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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA
DISCORSO
DI GIOVANNI PAOLO II
AI PADRI PAOLINI A JASNA GORA
Czestochowa (Polonia) - Domenica, 19 giugno 1983
Cari Figli di san Paolo, primo eremita!
Prima della benedizione finale, vorrei rivolgere qualche parola a voi, poiché
festeggiamo qui non soltanto il 600° anniversario dell’Immagine della Madonna di
Jasna Gora, cioè i sei secoli di Jasna Gora, ma anche i sei secoli della vostra
vocazione e del vostro servizio in questo Santuario. I vostri seicento anni a
Jasna Gora sono, in un certo senso, assorbiti in questo grande Giubileo della
Chiesa in Polonia e di tutta la Nazione, così come la vostra vita, la vita di
intere generazioni di monaci, religiosi, fu assorbita in questi sei secoli di
Jasna Gora sulla terra polacca.
Ringraziando, insieme alla Chiesa e alla mia Nazione, per questi sei secoli
di Jasna Gora, vorrei ringraziare, insieme a voi per i vostri sei secoli, tutte
le generazioni dei servi di Dio, figli di san Paolo, primo eremita. Paolini che
qui a Jasna Gora hanno fatto la loro guardia pastorale all’immagine di Jasna
Gora, hanno custodito questo santuario, lo hanno servito e lo hanno difeso
quando ce n’era bisogno, come il grande Augustyn Kordecki.
Questa è, miei cari fratelli, una grande grazia di Dio. Si può dire che
questa grazia di Jasna Gora è diventata il carisma comune di tutto il vostro
Ordine, poiché, quantunque vi troviate anche oltre Jasna Gora, in Polonia e
oltre i suoi confini, pare che il servizio a Jasna Gora esprima più pienamente
il carisma del vostro Ordine nella Chiesa e sulla terra polacca e,
indirettamente, anche nella Chiesa universale. È stato grande il mio desiderio
di incontrarvi, di essere a Jasna Gora e di ringraziare per i sei secoli di
presenza della Madonna nella sua Immagine di Jasna Gora sulla terra polacca; ho
desiderato di incontrarvi e di ringraziare, insieme a voi, per questa grazia
comune, che vi è stata concessa; di ringraziare la Madre di Dio, ringraziare,
tramite la Madre di Dio, la Santa Trinità. È davvero una grazia enorme ed
eccezionale, ed è anche certamente un servizio grande, difficile e responsabile,
poiché Jasna Gora è forse il punto più nevralgico dell’attività pastorale su
tutta la terra polacca, soprattutto se si tratta dell’attività pastorale
compiuta nel Sacramento della penitenza.
Quindi, questo servizio responsabile e difficile, questo grande servizio
sacerdotale e pastorale esige anche ad ognuno di voi una particolare maturità
spirituale, una ricca vita interiore, una grande perfezione spirituale. Sappiamo
bene che tale perfezione non è fine a se stessa, ma il suo fine è l’amore.
Ebbene, la vostra vocazione particolare è l’amore, un grande amore verso le
anime degli uomini, che sorge dal grande amore verso Dio.
Dovete essere coloro che donano, dovete esprimere questo amore, che Dio
eterno vuole elargire in questo posto, per il tramite della Madre di suo Figlio,
ai figli e alle figlie della Nazione polacca e anche al numerosi pellegrini
provenienti da oltre i confini della Polonia, da lontano e da vicino.
Quindi dovete annunciare questo amore, dovete esserne i servi e, sia per
esprimerlo sia per servirgli, dovete continuare a riempirvi di esso. Questa è la
vostra perfezione paolina. Dovete esigere questo amore da voi stessi, dovete
esercitarvi in esso, dovete trovare in esso il contenuto, il programma e lo
scopo della vostra vocazione. Questa è una grande vocazione, vocazione
particolare, vocazione paolina, e, innanzitutto, vocazione di Jasna Gora. Mi
congratulo con voi, per questa vocazione, in occasione del 600° anniversario.
Poiché congratularsi significa ringraziare. Ma prima di tutto, in occasione di
questo anniversario, vi auguro con tutto il cuore che la vocazione e il carisma
del vostro Ordine si estendano alle nuove generazioni; che Jasna Gora, grazie al
vostro servizio, cresca, cresca e diventi raggiante, cresca mediante l’azione
dello Spirito Santo, con quella crescita interiore che è propria della Serva del
Signore, Sposa dello Spirito Santo. I nostri tempi hanno bisogno di questa
azione, poiché sono tempi di grandi lotte. Il defunto Cardinale Stefan Wyszynski,
Primate polacco, che fu vostro confratello spirituale, ne parlava spesso. Molte
volte diceva, usando ogni tanto le parole latine: “Non est nobis colluctatio
adversus carnem et sanguinem, sed adversus principes . . . tenebrarum harum” (Ef
6, 12).
Proprio nel periodo di queste grandi lotte, Maria ci viene data come segno.
“Una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona
di dodici stelle” (Ap 12, 1), così la vede Giovanni nell’Apocalisse.
Proprio in periodo di questa grande lotta con i “principes et potestates . . .
tenebrarum harum” è necessaria un’illuminazione potente, più potente che in
qualsiasi altro momento, della forza dello Spirito Santo, attraverso la sua
Purissima Sposa. Voi, cari fratelli, vi trovate come sulla strada di questa
illuminazione; essa vi attraversa; vi inserisce nel vostro servizio; costituisce
il contenuto quotidiano di questo servizio, sia nella vostra vita di clausura,
vita monastica, sia nella, vostra vita pastorale.
Cari fratelli e figli, Paolini, che Dio vi ricompensi per i seicento anni del
vostro servizio a Jasna Gora, e che Dio vi aiuti negli anni successivi di
servizio del vostro Ordine. È ciò che desidero dirvi qui, davanti a questa
Immagine amatissima, celebrando la Santa Messa per tutta la Chiesa, secondo il
dovere del mio incarico e della mia vocazione. So che qui, a Jasna Gora, voi
pregate molto per me, e molti pregano per me, per il Papa.
Del resto, i miei predecessori avevano chiesto tale preghiera. L’aveva
chiesta, al Primate defunto, Giovanni XXIII. L’aveva chiesta Paolo VI. Io,
ovviamente, l’ho chiesta in un modo particolare e la chiedo anche oggi, poiché
al centro della lotta, di cui parla san Paolo nella sua Lettera agli Efesini, al
centro di questa lotta c’è la Sede Apostolica, c’è Pietro, il suo servizio e la
sua missione. Serviamo insieme, lottiamo insieme e insieme amiamo, poiché questa
è una lotta mediante l’amore. Cristo chiese a Pietro: “Mi ami?” (Gv 21,
15). Questa è la lotta mediante l’amore. L’amore è la nostra forza nel lottare.
Perciò ci uniamo così fortemente a Colei che ha amato di più e che continua ad
amare, per vincere con l’amore questa lotta, che si fa mediante l’amore.
Accettate queste parole come preambolo della benedizione che, in occasione
del mio pellegrinaggio, voglio dare alla vostra comunità religiosa di Jasna Gora
e anche, al di là di questo luogo, in Polonia e in qualsiasi altro posto.
Benedico tutti i presenti, ma voi in modo particolare.
© Copyright 1983 - Libreria Editrice
Vaticana
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