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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA VEGLIA DI PREGHIERA PER IL XX ANNIVERSARIO
DELLA MORTE DI GIOVANNI XXIII

Venerdì, 3 giugno 1983

Carissimi fratelli e sorelle.

1. Al termine di questa commossa e commovente veglia di preghiera in occasione del XX anniversario del transito alla beatitudine eterna di Papa Giovanni XXIII, di indelebile e felice memoria, non posso fare a meno di unire la mia voce alla vostra, che ho sentito salire, orante, al cielo. Vi esprimo il mio compiacimento per tale devota manifestazione, che si ricongiunge idealmente a quella della sera del 3 giugno del 1963, allorché alla fine di una affollata celebrazione eucaristica in questa stessa piazza, Papa Giovanni si addormentava nel Signore, con la maestà e la pace di un Patriarca biblico.

Sono grato a voi, rappresentanti dell’Azione cattolica italiana, e a quanti si sono uniti a questo incontro di preghiera nell’affettuoso ricordo di quell’ammirabile Servitore della Chiesa, tanto amato e venerato.

2. Sento che l’atmosfera che è venuta a crearsi è tale da indurci ad un gesto reciproco di amore in noi per lui e di lui per noi, ad uno scambio di doni spirituali nella comunione dei Santi. Sento che questo è un momento davvero privilegiato, in cui siamo invitati ad entrare in confidente colloquio con lui, ad ascoltare la sua voce paterna e sapiente, ad accogliere il suo fascino di maestro di vita interiore e a metterci alla sua scuola di uomo ricco, quant’altri mai, di mente e di cuore; di sacerdote ardente di zelo apostolico; di fedele e intelligente rappresentante della Santa Sede in vari Paesi dell’Oriente e dell’Occidente; di infaticabile Pastore di anime a Venezia e, infine, di Pastore universale sulla Cattedra di Pietro, che tutti abbiamo ammirato per la docilità alle ispirazioni dello Spirito Santo e per la costante volontà di essere il Servo dei servi di Dio.

Le dimensioni universali che il suo magistero ha assunto nella storia contemporanea, ci invitano a tener desta la sua memoria nei nostri cuori e nelle nostre menti per capire sempre più e sempre meglio l’autentico carisma da lui posseduto e diffuso a piene mani nella Chiesa a edificazione dei fedeli e di ogni uomo di buona volontà.

3. Sono note a tutte le straordinarie espressioni del suo breve, ma intenso pontificato. In particolare, l’iniziativa profetica del Concilio Vaticano II, fece di questo Papa un interprete sagace dei segni dei tempi e un illuminato maestro nella famiglia dei figli di Dio, capace di trarre dalle sue ricchezze, come lo scriba sapiente della parabola evangelica, “cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52).

E come non ricordare, poi, accanto alla convocazione inattesa del Concilio, l’influsso che egli esercitò mediante le encicliche, rimaste giustamente celebri, Mater et Magistra e Pacem in Terris?

Certamente si deve a lui un nuovo cammino più sciolto e rapido, ma sempre diritto ed egualmente sorretto dall’unica forza, che sospinge interiormente la Chiesa verso le sue mete. Di questo egli ebbe chiara e consapevole volontà, come leggiamo nel suo prezioso “Giornale dell’anima” che è la cronaca trasparente della sua vita interiore: “Ben si può dire - scriveva - che tutti ci sentiamo al traguardo di un’epoca nuova, fondata sulla fedeltà al patrimonio antico, che si dischiude alle meraviglie di un vero progresso spirituale: e questo solo da Cristo, re glorioso e immortale dei secoli e dei popoli, può attendere dignità, prosperità e benedizione (Giovanni XXIII, Giornale dell’anima, n. 481).

4. Resti in voi viva la memoria di questo Papa, che ha saputo ringiovanire la Chiesa, irrorandola con le acque perenni delle verità del Vangelo; che ha saputo aprire il cuore ai fratelli separati da antiche e dolorose fratture, e riallacciare con accenti di cordiale familiarità il dialogo col mondo moderno, riappassionandolo ai problemi di Dio e della Chiesa.

Sì, resti in benedizione la sua memoria! Ci assista la sua intercessione presso Dio per la vita della Chiesa e il buon esito delle sue imprese apostoliche. Sia per tutti di incitamento e di sostegno nel coraggioso impegno di testimonianza a Cristo di fronte al mondo.

Con questi pensieri e sentimenti imparto di cuore a ciascuno di voi e ai vostri cari una speciale benedizione.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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