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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI DOCENTI E ALUNNI
DELL'ISTITUTO ECUMENICO BOSSEY

Venerdì, 18 febbraio 1983

 

Cari fratelli e sorelle dell’Istituto ecumenico di Bossey.

Avete ora quasi terminato il vostro corso. Vi sono grato per aver fatto sì che la visita a Roma venisse a far parte di esso, in modo da poter avere contatti con la Chiesa cattolica prima di completare i vostri lavori e tornare in Patria con una volontà rinnovata di lavorare e pregare per la piena unità organica di tutti i cristiani. La vostra visita stessa è un’opportunità per noi per condividere doni spirituali e trovare incoraggiamento in ciò che già abbiamo in comune (cf. Rm 1, 12). È inoltre un tributo al movimento ecumenico, che a sua volta rende abbondante testimonianza dell’opera dello Spirito Santo in molti cuori.

L’ultima decade dell’attività ecumenica ha richiesto perseveranza. Ma dobbiamo ringraziare Dio, che dà unità al suo popolo, per aver ricevuto la benedizione di risultati. In molti luoghi i cristiani stanno pregando e lavorando e soffrendo insieme, cercando di costruire quel mondo che Dio vuole. Noi vediamo inoltre che il lavoro tranquillo e paziente dei molti dialoghi in corso sta cominciando a produrre ricchi frutti nella carità e nella verità. Certamente dobbiamo rallegrarci di tutto ciò e annunciarlo gioiosamente agli altri, per incoraggiare una visione ecumenica in tutti i cristiani. Dobbiamo soprattutto essere convinti del valore della preghiera, della penitenza e della santità di vita che costituiscono il nostro più grande contributo personale alla restaurazione della unità cristiana - quella grande azione per la quale, nello Spirito Santo, Cristo Gesù riunisce “insieme i figli di Dio che erano dispersi” (Gv 11, 52).

Dio benedica voi e le vostre famiglie e i Paesi dai quali provenite.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 
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