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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO A LOURDES

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI CATTOLICI DI FRANCIA

Lourdes (Francia), 15 agosto 1983

 

1. Non è senza rincrescimento, non è senza nostalgia che ogni pellegrino deve abbandonare questo luogo di grazie; lo è, a maggior ragione, per il successore di Pietro, che ha potuto avvicinarsi come Bernardetta al luogo ove l’Immacolata Concezione mostrò il suo volto e disse il suo nome, che ha potuto qui deporre le assillanti preoccupazioni della sua missione universale e pregare con un grande popolo di credenti. Ne ho provato una gioia indicibile. Certamente conserverò il ricordo di questa solennità dell’Assunzione come una delle più belle della mia vita.

“Quid retribuam Domino”: che cosa renderò al Signore, per avermi tanto esaudito! Che cosa renderò a Nostra Signora di Lourdes, che ci ottiene, che mi ha ottenuto tante grazie dal Signore! A Roma, nei giardini vaticani, mi piace pregare davanti alla riproduzione della Grotta di Massabielle e ogni anno, l’11 febbraio, celebro in San Pietro una Messa per i malati della mia diocesi. Ciò significa che Lourdes è sempre presente a Roma e specialmente nel cuore del Papa.

2. Ma il mio caloroso ringraziamento va a voi tutti, pellegrini venuti a festeggiare qui l’Assunzione, con la famiglia, in gruppi o con il Pellegrinaggio nazionale, da tutta la Francia e dai Paesi vicini, e a tutti voi, “pellegrini nel desiderio”, che senza aver potuto venire, vi siete uniti con il cuore e con la preghiera alle cerimonie di questi giorni 14 e 15 agosto. Voi avete rallegrato e confortato il successore dell’apostolo Pietro, felice di vedervi onorare Maria con lui, felice di conoscere il vostro affetto per la Chiesa cattolica, apostolica e romana. Il nostro cuore era aperto a tutti coloro che condividono la fede in Cristo e la venerazione verso sua Madre, chiamati a formare l’unica Chiesa di Gesù Cristo.

3. E ora, prima di lasciarli, mi rivolgo in modo particolare a tutti i cattolici di Francia, per incoraggiarli ancora nella loro fede, nella qualità morale della loro vita, nella loro unità e nella loro testimonianza.

a) Cari fratelli e sorelle, avete ricevuto con il Battesimo il contrassegno di Cristo e la capacità di credere. “Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato” (Gv 6, 29). Alimentate la vostra fede alle fonti autentiche, mettendovi in ascolto della Parola di Dio, senza separare la Bibbia, la Tradizione e il Magistero della Chiesa, al quale questo deposito è stato affidato. Non permettete che le certezze della fede si dissolvano o si spengano al vento di ideologie atee o semplicemente di sistematiche e sconsiderate problematizzazioni. Non lasciate che l’indifferenza religiosa si sostituisca alla fede nel Figlio del Dio vivente né che il materialismo pratico soffochi l’aspirazione verso Dio da cui siete segnati. Sappiate smascherare le tentazioni insidiose che, come all’origine della storia umana, gettano il sospetto su Dio, per farvi dubitare della sua Verità, del suo Amore, o per presentare le sue esigenze come un ostacolo alla vostra libertà. Gesù stesso aveva avvertito Pietro e i suoi fratelli: “Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede” (Lc 22, 31-32). Pregate anche voi, pregate di più, per non entrare in tentazione e preoccupatevi, giovani e adulti, di alimentare la vostra fede. La prova della fede è normale; è la prova della fedeltà a confidare in Cristo, a seguirlo.

b) E aggiungo con Gesù: camminate per la strada stretta e angusta che porta alla Vita (cf. Mt 7, 14). Essa implica alcune esigenze di spirito di povertà, di fedeltà e di castità nell’amore, di condivisione fraterna, di misericordia, di perdono, di giustizia, di pace, di regolare partecipazione ai Sacramenti e alla preghiera della Chiesa, di obbedienza ai comandamenti. “Se osserverete i miei comandamenti - dice Gesù - rimarrete nel mio amore” (Gv 15, 9). Lourdes vi ripete la chiamata alla santità e il bisogno della conversione. L’Anno Santo vi invita ad aprire le porte al Redentore. Non conformatevi ai costumi del mondo. E soprattutto non scoraggiatevi. La vita secondo Cristo è possibile, perché ci è stato dato lo Spirito Santo.

c) Questo dico ancora ai cattolici di Francia: rafforzate la vostra unità attorno ai vostri Vescovi, i Pastori che lo Spirito Santo ha scelto e santificato specialmente per garantire questa unità e favorire la vitalità ecclesiale. C’è una legittima diversità di sensibilità e di metodi; ma questo deve avvenire nell’ambito della stessa fede e degli orientamenti tracciati dalla Chiesa; gli sforzi devono convergere e la carità deve rendervi accoglienti e reciprocamente fiduciosi. Fin dagli inizi della Chiesa, l’unità con il Vescovo è stato il segno dei discepoli di Cristo e la garanzia del progresso spirituale.

d) Infine, non temete di rendere testimonianza, umile ma visibile e ardente, al Vangelo. Non lasciate le nuove generazioni disorientate a motivo dell’ignoranza religiosa; ma che la vostra famiglia, il vostro ambiente, avvertano la fermezza delle vostre convinzioni in coerenza con la vostra vita. Rendete conto della speranza che è in voi!

