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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE LA VISITA AI GIOVANI
DEL «CENTRO TERAPEUTICO SAN CARLO»

Castel Gandolfo - Domenica, 18 settembre 1983

 

Ho accolto con grande gioia l’invito di visitare la vostra casa, qui, a Castel Gandolfo. Voi state vicini alla casa estiva del Papa e così possiamo prendere, qualche volta, un contatto. Non è questo il primo contatto che ho con voi. Ce ne sono stati degli altri prima. Ma, questo di oggi, mi sembra molto più completo e significativo.

Quando, poco fa, ho avuto occasione di incontrare il primo gruppo che mi ha reso una personale testimonianza della propria vita trascorsa, mi ha toccato una parola. Quasi tutti hanno usato più volte il verbo: “Ho riscoperto”. C’era quindi prima una realtà coperta, sconosciuta e adesso riscoperta.

Penso che, quella realtà, sia semplicemente l’uomo, o come voi dite qui, nel vostro linguaggio, il “Progetto-uomo”. Ho riscoperto quel progetto e posso adesso incominciare ad attuarlo, realizzarlo. Così riscoprendo l’uomo ho riscoperto me stesso, ho riscoperto il senso della mia vita, il perché vivo. Ho riscoperto anche un indirizzo, un cammino, dove devo andare.

La parola “ho riscoperto” è quindi molto ricca. La ritengo come parola chiave del vostro ambiente, del vostro programma, di questa casa, di voi tutti, del vostro sacerdote, che io conosco quasi dall’inizio della mia missione in Roma, preoccupato dei problemi della gioventù sottomessa a quel pericolo, grande e tragico pericolo della droga.

Vi auguro di poter ripetere questa parola: “Ho riscoperto”, di potere applicarla sempre di più perché l’uomo è una realtà molto ricca. Ci sono molte cose da scoprire o da riscoprire. L’uomo è immagine di Dio, somiglianza di Dio. Ha quindi in sé delle ricchezze incomparabili; naturalmente, appartiene anche a questo mondo, alla natura. Ha molti elementi simili con la natura, ma, nell’insieme, è superiore, perché porta in sé l’immagine di Dio. Così si spiega la sua ricchezza. È questa la ricchezza da riscoprire. Ricchezza del suo essere, del suo cammino, della sua vocazione, della chiamata con cui vive ciascuno di noi.

Vedo dinanzi ai miei occhi le parole che mi sembrano scritte quasi in continuità con la parola chiave “Ho riscoperto”: “Siate testimoni di speranza”. Dovete con la vostra esperienza personale, esperienza di questa casa, diventare testimoni che credono nella realizzazione del “Progetto-uomo”; che credono che l’uomo nella sua piena dimensione è una realtà veramente da scoprire. Voi dovete diventare testimoni di quella verità davanti a voi stessi, nella vostra identità umana, nella vostra personalità, nella vostra coscienza; ma dovete diventare anche “testimoni di speranza” per gli altri, specialmente per le persone e per i giovani che si trovavano o si trovano in una situazione tragica simile a quella in cui voi vi siete una volta trovati.

Per queste persone, per questi giovani, siate “testimoni di speranza”. Si deve vincere la disperazione, si deve riscoprire la speranza, riscoprire se stessi, riscoprire l’uomo, le sue ricchezze, riscoprire la testimonianza per portarla agli altri. Parlare della propria esperienza agli altri, questo è possibile. Dovete dare la speranza.

Carissimi, vi auguro di approfittare così del vostro soggiorno in questa casa di Castel Gandolfo e anche nelle altre vostre case.

Una parola di ringraziamento a don Picchi e anche a tutti i suoi amici e collaboratori. Sappiamo bene che questo “Progetto-uomo” richiede molti amici e molti collaboratori, perché, come abbiamo sentito, porta con sé anche tante spese. Ma, più di tutte le spese finanziarie, economiche, porta con sé una spesa fondamentale che è spesa di cuore umano.

Per questo, siate tanto preziosi in questa odierna assemblea, voi tutti che avete portato il vostro cuore aperto. Come amici e collaboratori, aiutate il “Progetto-uomo”, aiutate questa riscoperta dell’uomo e della speranza. Date così anche una testimonianza di speranza al nostro mondo contemporaneo che tante volte manca di speranza.

Vi auguro di cuore un buon proseguimento per tutti i vostri progetti; vi auguro di perseverare nella strada intrapresa. Vi benedico, nel nome di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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