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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
NELL'AULA PAOLO VI ALLA PRESENZA DEI PADRI SINODALI
IN OCCASIONE DEL CONCERTO DELLA RAI

Venerdì, 21 ottobre 1983

 

Desidero esprimere, anche a nome dei presenti, un vivo ringraziamento alla Radio televisione italiana - qui rappresentata dal Presidente e dal Direttore generale - per la pausa di intenso godimento spirituale, che l’esecuzione del “Te Deum” di Hector Berlioz, da essa offerta, ci ha procurato. Il ringraziamento si fa anche più sentito al pensiero che, a suggerire la gentile iniziativa, è stata l’intenzione di onorare, insieme col ricordo del XXV anniversario della mia Ordinazione episcopale, i fratelli nell’Episcopato convenuti a Roma per la VI assemblea del Sinodo. Come non avvertire nell’animo profonda commozione e riconoscenza di fronte ad un gesto di così squisita cortesia?

Vada, dunque, un grazie cordiale al Maestro Georges Prêtre, che è stato sensibilissimo interprete dell’ispirata composizione del grande Berlioz. Con lui siano ringraziati pure tutti gli artisti che, nei rispettivi ruoli, hanno dato vita a questo incantevole momento di distensione e di poesia, come anche di quanti mediante il collegamento radiotelevisivo hanno potuto unirsi a noi, nel rivolgere un sincero plauso ai protagonisti di questa straordinaria serata.

“Ogni grande opera d’arte - è stato detto - nella sua ispirazione e nella sua radice è religiosa”. Se una simile intuizione può trovare conferma anche nelle composizioni di soggetto profano, quanto maggiormente essa rivela la sua profonda verità nel caso di un’opera, come quella ora ascoltata, nella quale il commento musicale si sviluppa intorno ad un testo essenzialmente centrato sulla lode a Dio, munifico datore di ogni bene. Le parole venerande dell’antico Inno, con cui nel corso dei secoli la Comunità cristiana ha testimoniato davanti a Dio la trepida consapevolezza della propria fragilità e insieme il fiducioso abbandono alla potenza vittoriosa del suo amore, trovano nelle melodie sgorgate dal cuore di Berlioz un mirabile commento che coinvolge l’ascoltatore, lo commuove e lo esalta.

Nell’augurare che le emozioni suscitate nell’animo di ciascuno dall’esecuzione di stasera possano fiorire in preghiera verso Colui che ha creato l’uomo per amore e per amore lo ha redento, imparto di cuore a tutti la mia benedizione.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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