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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA

APPELLO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA MADONNA DI JASNA GORA

Czestochowa (Polonia) - Domenica, 19 giugno 1983

1. Nell’ora dell’appello di Jasna Gora, desidero prima di tutto ringraziarti, Madre della mia Nazione, per questa solenne giornata. Da tempo ho deposto questo giorno nel tuo Cuore materno, chiedendo che tu stessa guidassi ogni cosa. Ti ringrazio, dunque, di essere potuto giungere qui come santo pellegrino e di poter partecipare al Giubileo della Patria nel 600° anniversario di Jasna Gora: di aver potuto ringraziarti, o Madre, per la tua provvidenziale presenza qui, nell’Immagine così amata da tutti i polacchi.

Davanti a te, Signora di Jasna Gora, ringrazio tutti coloro che oggi, insieme con me, sono giunti dal Paese e da oltre le sue frontiere per partecipare alla nostra festa nazionale di ringraziamento e di affidamento.

Davanti a te, o Madre, ringrazio tutti coloro che, sia da parte dello Stato, sia da parte della Chiesa, si sono adoperati per la preparazione di questo pellegrinaggio e per il suo svolgimento. Che Dio ricompensi tutti.

2. Tra poco dovremo ripetere le parole dell’appello di Jasna Gora. Parole essenziali. Parole evangeliche. Parole semplici e forti. Parole d’amore, con le quali desideriamo raggiungere il cuore della Madre, e in questo Cuore incontrarci tra di noi. Un tale incontro è estremamente importante. Non possiamo rimanere in questa difficile terra polacca, senza l’incontro nel Cuore materno della Signora di Jasna Gora.

E perciò, rinnovando insieme con voi, che siete qui, l’appello di Jasna Gora, desidero abbracciare in esso anche tutti i nostri connazionali in terra polacca e oltre i suoi confini. In quante parti del mondo, in quanti Paesi, in quanti Continenti, l’effigie di Jasna Gora è allo stesso tempo il segno visibile dell’anima polacca e della terra polacca!

In terra, polacca, invece desidero che questo appello di Jasna Gora diventi la preghiera di una particolare visitazione. Che questa visitazione supplisca la mia assenza in tutti i luoghi nei quali sono stato invitato e nei quali non sono potuto arrivare. Oggi nell’appello di Jasna Gora mi unisco in modo particolare con voi, cari fratelli e sorelle, che non mi è stato dato di vedere né d’incontrare sull’itinerario del mio pellegrinaggio in Polonia. Per mezzo dell’immagine di Nostra Signora di Jasna Gora vi faccio una visita, e sono unito con voi.

Desidero anche unirmi in modo speciale in questa comunità di preghiera con quei miei connazionali che - specialmente negli ultimi tempi - si rivolgevano a me tramite lettere, e in esse il più spesso mi assicuravano di sostenermi con la preghiera e con il sacrificio. Che nell’odierno incontro alla presenza della Signora di Jasna Gora essi trovino una risposta e una parola di ringraziamento.

3. In questo raggio della nostra preghiera, desideriamo invitare tutti coloro che soffrono. Siamo riuniti nel nome di Cristo che dice: “Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare . . . ero malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi (Mt 25, 35-36).

Cari fratelli e sorelle sofferenti, in quest’ora dell’appello di Jasna Gora, veniamo a voi. Siamo con voi: con il cuore e con il ricordo. Vi invitiamo alla comune preghiera. Voi, specialmente, avete molto da dire alla Regina e Madre della nostra Nazione. E anche lei è particolarmente con voi, così come il Suo Figlio, il quale ha detto: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli . . . l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).

Madre di Jasna Gora! In quest’ora serale di sincerità nella quale apro il mio cuore davanti a te, non posso tralasciare i problemi che occupano molti cuori. Penso che le mie parole siano povere - perché è difficile parlare ad alta voce di questi problemi dolorosi. Dunque ti chiedo solamente, o Madre della mia Nazione . . . per coloro che soffrono, e per coloro che causano le sofferenze . . . poiché tuo Figlio non vuole respingere nessuno!

