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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RELIGIOSI DELLA SOCIETÀ SAN PAOLO

Lunedì, 21 marzo 1983

 

1. Accogliere la Famiglia Paolina, ricevendo voi carissimi fratelli e sorelle, è per me motivo di viva gioia. E ciò non solo per la circostanza immediata, e pur tanto significativa, che ha suggerito questo incontro - e cioè ricordare l’inizio del centenario della nascita del Fondatore, il sacerdote don Giacomo Alberione e celebrare il venticinquesimo o il cinquantesimo di sacerdozio o di professione religiosa di numerosi suoi figli e figlie -, ma anche per una ragione di ordine generale che è quella di un più diretto contatto e di una più intensa comunione “in fide et caritate” tra ciascuno di voi e il successore di Pietro.

I Paolini e le Paoline, ormai sono presenti in tutto il mondo con le loro molteplici opere, con le loro iniziative apostoliche, con l’inventiva delle loro realizzazioni nel vasto settore dei mezzi di comunicazione sociale. Siete parte viva della Chiesa ed è, perciò, naturale che non solo siate conosciuti, ma seguiti ed incoraggiati nel vostro proficuo ministero da chi nella Chiesa ha la più grave responsabilità in ordine all’adempimento del mandato supremo di Cristo: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16, 15); “Andate, dunque, e ammaestrate tutte le nazioni . . .” (Mt 28, 19).

2. Albero dai molti rami: scorrendo l’elenco delle varie Congregazioni, Istituti e Associazioni, in cui si articola la Famiglia Paolina, alla quale con inesauribile fecondità diede origine l’anima ardente del Fondatore, io ritengo che possa essere questa la sua definizione più appropriata e comprensiva. Essa è un albero dai molti rami, perché dalla prima Congregazione dei sacerdoti e discepoli Paolini, sorta nel lontano agosto 1914, alla più recente Congregazione delle Suore Apostoline, fondata verso la fine degli anni Cinquanta, sono nove le sue propaggini, a cui si può anche aggiungere la numerosa e fiorente Associazione degli ex alunni. E mi piace qui ricordare che uno di questi rami, quello delle Pie Discepole del Divin Maestro, ha una Comunità che presta servizio alla Santa Sede in Vaticano.

Essa è un albero, perché in questa molteplicità di ramificazioni, unico è stato e resta il ceppo di origine e - quel che più conta - unica è la linfa vitale che l’alimenta e la fa sviluppare. Invariata, infatti, e costante fu l’idea che via via suggeriva a don Alberione di studiare e di attuare le possibili vie di penetrazione e i nuovi modi di presenza nelle pieghe della società contemporanea, per fare in essa spazio al Vangelo. Fu appunto questa sua ricerca, durata per tutto l’arco della sua lunga vita, che lo rese assai caro ai Sommi Pontefici e in maniera particolare - come è noto - al mio predecessore Paolo VI.

3. Denominando da san Paolo le sue fondazioni, evidentemente il vostro Padre non si limitava ad una scelta onomastica o verbale, ma intendeva rifarsi all’inconfondibile spirito e stile dell’Apostolo delle genti. In effetti, non solo il nome né solo il patrocinio, ma anche e soprattutto l’ispirazione ideale e la spirituale alimentazione don Alberione volle prendere da san Paolo, proponendo a se stesso e a quanti già lo seguirono nelle prime iniziative, come a voi che le seguite al presente, una linea di apostolato aperto, aggiornato, moderno, secondo gli insegnamenti e gli esempi del medesimo Apostolo. Come Paolo fu sempre alla ricerca di nuove forme e di metodi coraggiosi per annunciare alle genti Cristo e il suo mistero (cf. Ef 3, 2-10), e in questo contesto si collocano i suoi viaggi missionari, le sue lettere, il suo prodigarsi infaticabile, così conviene che a lui voi riguardiate elettivamente, per confermarvi nella vostra specifica vocazione e perseverare nel vostro impegno di azione originale, generosa, senza risparmio di forze e di sacrifici.

È, dunque, evidente quale sia la linfa interiore, che deve alimentare il vostro ministero nella Chiesa e nella società: è la carità della Verità rivelata da Cristo e da lui; fidata agli Apostoli e ai loro successori, e cioè alla Chiesa, che ne è garante e la trasmette e la difende con il suo Magistero autentico e perenne.

4. Ma c’è un settore, al quale i Paolini si dedicano con particolare impegno: quello della stampa, per la preparazione e la diffusione di edizioni di libri e di periodici cristianamente orientati e rispondenti, pertanto, ad una finalità pedagogico-formativa. Questo settore è quanto mal vasto e importante, perché, da una parte, si estende e collega con quello degli audiovisivi e, dall’altra, tocca molto da vicino - anche in rapporto a tanta produzione moralmente equivoca e dannosa - il problema dell’educazione cristiana della gioventù.

La vostra missione nel campo specifico dell’editoria è di impressionante attualità e necessità. Il vostro ideale e la vostra preoccupazione siano sempre eminentemente la formazione umana, cristiana e cattolica. La vostra è una vera missione evangelico-ecclesiale: per questo siete stati chiamati, seguendo le orme di don Alberione.

Valga il suo alto esempio a stimolarvi e a sostenervi in un impegno vigile e attivo, disinteressato e generoso, sempre ispirato da autentico spirito evangelico.

Nel settore delle comunicazioni sociali - come in ogni altro - vi animi sempre un autentico spirito di apostolato, così che sia costantemente vostra guida non il criterio dell’interesse o di altri vantaggi di ordine temporale che una determinata iniziativa può suscitare, ma unicamente quello del bene che potrà seminare nella società.

Ho definito all’inizio la vostra Famiglia come un albero dai molteplici rami: questo non è che un riconoscimento di quel che voi siete e rappresentate. Ma a me piace concludere con un auspicio: nella ribadita fedeltà allo spirito e alle direttive del vostro Fondatore io auguro che, per la molteplicità delle iniziative e per la ricchezza dei buoni risultati, essa sia anche e soprattutto un albero dai molti frutti!

Con la mia benedizione apostolica.

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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