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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI VESCOVI DEL CANADA
IN VISITA «AD LIMINA APOSTOLORUM»

Venerdì, 30 settembre 1983

 

Cari fratelli nell’Episcopato.

1. In quest’ora di unità collegiale, sperimentiamo insieme una viva speranza in Gesù Cristo. È lui il Pastore Supremo di tutta la Chiesa, “che egli si è acquistata con il suo sangue” (At 20, 28) e che egli definisce come sua quando dice: “Su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Mt 16, 18). Come Vescovi siamo chiamati a manifestare la nostra fiducia nel potere redentore di questo sangue e nella illimitata efficacia di tutto il Mistero Pasquale. E, in quanto Vescovi riuniti nel nome di Gesù, noi crediamo di avere un titolo speciale per essere rassicurati dalla sua presenza in mezzo a noi (cf. Mt 18, 20). In una parola, è “Cristo Gesù la nostra speranza” (1 Tm 1, 1) che vive in noi e che attraverso di noi, con la parola e il sacramento, continua ad offrire la sua Redenzione al mondo.

2. Desidero ora rendere lode alla potenza del Mistero Pasquale che ha operato per molti anni nelle vostre Chiese locali. È una potenza che fu effusa tra di voi mediante gli sforzi generosi, davvero eroici, di generazioni e generazioni di apostoli e missionari. Alla base di tutto lo zelo per l’evangelizzazione ci fu una chiara comprensione e una fedele accettazione del comando di Cristo: “Andate dunque e ammaestrate tutte le Nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato . . .” (Mt 28, 20). Si sono compiuti immensi sacrifici, e ancora se ne stanno compiendo, per adempiere al comando di Cristo, affinché la Buona Novella possa essere udita e accolta e affinché la potenza della morte e risurrezione di Cristo possa penetrare i cuori umani, edificare la comunità della Chiesa, modificare radicalmente i criteri delle azioni umane.

3. Nella vita della Chiesa, l’attuazione del Mistero Pasquale è intimamente legata per volontà di Cristo al sacramento del Battesimo e agli altri Sacramenti di iniziazione cristiana. Per ogni cristiano, il Battesimo è un’introduzione sacramentale alla Chiesa, che è essa stessa sacramento di salvezza e dimora della fede. Inoltre, dal Concilio di Trento sappiamo che il Battesimo non è soltanto segno di fede ma anche causa di fede (Denz.-S., 1606).

Il Battesimo è di importanza suprema per il nostro popolo, e questo per molte ragioni. È il Sacramento di illuminazione interiore, di liberazione spirituale e di vita nuova. Per mezzo del Battesimo, al nostro popolo è conferita una partecipazione vitale alla morte e alla risurrezione redentrice di Cristo ed è chiamato a “camminare in una vita nuova” (Rm 6, 4). Il Battesimo è anche la sorgente di tutte le responsabilità morali che spettano ai cristiani. È in ragione del loro Battesimo che devono considerare se stessi “morti al peccato e viventi per Dio, in Gesù Cristo” (Rm 6, 11). Per mezzo del Battesimo la potenza stessa del Mistero Pasquale è sacramentalmente condotta a toccare la debolezza e il peccato umano affinché la vittoria di Cristo sul peccato e la morte entri realmente nella vita di ciascuno e trionfi in ogni cuore.

4. Il dono del Battesimo, che viene da Dio, è la base di tutta la dignità cristiana, poiché è l’origine dell’incorporazione a Cristo. Come Vescovi noi sappiamo quant’è importante, dal punto di vista pastorale, ricordare al nostro popolo la sua dignità, parlargli della speranza alla quale deve ancorare la vita, e chiamarlo a riporre tutta la sua fiducia nella potenza del Salvatore Crocifisso e Risorto. Proprio perché è stato assunto da Cristo nel Battesimo, è stato incorporato a lui ed è diventato suo Corpo il nostro popolo possiede ogni ragione per essere animato dalla speranza e dalla consapevolezza della sua identità battesimale e dignità cristiana. Dio vuole che noi Pastori della sua Chiesa proclamiamo questa identità e questa dignità proprio come fece Pietro quando disse ai fedeli: “Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato” (1 Pt 2, 9).

