 |
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AD UNA RAPPRESENTANZA DEI RAGAZZI
DELL'AZIONE CATTOLICA
Venerdì, 21 dicembre 1984
Io vorrei ringraziarvi per questo incontro che non manca di ripetersi ogni anno
prima del Natale. È molto significativo, molto appropriato in questo momento
dell’anno liturgico prima del Natale. E l’Azione cattolica ragazzi, in tutte le
diocesi, viene a visitare il Papa e così facilita anche il Papa nel visitare i
bambini perché tramite voi è come se visitassi i vostri coetanei, i vostri
colleghi di tutte le diocesi, non solamente di quelle che qui rappresentate, ma
di tutte le diocesi italiane, tutti i bambini italiani, tutti i bambini
dell’Azione cattolica, ma non solamente loro. Io vi ringrazio anche per i doni
che avete portato, per le parole e per i voti espressi dai rappresentanti di
questa assemblea natalizia. Voglio dirvi ancora una parola di fondo. La mia
esperienza, l’esperienza della mia giovinezza, anzi della mia fanciullezza, mi
ha convinto che il Natale è una festa, una solennità naturalmente per tutta la
Chiesa e per tutte le generazioni, per i più vecchi, per i più piccoli; ma in un
certo senso più di tutto è una solennità in cui i più piccoli, i bambini, si
ritrovano, ritrovano il proprio posto nell’opera della salvezza. Ecco quello che
sta al centro di questa opera: Gesù Cristo si è fatto uomo, è diventato un
bambino, uno simile a tutti i bambini del mondo. Questo certamente, anche
secondo le mie esperienze personali, serve molto a ritrovare la propria
vocazione cristiana, così come ha detto la vostra amica nel suo discorsetto. È
importante ritrovare questa vocazione cristiana già nei primi anni della vita,
ai vostri anni. E lo si fa specialmente tramite il mistero della nascita di
Cristo, il mistero dell’incarnazione, un mistero così bello, così umano e sempre
così divino. Poi, tramite il mistero di una famiglia, la Sacra famiglia, che,
come ben sappiamo, viene celebrato subito dopo il Natale, la prima domenica dopo
Natale. La Sacra famiglia. Io auguro a voi e a tutti i bambini dell’Acr che è in
tutta Italia, di possedere questa gioia del Natale, gioia certamente anche
esterna, proveniente dai diversi doni, dalle diverse circostanze che la
solennità tradizionalmente porta con sé, ma soprattutto gioia interna,
soprannaturale, gioia che si infonde nei cuori giovanili, nei cuori dei
fanciulli, gioia che riempie questi giovani cuori con la presenza di Dio perché
Dio è presente, è con noi. È specialmente con voi, con i bambini; è per noi, è
specialmente per voi. Questa è la gioia più grande che può avere l’uomo. Non
esiste una gioia maggiore, non c’è assolutamente. Questa è la più grande di
tutte le gioie possibili. Io vi auguro questa gioia nel giorno di Natale e in
tutti i giorni della vostra fanciullezza e della vostra vita. Infine vi consegno
anche un augurio natalizio per le vostre famiglie, per i vostri genitori, per i
vostri fratelli, per tutti i vostri cari. E vi offro una benedizione con tutti
gli altri vescovi presenti.
©
Copyright 1984 - Libreria Editrice Vaticana
|