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VISITA PASTORALE A FANO (FANO)

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE AUTORITÀ E AI CITTADINI
AL SUO ARRIVO NELLA CITTÀ DI FANO

Domenica, 12 agosto 1984

 

Signor vicepresidente del Consiglio dei ministri!
Signor sindaco!

1. Ringrazio vivamente per le cortesi espressioni con le quali, interpretando i sentimenti rispettivamente del presidente della Repubblica italiana e del Governo, e dei cittadini di Fano, hanno voluto così nobilmente porgermi il benvenuto in questa città illustre per le sue antiche memorie storiche, culturali e religiose, e per il suo costante sviluppo sociale ed economico. Il mio saluto e la mia gratitudine si estende parimenti a quanti sono presenti a questo incontro e si sentono legati a questa comunità da ragioni ecclesiali e culturali: le care popolazioni di Fossombrone, di Cagli e di Pergola.

Esprimo il mio grato animo al Consiglio comunale, alle personalità civili, militari e religiose della provincia e dell’intera regione marchigiana per questa calorosa accoglienza, ben degna della tradizionale ospitalità del popolo marchigiano.

2. Sono lieto di avere potuto accogliere l’invito, che mi è stato rivolto a visitare questa città così ricca di arte e di fede. Per averne una riprova, basterebbe solo evocare la magnifica e suggestiva struttura del palazzo della Ragione, che di questi valori è segno e sintesi mirabile; in esso, infatti, campeggia il trittico dei tre santi fondatori e ispiratori della comunità cristiana: san Paterniano, san Fortunato e sant’Orso. Tale insigne edificio, fondato nel 1299, ricorda anche come Fano abbia goduto nel Medioevo la prerogativa di libero comune. Mi auguro che il senso della libertà, per la quale i vostri antenati hanno lottato senza risparmio di fatiche e di sacrifici, sia sempre più sentito nelle vostre coscienze e vissuto in pienezza da ciascuno di voi, al di sopra e al di là di qualsiasi strumentalizzazione; sia espressione e tutela della dignità, della promozione e del riscatto di ogni uomo e di tutto l’uomo; sia affrancamento da ogni forma di ingiustizia, di prevaricazione e di discriminazione sociale, culturale e spirituale.

3. Ma questa mia visita a Fano, dove, oltre ai monumenti appartenenti all’antichità classica (come non ricordare l’imponente Arco di Augusto?), esistono numerosi edifici sacri che testimoniano fin dai remoti tempi la presenza operosa della Chiesa, vuole essere un incoraggiamento a tener sempre in onore lo spirito di quelle virtù civiche, morali e familiari, che hanno formato il patrimonio spirituale di questo popolo e di volerlo anzi accrescere, apportandovi il proprio contributo personale.

Questa circostanza così significativa sia uno stimolo a riflettere sulla necessità di custodire gelosamente questa preziosa eredità a voi lasciata dagli antenati, perché essa, oggi come già nel passato, costituisce la premessa indispensabile per una pacifica convivenza e per un ulteriore progresso civile e sociale.

Prego il Signore perché questa città, dove pulsa il cuore della laboriosa gente marchigiana, continui a vivere nella concordia degli spiriti e progredisca continuamente nella comune ricerca del giusto benessere e della sana prosperità, alla luce dei principi del Vangelo.

Con questi voti, che salgono dal mio cuore e che desidero lasciarvi come un ricordo e come una consegna di questo memorabile incontro, impartisco la benedizione apostolica, che estendo a tutti voi qui presenti e ai vostri cari, con particolare pensiero per i piccoli, gli anziani e i malati.

 

 © Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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