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DISCORSO DI GIOVANI PAOLO II
A CONCLUSIONE DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI
NELLA CAPPELLA MATILDE IN VATICANO

Sabato, 26 febbraio 1983

 

Dobbiamo ringraziare, e vogliamo ringraziare soprattutto Cristo per il dono che ci ha fatto durante i giorni scorsi: il dono di essere stati Chiesa in un senso tutto speciale; Chiesa in ascolto: Chiesa, così simile alla Vergine, in ascolto. Simile alla Madre di Cristo: Chiesa nella maternità che si manifesta verso tutti coloro che ascoltano la Parola di Dio. L’abbiamo ascoltata non soltanto con i nostri organi fisici, ma l’abbiamo ascoltata con il nostro cuore, con la nostra coscienza. Dobbiamo ringraziare il Signore che ci ha permesso di formare, durante questi giorni, la sua Chiesa: Chiesa che ascolta e prega. Siamo stati uniti in una comunione specifica, l’unica che possiamo vivere durante tutto l’anno liturgico; in una comunione di preghiera, di riflessione, di mutua apertura, benché potessimo esteriormente sembrare chiusi, per il silenzio dovuto alle esigenze degli Esercizi spirituali.

Per tutto questo dobbiamo ringraziare: per le mutue preghiere. E specialmente voglio ringraziarvi, carissimi fratelli, per la preghiera che ogni giorno ha accompagnato la persona e il ministero del Vescovo di Roma. Ma, tra i presenti dobbiamo e vogliamo soprattutto ringraziare di gran cuore il nostro predicatore degli Esercizi. Gli diciamo il nostro grazie profondo e sentito per il fatto che egli, Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, ha voluto accettare questo compito pastorale, questo compito spirituale. In tal modo egli ha dato a tutti un esempio. E vogliamo ringraziarlo per la teologia degli Esercizi nella quale ci ha introdotti, giorno per giorno, conferenza per conferenza, meditazione dopo meditazione.

Entro questa teologia degli Esercizi - che è stata anche, per noi, esercizio di teologia - ci ha guidati il nostro carissimo fratello Giuseppe facendocene vedere il cammino profondo e semplice nei grandi temi cristologici, ecclesiologici, liturgici, spirituali (specialmente in quanto toccano la spiritualità del sacerdozio). Egli ci ha guidati con una grande esperienza, l’esperienza di un grande teologo che vuol fare sempre della teologia un nutrimento degli animi, degli intelletti, dei cuori, e così ci ha mostrato questa teologia degli Esercizi, toccando i punti - possiamo ben dirlo - nevralgici; avvicinandoci a questi punti con un metodo teologico che rifletteva e dimostrava la profondità e insieme la semplicità delle questioni toccate. Abbiamo seguito il suo cammino intellettuale e spirituale, col quale ha voluto portare una luce più profonda sui misteri della nostra fede e fare di essi un nutrimento per la nostra fede e per la nostra condotta cristiana e sacerdotale. Dal più profondo del cuore vogliamo ringraziare per questo dono, durato cinque giorni e più. Al nostro predicatore possiamo offrire solamente, insieme col ringraziamento, la preghiera: l’assicurazione che la nostra preghiera lo accompagnerà nei suoi compiti ordinari, così importanti per la Chiesa di oggi. Vogliamo anche augurargli - augurandolo contemporaneamente a tutti noi - che della sua parola si dica come della Parola di Dio: che discende per non tornare vuota.

Con la Parola biblica egli ci ha spiegato il mistero della Vergine, dando un senso profondamente mariologico a questa espressione biblica dell’Antico Testamento. Ecco, noi vogliamo mantenere qualcosa di questo elemento mariano, di questa Vergine che ha saputo accogliere il seme della Parola divina per partorirla.

Con queste parole voglio augurare a tutti noi che perdurino i frutti dei nostri Esercizi spirituali, e augurare al nostro predicatore i frutti più abbondanti del suo lavoro, nel suo seminare.

Da tutte queste riflessioni torniamo pieni di gratitudine verso il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. E questa gratitudine si esprime anche in una benedizione: possiamo dire che questa benedizione si è diffusa ogni giorno e in ogni momento nella nostra assemblea, l’ha penetrata e permeata continuamente. Si esprima adesso in una formula liturgica piena di quel contenuto degli Esercizi spirituali, che abbiamo vissuto insieme in questi giorni.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 
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