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SALUTO DI GIOVANNI
PAOLO II AI PELLEGRINI ANGOLANI
Venerdì,
4 febbraio 1983
Signor cardinale e amati fratelli e sorelle.
Questo nostro incontro mi è molto gradito, in questo momento di giubilo, in
Cristo e nella Chiesa. Saluto tutti cordialmente: coloro che sono qui presenti e
i molti che - ne sono certo - voi rappresentate in questo momento: molti altri
avrebbero desiderato essere qui per partecipare alla nostra gioia e
congratularsi con noi e, soprattutto, col Signor Cardinale Dom-Alexandre do
Nascimento.
Al Signor Cardinale, con stima e affetto fraterno, desidero riaffermare,
davanti a questo illustre gruppo della sua terra e dei suoi amici più fortunati,
il mio apprezzamento: per la sua dedizione alla causa della Chiesa e per lo zelo
posto al servizio dei fratelli, in misura maggiore dopo la chiamata all’ordine
episcopale, nel ministero di Pastore delle diocesi di Malanje, Lubango e Ongiva.
Ho presente anche la sua generosa collaborazione, sul piano nazionale, sia come
primo responsabile della Caritas, sia in seno alla Conferenza episcopale di
Angola e Sao Tomé, in questi ultimi tempi in qualità di Vice-Presidente. E non è
ancora spenta l’eco della sua recente prova e testimonianza di uomo di Chiesa
davanti al mondo intero. Dio gliene renda merito! E che l’Altissimo - le cui vie
sono insondabili - lo aiuti a proseguire!
Proseguire, sì, perché il Cardinalato, con l’onore che rappresenta,
costituisce un nuovo appello e invito: alla sua persona, prima di tutto, con le
ampie prospettive che si aprono al suo impegno pastorale; alle due Comunità
diocesane che egli serve, sia a condividere questa distinzione, sia ad essere
stimolate, certamente, per rispondere sempre di più e meglio a Cristo Redentore
dell’uomo, vivendo, purificando e diffondendo il messaggio della Salvezza e,
fraternamente, collaborando con tutti gli uomini di buona volontà nella
costruzione, nel proprio ambiente, di un mondo sempre più umano e cristiano: Dio
desidera che, in Cristo, “siano riconciliate a sé tutte le cose” (Col 1,
20); alla Chiesa che è in Angola, a celebrare il quinto anniversario della
evangelizzazione delle terre angolane: affinché sempre più, quale “Chiesa
evangelizzata”, possa continuare la sua missione evangelizzatrice; a tutta la
Nazione angolana, in un momento di ricerca e di speranza; ad essa vanno i miei
voti per un felice esito di questa ricerca e di grande prosperità affinché siano
soddisfatte le sue speranze, in una autodefinizione e una costante promozione
del progresso e della pace, basato sugli autentici valori della persona umana,
tenuto conto di tutta la sua dignità.
Di questi voti, che affido al Cuore di Cristo, per le mani di Nostra Signora
- tanto venerata in Angola - sia pegno la benedizione apostolica che di cuore vi
imparto.
© Copyright 1983 - Libreria Editrice
Vaticana
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