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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AL CORO DELL'UNIVERSITÀ JAGELLONICA
Castel
Gandolfo, 28 agosto 1983
Quando durante l’ultimo pellegrinaggio in Polonia fui accolto, come ben
sapete, nell’antica aula magna dell’Università Jagellonica, esposi quei legami
che mi hanno unito alla nostra “Alma Mater”, ma non dissi alcuna parola sulla
Corale accademica dell’Università.
Ebbene, quando siete entrati qui a Castel Gandolfo mi sono reso conto che è
il mio ultimo, personale incontro con la Corale accademica ha avuto luogo non
meno di cinquant’anni fa!
Ero allora studente nel ginnasio di Wadowice, e lì giunse il vostro coro.
Attratto dalla fama del complesso andai ad assistere all’esibizione insieme a
tanti altri abitanti della città. Ricordo bene che il direttore di allora era il
professor Adam Kopycinski. Ecco, ora sto pensando a come vola il tempo; ma anche
a come sono imperscrutabili i disegni di Dio. Chi avrebbe mai potuto pensare
allora, a Wadowice, che il successivo incontro con il Coro accademico
dell’Università Jagellonica sarebbe avvenuto qui a Castel Gandolfo, nelle
odierne circostanze? È un disegno della Provvidenza divina: che essa continui a
guidare ciascuno di noi, me e ciascuno di voi, carissimi signori, e la vostra
Corale.
Che la vostra Corale possa esprimere ciò che costituisce la specifica
ricchezza dell’anima polacca, della Nazione polacca, della cultura polacca. Che
voi possiate a vostro modo incrementare questa ricchezza per testimoniarla in
Patria, in mezzo ai connazionali, ma anche nel mondo, come state facendo adesso.
© Copyright 1983 - Libreria Editrice
Vaticana
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