Cattolici di Francia, come Pastore universale ma in accordo con i cari fratelli nell’Episcopato, i vostri Vescovi, io vi esorto a mantenervi in missione. Ogni Nazione ha la sua caratteristica storia di uomini. Ma i popoli che hanno ricevuto un’eredità spirituale assai ricca, devono preservarla come la pupilla dei loro occhi. E, in concreto, queste Nazioni non mantengono tale eredità che vivendola integralmente e trasmettendola coraggiosamente. O terra di Francia! Terra di san Fotino e di santa Blandina, di san Dionigi e di san Luigi, di sant’Ivo de Tréguier e di san Bertrando di Comminges, di santa Giovanna d’Arco, di san Francesco di Sales e di santa Giovanna di Chantal, di san Vincenzo de’ Paoli e di santa Luisa di Marillac, di san Giovanni Eudes e di santa Margherita Maria, di santa Margherita Bourgeoys e della beata Maria dell’Incarnazione, di san Francesco Régis e di san Luigi Grignion di Montfort, di santa Giovanna Delanoue e della beata Giovanna Jugan, di san Giovanni Battista de la Salle e di san Benedetto Labre, di molti missionari come sant’Isacco Jogues, il beato Teofano Vénard e san Pietro Chanel, del santo Curato d’Ars, di santa Teresa di Lisieux, di Federico Ozanam e di Carlo de Foucauld, di san Michele Guarricoïts di questa regione, di santa Bernardetta, canonizzata proprio cinquant’anni fa, durante il precedente Anno della Redenzione!

Cattolici di Francia, voi avete ereditato un patrimonio considerevole di fede e di tradizione cristiana. È il tesoro per il quale i santi della vostra Nazione hanno sacrificato tutto “per impadronirsene”, come richiede il Vangelo, talmente erano convinti che l’uomo completo è costituito dal rapporto con l’Assoluto e dall’ardente carità!

4. E ora estendo il mio saluto cordiale e i miei auguri a coloro che, senza essere cattolici, condividono la fede cristiana: con essi desideriamo meglio corrispondere alla volontà di Cristo e continuare attivamente il cammino verso l’unità. Sono anche sicuro che la fede nell’unico Dio può essere un potente fermento di armonia e di collaborazione tra cristiani, israeliti e musulmani, per combattere contro quei pregiudizi e quei sospetti, che dovrebbero essere superati. Con il medesimo spirito di rispetto e di amicizia non esito a rivolgermi a tutti i cittadini di questa Nazione che sono non-credenti o nel dubbio circa la fede. Con essi spesso abbiamo in comune la leale dedizione alle stesse cause umanitarie, la preoccupazione per la giustizia, per la fraternità, per la pace, per il rispetto della dignità umana e per l’aiuto verso i più bisognosi. Per essi, per le loro famiglie formulo i miei auguri cordiali.

E per essi, come pure per i credenti, desidero aggiungere questo. Quando in tutto il mondo oggi la Chiesa si impegna, con la ben nota tenacia, ad agire per il rispetto della libertà religiosa, essa ha chiara coscienza di essere a capo di una lotta necessaria per l’uomo, per la sua più intima libertà, per la difesa di tutte le altre libertà fondamentali. E so che questa terra di Francia è particolarmente impegnata in questa lotta per la libertà, per la dignità umana. La Chiesa è convinta - e l’esempio dei santi che ho ricordato poco fa lo dimostra - che la scintilla della fede e della santità non può sprigionarsi che da un cuore libero. La Chiesa è pertanto attenta più degli altri al rispetto che merita ogni leale tentativo.

Si tratta perciò di sottrarre l’uomo a ogni costrizione da parte di individui, di gruppi sociali o di qualunque altro potere umano, di modo che non gli sia mai impedito di agire secondo coscienza (cf. Dignitatis Humanae, 2). Ma ciò non impedisce che gli uomini siano spinti, per loro stessa natura, e tenuti per obbligo morale - e cioè nel loro stesso intimo - a cercare la verità, la verità tutt’intera, quella innanzi tutto dove la religione offre un senso più pieno alla vita e propone di regolare la sua condotta secondo le esigenze della verità rivelata (cf. Ivi). La ricerca della libertà e della verità si ricongiunge in Dio.

L’augurio sincero che io formulo per tutti è che essi trovino, nel clima di libertà che è loro proprio, per la testimonianza dei loro fratelli, questa “luce venuta da un altro luogo”, certamente misteriosa, perché richiede la fede, ma che illumina l’esistenza umana e la appaga, senza costringere, ma anzi rendendo veramente liberi (cf. Gv 8, 32). Dico questo semplicemente perché nella mia coscienza, nella coscienza della Chiesa, so che è vero, e perché sono convinto, che lo stesso umanesimo che noi tutti cerchiamo, non sarà vitale e autentico se non sarà aperto all’Assoluto, nel riconoscimento di Colui che è la sorgente e il fine di tutto, Dio, che, secondo il Vangelo, è l’Amore. Bisogna che noi prepariamo per il domani un mondo che sia all’altezza dell’uomo in tutte le sue dimensioni.

Qui ho invocato Maria, la Madre del Redentore dell’umanità, per il destino umano e spirituale di tutti i vostri compatrioti e dell’intera Nazione francese.

La mia benedizione apostolica è il pegno di questa mia sollecitudine. A tutti, senza eccezione, la imparto di gran cuore nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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