparente da una adolescente dall’anima limpida e coraggiosa. I segni sono semplici: il vento che evoca lo Spirito della Pentecoste, l’acqua della purificazione e della vita, la luce, il segno della croce, la preghiera del Rosario. Fin dall’inizio, i cristiani sono invitati a venire in folla, come Chiesa. E infatti è come se qui il rispetto umano e tutte le altre difficoltà - che troppo sovente bloccano la conversione e l’espressione religiosa - fossero naturalmente superate. Qui si prega, si vuole pregare, si desidera riconciliarsi con Dio, si ama adorare l’Eucaristia, si dà un posto d’onore ai poveri e ai malati. È un luogo eccezionale di grazia. Dio sia lodato!

Lodiamolo con le parole di Maria: “Magnificat anima mea Dominum!”, “L’anima mia magnifica il Signore! Egli si è ricordato del suo amore . . . Ascoltiamo il Signore che ci dice: “Io ti amo! Non ho mai cessato di amarti”. Ascoltiamolo mentre rivolge anche a noi, come a Pietro, la domanda sempre fondamentale: “Ami tu? Mi ami tu?”. Senza di lui, senza la sua presenza, noi saremmo incapaci di rispondere. Ma lo Spirito Santo può ravvivare in noi l’amore e la fede.

Accogliamo lo Spirito che venne in Maria totalmente: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente!”. Magnificat anima mea Dominum!

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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