5. Se il nostro popolo comincia a comprendere sempre più il significato del Battesimo nella sua vita, allora acquista maggiore forza di persuasione la nostra spiegazione delle altre verità della fede. Gli Apostoli stessi ci hanno dato esempio di come appellarsi alle comunità ecclesiali. Da parte nostra noi possiamo spiegare più efficacemente molte cose in ragione della nostra incorporazione a Cristo per mezzo del Battesimo: l’urgenza di adorare il Padre insieme a Cristo, che vuole che le membra del suo corpo preghino con lui; la speciale necessità di praticare la castità per non profanare il Corpo di Cristo; l’importanza per le membra di Cristo di assistere le altre membra in difficoltà; e il valore della sofferenza umana offerta nel nome di Cristo. Sì, ogni cosa acquista infatti una nuova luce ed è arricchita dalla prospettiva della consacrazione battesimale e dalla incorporazione a Cristo. C’è una nuova visione del mondo, una nuova necessità della diakonia, nuove esigenze per le singole persone e per le comunità, e un nuovo richiamo all’azione sociale che trovi origine e fine nel Corpo di Cristo.

6. Il Battesimo è l’origine di una responsabilità sempre più condivisa nella Chiesa e per la Chiesa. Non soltanto i Vescovi sono collegialmente responsabili delle situazioni e delle necessità che vanno ben oltre i limiti delle loro comunità ecclesiali, ma il laicato è anch’esso corresponsabile, secondo la sua specificità, del bene delle altre parti del Corpo di Cristo, dunque del bene di tutta la Chiesa. In una grande Nazione come il Canada, con vaste diocesi che hanno speciali necessità di evangelizzazione e catechesi, vi deve essere una speciale solidarietà basata sia sulla collegialità episcopale che su quella generale condivisione della responsabilità, che è un’esigenza del Battesimo. Tutti i fedeli di Cristo devono essere interessati al futuro della Chiesa in tutto il Canada; ciascuno deve preoccuparsi della trasmissione della fede, di portare il Vangelo ai giovani, a chi non appartiene alla Chiesa, ai poveri, ai sofferenti, e a tutti coloro che si trovano in difficoltà.

7. Il sacramento del Battesimo è, inoltre, il fondamento di ogni comunità nella Chiesa. Insieme alla Parola di Dio che si attua in esso - e si attua al massimo grado nell’Eucaristia - il Battesimo è motivo della coesione del tessuto fraterno della Chiesa. Nella sua radicale relazione con l’Eucaristia, che solo i sacerdoti possono celebrare, il Battesimo determina fortemente la vita dei sacerdoti e tutte le attività che essi compiono quali edificatori e servi della comunità, la comunità sacramentale.

8. Il Battesimo è essenziale alla missione della Chiesa quale Cristo l’ha delineata, cioè insegnare tutto ciò che egli ha insegnato e battezzare, ed è alla base di tutta la missione della Chiesa. Gli sforzi zelanti dei Vescovi canadesi per promuovere l’apostolato laicale trovano spunto nel Concilio Vaticano II, che considera l’apostolato laicale come partecipazione alla missione salvifica della Chiesa, e afferma: “A questo apostolato sono tutti destinati dal Signore stesso per mezzo del Battesimo e della Confermazione” (Lumen Gentium, 33). È grazie alla consapevolezza dell’importanza del Battesimo che tutta la catechesi trova incoraggiamento, tutti i movimenti locali scoprono la loro identità e tutta la spiritualità laicale trova autentica espressione. Davvero, la vita religiosa stessa scopre la sua specifica identità in relazione al sacramento del Battesimo.