4. O Madre e Signora di Jasna Gora, desidero - unitamente a tutti - affidarti ancora una volta la mia Nazione. Sono suo figlio, porto in me l’intero patrimonio della sua cultura, della sua storia, l’eredità delle sue vittorie - quest’anno ricordiamo in modo particolare Giovanni III, Sobieski e Vienna - ma porto anche l’eredità delle sue sconfitte. Porto in me la consapevolezza delle sue negligenze, dei suoi peccati e delle sue colpe, ma anche la consapevolezza delle ingiustizie storiche, che ha subìto specialmente durante gli ultimi due secoli.

Sono figlio di questa Nazione, e perciò ne sento profondamente tutte le sue nobili aspirazioni, il desiderio di vivere nella verità, nella libertà, nella giustizia, solidarietà sociale - il desiderio di vivere la sua propria vita. Infatti, dopo mille anni di esperienze storiche, questa Nazione ha la sua propria vita, la sua cultura, le sue tradizioni sociali, la sua identità spirituale.

5. Madre di Jasna Gora! Desidero affidare proprio a te tutto ciò che è stato elaborato nel difficile periodo degli ultimi anni, specialmente dall’agosto del 1980; tutte queste verità, principi, valori e atteggiamenti. Fa’ che non si perda di esso niente di ciò che è vero e giusto. Fa’ che esso diventi materia di vero rinnovamento sociale e morale. A questo rinnovamento la Nazione giustamente lega le sue speranze. Fa’ che si ritrovi il coraggio del dialogo sociale mediante il quale la Nazione possa recuperare la speranza di partecipare tutta intera alle decisioni sulla forma della propria vita comune.

Regina della Polonia, voglio affidarti anche i compiti difficili di coloro che esercitano il potere in terra polacca. Uno Stato è forte, prima di tutto, con l’appoggio della società. Davanti a te, o Madre di Jasna Gora, elevo una preghiera ad alta voce, affinché quest’appoggio possa essere il frutto di piena comprensione della via storica della Nazione e delle esperienze contemporanee. Questa è al tempo stesso la via del rispetto dell’uomo, della sua coscienza e delle sue convinzioni.

In questa difficile ora della storia affido a te, o Madre, tutti i polacchi, perché da ciascuno in qualche misura dipende la perseveranza sulla via del rinnovamento, della giustizia e della pace.

6. Sempre più spesso nella bocca della Chiesa, posta in mezzo alla grande famiglia umana, si presenta la parola “riconciliazione”. Cristo infatti, come dice san Paolo, ci ha riconciliati con Dio “in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia (Ef 2, 16). Quest’anno che è il Giubileo straordinario della Redenzione, questa parola è ritornata con una forza nuova. La croce di Cristo ci chiama alla riconciliazione con Dio, apre l’accesso a lui a tutti gli uomini. Contemporaneamente la via alla riconciliazione con Dio conduce attraverso la riconciliazione con gli uomini. “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

Queste parole costituiscono una potente barriera contro lo sviluppo di odio e di rivincita. Queste parole della preghiera del Signore assicurano l’unione interumana alle sue radici.

Madre dei nostri cuori! Fa’ che queste parole formino la forza del perdono ovunque, dove senza il perdono non sapremo svincolarci dalle catene dell’odio. L’odio è infatti una forza distruttrice, e noi non possiamo né distruggere né lasciarci distruggere da essa. Bisogna che ci fermiamo alla soglia della Preghiera del Signore, bisogna che sostiamo sempre al limite della possibilità della riconciliazione.

Inoltre il perdono testimonia la grandezza dello spirito umano, prova che esso è permeabile all’opera dello Spirito Santo. Quanti uomini in terra polacca hanno dato la testimonianza di ciò negli ultimi tempi. Ti ringraziamo di questo, o Madre di Jasna Gora. Ti ringraziamo per ogni vittoria dell’amore nell’anno della canonizzazione di padre Massimiliano Maria e davanti alle beatificazioni dei servi di Dio: Raffaello, Alberto e Orsola.

