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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA CONFEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI
DELLE FAMIGLIE CATTOLICHE DI FRANCIA

Giovedì, 5 aprile 1984

 

Cari fratelli e sorelle delle Associazioni Familiari Cattoliche.

Sono sempre molto felice di ricevere famiglie decise a vivere l’ideale cristiano del matrimonio, e mi congratulo con voi per essere venuti così numerosi per un pellegrinaggio giubilare ben organizzato, con la sua parte di preghiere comunitarie, di riflessioni dottrinali e di vita fraterna. A Roma noi abbiamo già celebrato con fervore il 25 marzo il Giubileo internazionale delle famiglie; capirete senz’altro che il tempo non mi permette di ridire gli orientamenti da me esposti quel giorno, né quelli già affermati il 10 novembre 1980 per le vostre famiglie.

1. So fino a che punto voi siate preoccupati di conoscere e di far conoscere l’insegnamento della Chiesa, il significato cristiano del matrimonio e della famiglia, tutto il disegno di Dio creatore e ciò che implica la redenzione. Voi avete cercato di diffondere i diversi documenti del magistero, soprattutto l’esortazione Familiaris Consortio. Il mondo d’oggi ci mostra, a questo proposito, un miscuglio di ombre e luce; attingendo alle fonti, voi potrete porvi “come coscienza critica di questa cultura familiare e come soggetti attivi della costruzione di un autentico umanesimo familiare” (Ioannis Pauli PP. II, Familiaris Consortio, 7). Bisogna perseguire questa formazione personale e questo apostolato, il problema non è solo quello di sapere, ma di proporre queste convinzioni in maniera persuasiva che, senza minimizzare l’ideale cristiano e accettando a volte di essere segno di contraddizione, si sforza anche di trovare il linguaggio migliore perché i nostri diversi contemporanei lo possano comprendere. Questo implica poter rispondere ai loro interrogativi, alle loro inquietudini, ma anche alle loro speranze.

2. Appartenendo a famiglie cristiane voi comprenderete inoltre il ruolo essenziale della grazia, senza la quale la moralità familiare cattolica abbandonerebbe gli uomini alle loro debolezze e al loro scoraggiamento. Come non augurarsi che la preghiera possa essere al cuore della vita familiare! Questo richiede convinzione e semplicità. L’educazione dei figli è un’occasione per riprendere insieme a loro la preghiera. Attraverso i sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia, l’amore e l’affetto acquistano la delicatezza e la profondità di doni di Dio. Beati coloro che hanno scoperto che il sacramento del matrimonio è una fonte inesauribile, capace d’irrigare tutta la vita del focolare domestico! Ne avevo lungamente parlato alle “Équipes Notre Dame”. A Roma voi avete dato ampi spazi alla preghiera e ai sacramenti.

3. L’insegnamento della Chiesa, con la grazia di Dio, deve essere vissuto concretamente, in tutti i campi. Noi conosciamo la vostra volontà di servire la famiglia a tutti i livelli. Voi considerate l’aspetto spirituale, le esigenze dell’educazione, le necessità economiche, l’impegno sociale e politico: tutto ciò che può sostenere la famiglia (cf. Familiaris Consortio, 44). Voi volete promuovere la famiglia ideale, ma non potete più ignorare le situazioni difficili che necessitano comprensione e un aiuto particolare da parte vostra (cf. Familiaris Consortio, 77-85). In breve, le azioni da sostenere o le iniziative da prendere sono così numerose e così complesse che le vostre associazioni familiari cattoliche devono tenere conto del principio di sussidiarietà, lasciando che le alte autorità responsabili facciano la loro parte ai loro rispettivi livelli. Collaborate con loro o preparate per loro uomini e donne competenti. Garantirete così, in modo sempre migliore, il vostro compito specifico di formazione e di ispirazione, in riferimento alla carta dei diritti della famiglia.

4. Questo vale particolarmente per quanto riguarda la cooperazione con tutte le altre forze della Chiesa o le iniziative cattoliche che si prendono cura della famiglia: Cler, “Équipes Notre Dame”, catechesi, azione cattolica, soprattutto, all’interno delle parrocchie. Certamente un unico movimento, da solo, non può farsi carico di tutti i compiti familiari.

È evidente che i vescovi sono i primi responsabili della pastorale familiare nelle diocesi (cf. Familiaris Consortio, 73). Pur rispettando il vostro impegno di laici, incaricati di iscrivere nel temporale l’ideale cristiano della famiglia, essi vi aiutano, come il Papa stesso vi aiuta, a prendere ispirazione, per la vostra azione, dagli orientamenti pastorali della Chiesa, e a situarla nell’insieme della missione della Chiesa. Avrete dunque a cuore di lavorare in stretto rapporto con i sacerdoti che si faranno carico d’essere i vostri consiglieri pastorali.

5. Proseguite nel vostro sforzo di apertura ai diversi ambienti sociali, alle famiglie più diverse, in modo che esse possano sentirsi prese in considerazione dalla vostra azione e toccate dalla vostra volontà di ascolto dei loro problemi e dalle vostre proposte. Bisogna che il lievito resti lievito, ma che sia anche inserito nella pasta.

Voi desiderate che questo fermento agisca, non solo rinnovando la mentalità delle persone, ma anche contrassegnando le strutture e le istituzioni della società civile: queste, in effetti, dovrebbero, aiutando le famiglie in difficoltà, favorire la famiglia stabile fondata sul matrimonio, il rispetto della vita, la preparazione all’amore, i compiti educativi, riconoscendo le responsabilità e la libertà dei genitori. E ancora, lavorate con le altre istituzioni neutrali o d’ispirazione cristiana per far progredire le riforme positive e il bene comune.

6. Noto il gran numero di bambini e di giovani che vi accompagnano e dico loro: se avete avuto la fortuna di crescere in una famiglia unita, generosa, traboccante di fede viva, e preoccupata di trasmettervela suscitando la vostra responsabilità di cristiani, questa è una grande grazia! Appoggiatevi su questa esperienza, entrate in un rapporto vivo con Gesù Cristo, preparate il vostro cuore all’amore vero attraverso il dono di voi stessi e alla padronanza dei vostri sensi, formate con i vostri compagni dei gruppi in cui esercitare la vostra testimonianza e il vostro senso del servizio. Senza riprendere tutto ciò che ho detto per voi a Parc des Princes e a Lourdes, formulo fervidi auguri per il vostro avvenire umano e cristiano, sicuro che, tra voi, un certo numero sarà chiamato a conoscere la gioia di un servizio esclusivo a Cristo e alla sua Chiesa.

Per tutti voi, giovani e genitori, io prego lo Spirito Santo perché vi dia la sua forza e la sua luce! Che egli vi protegga nella sua pace tra le prove della vita! Che dilati la vostra carità, rafforzi la vostra speranza! E di tutto cuore vi dono la mia Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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