9. Da questi punti di vista, e anche da molti altri, è evidente che la Chiesa considera il Battesimo come un grande dono di Dio. È un dono custodito gelosamente dal popolo di Dio e un dono di cui il Magistero ha parlato per secoli, lasciando alla Chiesa un insieme di profondi insegnamenti su cui riflettere e da proclamare. Nel suo ricco contenuto vi è anche l’insegnamento della Chiesa sul Battesimo dei bambini, che merita la nostra attenzione pastorale. Questo insegnamento fu riassunto nel 1980 in un documento della Sacra Congregazione per la dottrina della fede, che ribadiva l’insegnamento della Chiesa sulla necessità del Battesimo, anche per i bambini, e sulla relazione esistente tra il Battesimo e la fede. Nello stesso tempo vengono offerti principi e direttive che governano la pratica pastorale del Battesimo dei bambini. La stima della Chiesa per questo Sacramento e il suo insegnamento sulla sua necessità per la salvezza spiega perché il Nuovo Codice di diritto canonico parla dell’obbligo dei genitori di provvedere affinché i loro bambini siano battezzati entro le prime settimane dalla nascita.

10. Venerabili e cari fratelli, ho scelto di riflettere con voi oggi sul sacramento del Battesimo poiché sono convinto che questa riflessione può essere profondamente importante per il vostro ministero pastorale. Ci sono molte altre questioni e problemi con cui voi avete a che fare direttamente e indirettamente. Ma una fresca accentuazione dell’importanza del Battesimo, in accordo con il Concilio Vaticano II, può, con la grazia di Dio, produrre molti frutti nelle vostre Chiese locali. Con una nuova consapevolezza della loro identità battesimale e dignità cristiana, i fedeli saranno in grado di affrontare le sfide della vita cristiana con fiducia e speranza rinnovate. Il contribuire a che si sviluppi questa fiducia e speranza rinnovate è estremamente rilevante per la vita cristiana e il nostro ministero episcopale. E nel nostro sforzo di spendere noi stessi per il gregge affidato alla nostra sollecitudine pastorale, facciamo in modo di creare nuovi atteggiamenti tra il popolo di Dio, atteggiamenti che generino la speranza e la fiducia e spronino i fedeli a perseverare nella loro vocazione battesimale di partecipazione al Mistero Pasquale di Cristo. Con san Pietro proclamiamo: “Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti per una speranza viva” (1 Pt 1, 3). Una nuova nascita, una nuova vita, una nuova speranza per mezzo dell’azione dello Spirito Santo! Questo è il messaggio del Battesimo che noi proclamiamo in Cristo e nella sua Chiesa.

11. Aggiungo una parola in francese - poiché molti tra voi sono francofoni o di diocesi francofone - per ricordare il problema delle vocazioni sacerdotali e religiose, senza riprendere tutto ciò che ho avuto occasione di dire ai vostri Confratelli della regione atlantica. La messe è abbondante, e le opere rischiano di essere troppo poco numerose, per il ministero insostituibile del sacerdote, per la formazione e la guida dei laici, per essere segni del valore assoluto che è il Regno di Dio. Ora lo Spirito Santo non può non suscitare le vocazioni, a misura della fede e dei bisogni dei fedeli. Continuate dunque, cari fratelli, ad adoperarvi totalmente, presso i bambini e i giovani, i loro genitori, le scuole, i seminari, o nella formazione permanente degli adulti, per risvegliare queste vocazioni, fortificarle, renderle mature. Occorrono dei mezzi pedagogici adatti, occorre un clima di preghiera, c’è bisogno della testimonianza dei sacerdoti, dei religiosi, delle religiose, felici di consacrarsi totalmente al servizio di Cristo!

Prego lo Spirito Santo di colmarvi dei doni della sua luce e della sua forza, voi e coloro che collaborano con voi. Lo prego con Nostra Signora del Rosario. E vi benedico di tutto cuore.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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