Il perdono è forte della potenza dell’amore. Il perdono non è debolezza. Perdonare non significa rinunciare alla verità e alla giustizia. Vuole dire: tendere alla verità e alla giustizia sulla via del Vangelo.

O Madre, impetraci in quest’Anno della Redenzione la disponibilità alla riconciliazione. Insegnaci ad aspirare con perseveranza alla verità e alla giustizia, così come ce lo insegna tuo figlio.

7. Sono venuto qui a Jasna Gora nell’anno 1979 sulle orme dei santi patroni della Polonia, Adalberto e Stanislao, da Gniezno a Cracovia. Quest’anno vengo sulla scia di san Massimiliano, martire d’amore, martire del campo di Oswiecim. Vengo anche dalla tomba ancora fresca, del Cardinale Stefan Wyszynski, il grande Primate del millennio.

Per la memoria di queste figure che tracciano la via della Chiesa nel nostro difficile ventesimo secolo, ti prego, Signora di Jasna Gora, che questa Chiesa possa continuare in terra polacca ad adempiere il suo servizio.

Come quasi vent’anni fa essa preparò la Nazione al grande anniversario del millennio del Battesimo, così prepari ora tutto il Popolo di Dio in terra polacca all’inizio del terzo millennio della nascita di Cristo. Questo è quasi un nuovo Avvento dell’umanità. Maria è la luce del Salvatore sulla terra. Ella infatti ha preceduto la prima venuta del Salvatore sulla terra. Che la luce della sua maternità divina splenda fortemente qui, a Jasna Gora, e costantemente ci avvicini a Colui che è Via, Verità e Vita.

Per sei secoli i figli e le figlie di questa terra sono stati sensibili a questa Luce della Madonna di Jasna Gora. Che continuino a rimanere così sensibili, come lo esige da loro la nostra difficile epoca: epoca della storia dell’umanità e della storia della nostra Nazione in mezzo alla grande famiglia umana.

8. Infine, o Madre di Jasna Gora, sono venuto qui, per dirti ancora una volta: “Totus tuus”! Sono, o Madre, tutto tuo, e tutto ciò che è mio è tuo! Tutto ciò che è mio, quindi anche la mia Patria la mia Nazione.

O Madre! Sono stato chiamato a servire la Chiesa universale sulla sede romana di san Pietro. Pensando a questo servizio universale, ripeto costantemente “Totus tuus”. Desidero essere servo di tutti! Al tempo stesso, sono figlio di questa terra e di questa Nazione. Questa è la mia Nazione. Questa è la mia Patria.

Madre! Tutto ciò che è mio è tuo!

Madre! Tutto ciò che è mio è tuo!

Che cosa posso dirti di più? Come ancora diversamente affidarti questa terra, questa gente, questo patrimonio?

Te li affido così come so. Tu sei Madre. Tu comprenderai e accetterai.

9. Una cosa ancora. Il 13 maggio sono passati due anni da quel pomeriggio in cui mi hai salvato la vita. Questo è accaduto in Piazza San Pietro. Lì, durante l’udienza generale, è stato puntato verso di me un colpo, che doveva privarmi della vita. Lo scorso anno il 13 maggio sono stato a Fatima, per ringraziare e affidare. Oggi desidero qui, a Jasna Gora, lasciare come ex voto un segno visibile di quest’avvenimento, la fascia della tonaca bucata dalla pallottola.

Il Tuo grande Veneratore, il Cardinale August Hlond, Primate di Polonia, sul letto di morte pronunciò queste parole: “vittoria - quando verrà - verrà per mezzo di Maria”.

Totus tuus. E non aggiungo ormai nient’altro.

Cantiamo ora le parole dell’appello di Jasna Gora.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

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