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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL XXXIV CONVEGNO NAZIONALE DI STUDIO
DELL'UNIONE GIURISTI CATTOLICI ITALIANI

Sabato, 10 dicembre 1983

 

Illustri Signori.

1. Sono particolarmente lieto di avere l’opportunità di salutare in quest’Anno Santo della Redenzione i partecipanti al XXXIV Convegno nazionale di studio dell’Unione giuristi cattolici italiani. La vostra Unione dal suo inizio, ma in modo particolare negli ultimi anni, si è continuamente impegnata a diffondere e ad approfondire lo spirito di riconciliazione e di pace nella società italiana. Di questo i Convegni nazionali sono una viva testimonianza e, nello stesso tempo, una ispirazione all’impegno per il futuro. Vi incoraggio tutti cordialmente, assicurandovi del mio apprezzamento e del mio affetto.

2. La vostra Unione ha scelto per quest’anno un tema di particolare attualità: “La rappresentanza politica”, cioè il grave problema di un’attiva presenza e di un’effettiva partecipazione di tutte le componenti sociali all’edificazione della società.

Celebriamo, in quest’anno, il XXI anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II che, nel suo documento Gaudium et Spes, ha formulato due principi che mi sembrano di particolare importanza per il tema del vostro Convegno.

Il primo principio riguarda lo Stato, la sua struttura e la sua realtà politica quotidiana. La partecipazione effettiva da parte delle componenti sociali al bene comune presuppone, come dice il Concilio Vaticano II, uno Stato che sia fondato e si attui nella convinzione che “il bene comune si concreta nell’insieme di quelle condizioni sociali che consentono e favoriscono il conseguimento più pieno della loro perfezione”(Gaudium et Spes, 74). Fra le diverse condizioni richieste a questo scopo spicca innanzitutto quella di un’autorità pubblica capace di dirigere le energie delle varie formazioni sociali verso il bene comune “non in forma meccanica e dispotica, ma prima di tutto come una forza morale” (Ivi).

La “forza morale” consiste essenzialmente nella viva coscienza dei membri che compongono l’autorità pubblica, cioè nel loro esempio e nella loro testimonianza di onestà e di servizio. La crisi attuale della credibilità dell’autorità pubblica è, in ultima analisi, una crisi morale.

Un’altra fondamentale condizione per la partecipazione effettiva delle componenti sociali è, secondo il Concilio Vaticano II, “un ordinamento giuridico positivo” (Ivi, 75). La vita organizzata della nostra società è diventata così complessa e interdipendente che non può essere lasciata alle continue improvvisazioni e neanche alle involuzioni autoritarie che portano al primato di un gruppo sugli altri. Questo ordinamento giuridico positivo come condizione e strumento della partecipazione dei diversi gruppi sociali alla realizzazione del bene comune, è oggi molto necessario, ma, nello stesso tempo, il suo strutturarsi richiede grande attenzione e riflessione di fondo. Deve unire in se stesso il rispetto per i diritti della persona, della famiglia, dei diversi gruppi e istituzioni, ma contemporaneamente deve sempre prendere in considerazione il bene comune. Perciò anche questo compito non si realizza in modo meccanico e positivistico, ma richiede un alto livello di responsabilità morale. È proprio in questo campo che l’Unione giuristi cattolici italiani può contribuire in modo eccellente per la presenza e la difesa dei valori morali nell’ordine giuridico positivo.

3. Quanto è stato detto finora riguarda lo Stato, la sua struttura e il suo ordine giuridico. Ma il concilio Vaticano II ha formulato ancora un altro principio per una partecipazione effettiva da parte delle componenti sociali all’edificazione della società e ciò riguarda sia i singoli membri sia i gruppi sociali stessi. Dice il Concilio: “Essi (cioè i singoli membri), devono essere d’esempio, sviluppando in se stessi il senso della responsabilità e la dedizione al bene comune; così da mostrare con i fatti come possono armonizzarsi l’autorità e la libertà, l’iniziativa personale e la solidarietà di tutto il corpo sociale” (Gaudium et Spes, 75). La crisi della società moderna non è soltanto una crisi delle istituzioni, ma profondamente, anche, una crisi morale dell’uomo stesso. Perciò, il Concilio Vaticano II e tutta la dottrina sociale insistono a che le riforme istituzionali siano accompagnate da un rinnovamento morale dell’uomo. Queste due componenti sono interdipendenti e tutte e due devono essere fondate sui valori morali per sviluppare nella società di oggi una cultura di solidarietà.

4. Per arrivare a questo scopo, bisogna anche tenere presente che la solidarietà dell’uomo si attua, generalmente, a diversi livelli e con differente intensità, dalla famiglia ai diversi gruppi e istituzioni intermedi fino allo Stato e alla società internazionale. La crescita di questa solidarietà dipende molto dalla capacità dei corpi intermedi di offrire ai loro membri un’autentica possibilità di corresponsabilità e di servizio e dalla capacità di non diventare sistemi burocratici che aumentano l’alienazione sociale dell’uomo e il suo atteggiamento consumistico verso la società. Non è possibile aspettarsi dall’uomo un comportamento di solidarietà pienamente sviluppata verso lo Stato e la società internazionale se non è stata nutrita e praticata anche a livello dei gruppi e istituzioni intermedi. Anche questo è un aspetto del principio di sussidiarietà così centrale nell’atteggiamento sociale della Chiesa. E anche qui vedo una chiamata particolare per l’Unione giuristi cattolici italiani, cioè la necessità di una riflessione particolare su come i corpi intermedi possano essere protetti dal pericolo di una sclerosi burocratica e su come possano diventare centri di vera solidarietà.

Signore e signori: il programma del vostro Convegno mostra che l’Unione giuristi cattolici italiani è profondamente preoccupata per lo sviluppo di una cultura di solidarietà nel vostro Paese. Sono lieto e grato per questo vostro impegno che è anche un contributo validissimo all’Anno Santo della Redenzione.

La mia benedizione accompagni i vostri lavori e le vostre famiglie.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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