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DISCORSO  DI GIOVANNI PAOLO II
AI PADRI ROGAZIONISTI DI GROTTAFERRATA

Grottaferrata - Sabato, 29 dicembre 1984

 

Carissimi!

1. Sono molto lieto di trovarmi qui con voi, superiori e chierici Rogazionisti, in occasione delle feste natalizie: sono venuto per visitare il presepio da voi allestito, ma anche per avere la gioia di incontrarmi con voi e di poter pregare insieme a voi nella soave commemorazione della nascita del divin Redentore.

Saluto cordialmente il superiore generale e lo ringrazio per le parole rivoltemi; saluto ognuno di voi, cari giovani, che in questa casa di raccoglimento e di formazione attendete a prepararvi al sacerdozio e alla missione pastorale, seguendo la spiritualità e le direttive del vostro venerabile fondatore, il servo di Dio Annibale di Francia.

Vicino al presepio, e cioè al luogo della povertà e dell’umiltà in cui Gesù volle nascere, sembrano risaltare ancora maggiormente gli ideali, che stimolarono e illuminarono il vostro fondatore e che egli lasciò ai suoi figli e alle sue figlie spirituali.

2. Egli visse in un periodo non facile, ma non si spaventò mai né dei tempi né degli uomini e non si perse mai in vane chiacchiere. C’era molta gente che soffriva la povertà, la miseria, l’abbandono; molti orfani specialmente erano vittime della situazione precaria: e allora bisognava aiutare questi poveri, amarli, proteggerli, difenderli, come già facevano don Bosco, padre Ludovico da Casoria, don Orione, il Murialdo e molti altri. Con alcune leggi governative erano stati chiusi molti conventi e dispersi i religiosi (29 maggio 1855, 7 luglio 1866): e allora era necessario che fossero presenti molti sacerdoti, ben preparati e soprattutto totalmente consacrati all’annunzio del Vangelo e alla pratica della carità. Si potrebbe dire che l’accettazione della realtà umana e storica e la santificazione di essa formano gli elementi essenziali della spiritualità di Annibale di Francia, realizzati concretamente nell’esercizio costante e totale della carità e nella preghiera assidua per le vocazioni sacerdotali e religiose.

Ed è proprio questo il messaggio che ascoltiamo da Gesù Bambino: egli non è venuto per cambiare la storia e mutare la natura dell’uomo; egli è nato per insegnarci ad accettare la storia umana, perché in essa c’è un disegno di infinita sapienza e di perenne provvidenza, e ad amare ogni singolo uomo, per salvarlo. Egli è venuto per manifestare la verità che salva e per recare la grazia che santifica. Infatti “dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia” (Gv 1, 16).

3. Perseverate pertanto con entusiasmo e con impegno nell’opera della vostra formazione spirituale, culturale e sociale. La quantità di bene che domani potrete seminare dipende molto dalla generosità con cui saprete vivere questi anni di preparazione al vostro avvenire. Cercate di diventare religiosi santi e santificatori. Padre Annibale di Francia non era tanto preoccupato per il numero delle vocazioni, quanto per la qualità; egli voleva far capire che l’essere sacerdoti ed esercitare il sacerdozio non è un “mestiere”, bensì una vocazione divina, che bisogna prima chiedere con insistenza con la preghiera e poi realizzare con una donazione totale e generosa.

Accogliete e custodite con gioia e serietà il carisma di Rogazionisti, pregando per le vocazioni, promuovendole nel servizio dei giovani bisognosi e dei poveri. Non dite mai di no, imitandolo nella sua spiritualità eucaristica e nella sua eroica carità, tenendo sempre presente la grande esortazione di Cristo: “La messe è molta, gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe, affinché mandi operai nella messe” (Mt 9, 28).

Si legge nella biografia del vostro fondatore che egli si sentì sempre profondamente lieto di portare il nome di Maria antecedente a quello di Annibale, scorgendo in questo una particolare appartenenza fin dal Battesimo a Maria santissima. Siate felici anche voi di amare e di pregare Maria, nostra Madre, per la perseveranza nella vocazione e per la vostra futura vita pastorale: sia tutta consacrata agli ideali che Cristo ha annunziato da Betlemme al Calvario. È questo servizio più grande che potete recare ai vostri fratelli.

Augurando di cuore ogni bene per il nuovo anno a voi qui presenti, a tutti i membri della congregazione dei Rogazionisti e anche a tutte le Figlie del Divino zelo, vi imparto con affetto la mia benedizione.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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