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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO A LOURDES
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO
II ALLE RELIGIOSE NELLA BASILICA DI NOSTRA SIGNORA DEL ROSARIO
Lourdes (Francia),
15 agosto 1983
Mie care sorelle.
1. Ho appena ricordato ai sacerdoti il loro ministero, sublime ed esigente,
di riconciliazione dei peccatori con Dio, che completa il loro ministero
eucaristico. Voi non avete la vocazione di dispensare questi misteri, benché
abbiate talvolta un grande ruolo nella preparazione delle anime a riceverli.
Io ricordo spesso ai laici, ai battezzati, la loro missione profetica e
regale di manifestare la loro fede negli ambienti familiari, sociali,
professionali, politici, artistici, scientifici, iscrivere i valori del Vangelo
nel cuore di queste complesse realtà umane. In quanto battezzate, voi ereditate
anche questo ruolo, soprattutto se siete delle religiose di vita attiva. In
quest’ultimo caso vi si dice sempre più: voi rappresentate per la Chiesa delle
forze vive considerevoli; essa conta su di voi per completare e sostenere il
ministero del sacerdote nella parrocchia, per svolgere un compito educativo,
sanitario e sociale che corrisponde alla carità ecclesiale; per accompagnare i
cristiani nelle catechesi o nei movimenti, per ogni opera missionaria . . . Il
campo d’apostolato è immenso e voi vi apportate una tale disponibilità e una
tale competenza!
2. E tuttavia, care sorelle, questo non è quello che vi definisce. La vostra
vita religiosa è principalmente una vita consacrata a Dio. E direi che una
manifestazione di questa consacrazione è la gratuità nell’amore. Voi siete nel
mondo, innanzitutto, le testimoni privilegiate di questa gratuità dell’amore, ed
è certamente questo che Dio desidera di più per questo mondo prima di
considerare la vostra “utilità” nell’ambito della società; è questo che la
Chiesa attende da voi, per la sua testimonianza, prima di esaminare i vostri
molteplici, utili ed efficaci servizi.
In effetti, prima di tutto, la vocazione che avete sentito e che è stata
messa alla prova dalla vostra Congregazione è un dono gratuito dell’amore di
Dio. Perché voi, e non per esempio la vostra sorella o la vostra amica: Maria è
stata scelta gratuitamente da Dio. E Bernardetta lo è stata ugualmente per
portare il suo messaggio. Siete voi, come loro, sufficientemente riconoscenti al
Signore di questo inaudito dono?
E la vostra risposta d’amore verso il Signore deve essere ugualmente
contrassegnata dalla gratuità. Attraverso il dono della vostra vita a Cristo,
come allo Sposo, voi mostrate che il Signore merita di essere amato per se
stesso, che il Regno di Dio secondo Gesù - con la sua apparente “pazzia” -
merita che gli si consacri la propria vita, che le realtà dall’aldilà esistono
così intensamente che voi volete assaporarne prima, con la vostra vita, il
gusto.
Se voi siete contemplative, questo aspetto è evidente: la gratuità della
vostra vita di preghiera e di penitenza stupisce, seduce o irrita il mondo, ma
non lo lascia mai indifferente, soprattutto oggi. Ma se voi conducete una vita
attiva, la gente deve ugualmente poter riconoscere facilmente Colui al quale voi
consacrate la vostra vita.
3. La gratuità dell’amore deve ancora animare i molteplici servizi o
apostolati che svolgete nella Chiesa. Voi volete servire gli uomini e le donne
che vi circondano e molte tra le vostre Congregazioni non hanno esitato ad
andare in aiuto dei più poveri, dei più emarginati, dei più malati, di coloro
che la società trascura perché non sono “produttivi”, ma che voi amate per
quello che sono, testimoniando che la vita umana è sempre amabile, degna di
rispetto perché Cristo la ama. E questo vale anche per tutte quelle che si
dedicano con generosità affinché le anime dei bambini, dei giovani e degli
adulti si aprano lentamente alla fede.
Nella vostra vita comunitaria, vi impegnate a vivere in una profonda carità
tra sorelle che non si sono scelte.
4. I vostri voti religiosi vi aiutano precisamente a vivere questa gratuità:
l’obbedienza vi rende disponibili all’altra, la povertà vi rende disinteressate,
la castità vi libera da una relazione possessiva.
Al centro della vostra vita consacrata c’è l’Eucaristia, ricevuta ogni giorno
e adorata in un oratorio della vostra casa o vicino ad essa. È in questo
Sacramento che si nutre la vostra preghiera contemplativa e la vostra azione
apostolica o caritatevole.
Poiché, allo stesso modo in cui lo Spirito Santo trasforma le offerte durante
la messa nel Corpo e nel Sangue di Cristo, esso vi deve trasformare per fare di
voi un’offerta alla sua gloria, un’offerta gratuita. Questa gratuità sarà la
vostra gioia e la vostra prima testimonianza.
Certamente, la vostra attività sarà feconda nella Chiesa. E forse anche la
più feconda! Ma voi non dovete ricercare ad ogni costo questa fecondità, anche
apostolica: essa giungerà in sovrappiù. Come nella vita della Vergine Maria.
Come nella vita di Bernardetta. A Bernardetta è stato sufficiente amare. La sua
vita religiosa è sembrata miserabile per ciò che riguarda la sua salute, e
inutile quando essa era a Nevers. Ciò non di meno la testimonianza che essa ha
lasciato al mondo è singolarmente forte, pura e trasparente.
Ecco ciò che vi auguro, benedicendo con tutto il cuore, voi e tutte le vostre
Congregazioni qui rappresentate. Benedico anche le vostre sorelle malate e
quelle che non sono potute venire. Andate nella pace e nella gioia di Cristo!
© Copyright 1983 - Libreria Editrice
Vaticana
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