Carissimi!
1. Sono molto lieto di trovarmi qui con voi, superiori e chierici Rogazionisti, in occasione delle feste natalizie: sono venuto per visitare il
presepio da voi allestito, ma anche per avere la gioia di incontrarmi con voi e
di poter pregare insieme a voi nella soave commemorazione della nascita del
divin Redentore.
Saluto cordialmente il superiore generale e lo ringrazio per le
parole rivoltemi; saluto ognuno di voi, cari giovani, che in questa casa di
raccoglimento e di formazione attendete a prepararvi al sacerdozio e alla
missione pastorale, seguendo la spiritualità e le direttive del vostro
venerabile fondatore, il servo di Dio Annibale di Francia.
Vicino al presepio, e
cioè al luogo della povertà e dell’umiltà in cui Gesù volle nascere, sembrano
risaltare ancora maggiormente gli ideali, che stimolarono e illuminarono il
vostro fondatore e che egli lasciò ai suoi figli e alle sue figlie spirituali.
2. Egli visse in un periodo non facile, ma non si spaventò mai né dei tempi né
degli uomini e non si perse mai in vane chiacchiere. C’era molta gente che
soffriva la povertà, la miseria, l’abbandono; molti orfani specialmente erano
vittime della situazione precaria: e allora bisognava aiutare questi poveri,
amarli, proteggerli, difenderli, come già facevano don Bosco, padre Ludovico da Casoria, don Orione, il Murialdo e molti altri. Con alcune leggi governative
erano stati chiusi molti conventi e dispersi i religiosi (29 maggio 1855, 7
luglio 1866): e allora era necessario che fossero presenti molti sacerdoti, ben
preparati e soprattutto totalmente consacrati all’annunzio del Vangelo e alla
pratica della carità. Si potrebbe dire che l’accettazione della realtà umana e
storica e la santificazione di essa formano gli elementi essenziali della
spiritualità di Annibale di Francia, realizzati concretamente nell’esercizio
costante e totale della carità e nella preghiera assidua per le vocazioni
sacerdotali e religiose.
Ed è proprio questo il messaggio che ascoltiamo da Gesù
Bambino: egli non è venuto per cambiare la storia e mutare la natura dell’uomo;
egli è nato per insegnarci ad accettare la storia umana, perché in essa c’è un
disegno di infinita sapienza e di perenne provvidenza, e ad amare ogni singolo
uomo, per salvarlo. Egli è venuto per manifestare la verità che salva e per
recare la grazia che santifica. Infatti “dalla sua pienezza noi tutti abbiamo
ricevuto grazia su grazia” (Gv 1, 16).
3. Perseverate pertanto con entusiasmo e
con impegno nell’opera della vostra formazione spirituale, culturale e sociale.
La quantità di bene che domani potrete seminare dipende molto dalla generosità
con cui saprete vivere questi anni di preparazione al vostro avvenire. Cercate
di diventare religiosi santi e santificatori. Padre Annibale di Francia non era
tanto preoccupato per il numero delle vocazioni, quanto per la qualità; egli
voleva far capire che l’essere sacerdoti ed esercitare il sacerdozio non è un
“mestiere”, bensì una vocazione divina, che bisogna prima chiedere con
insistenza con la preghiera e poi realizzare con una donazione totale e
generosa.
Accogliete e custodite con gioia e serietà il carisma di Rogazionisti,
pregando per le vocazioni, promuovendole nel servizio dei giovani bisognosi e
dei poveri. Non dite mai di no, imitandolo nella sua spiritualità eucaristica e
nella sua eroica carità, tenendo sempre presente la grande esortazione di
Cristo: “La messe è molta, gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone
della messe, affinché mandi operai nella messe” (Mt 9, 28).
Si legge nella
biografia del vostro fondatore che egli si sentì sempre profondamente lieto di
portare il nome di Maria antecedente a quello di Annibale, scorgendo in questo
una particolare appartenenza fin dal Battesimo a Maria santissima. Siate felici
anche voi di amare e di pregare Maria, nostra Madre, per la perseveranza nella
vocazione e per la vostra futura vita pastorale: sia tutta consacrata agli
ideali che Cristo ha annunziato da Betlemme al Calvario. È questo servizio più
grande che potete recare ai vostri fratelli.
Augurando di cuore ogni bene per il
nuovo anno a voi qui presenti, a tutti i membri della congregazione dei Rogazionisti e anche a tutte le Figlie del Divino zelo, vi imparto con affetto
la mia benedizione.
©
Copyright 1984 - Libreria Editrice Vaticana