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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL CAPITOLO GENERALE
DEI CHIERICI REGOLARI MARIANI

Venerdì, 6 luglio 1984

 

Fratelli carissimi,

di questa opportunità di salutarvi di persona, che tre anni fa purtroppo mi sono lasciato sfuggire, approfitto oggi tanto più volentieri, ricevendo qui voi, fratelli e partecipanti al capitolo generale della congregazione dei Chierici regolari mariani, che prendete il nome dall’Immacolata Concezione.

Mi sono molto cari quei numerosi segni di affetto e di fedeltà verso il Vicario di Cristo e la testimonianza di unità con la Sede di Pietro e con tutta la Chiesa che con la recente lettera del superiore generale è stata resa in modo così evidente e viene dimostrata dal vostro presente consenso e manifesto impegno, e allora era stata manifestata in modo così chiaro dalle vostre preghiere per la mia guarigione e la mia salute.

Voi, seguendo la guida della madre Chiesa, avete già intensamente lavorato per rinnovare e ritessere le leggi costitutive della vostra vita e per perfezionare e approvare la loro stesura definitiva. Poiché ben conosco già da tempo il vostro impegno di apostolato e di responsabilità nella Chiesa, sono sicuro che la vostra operosità ha già dato i frutti desiderati. Naturalmente ora resta di tradurre quegli scritti nella vita pratica, nella solida operosità sia della vita religiosa sia dell’attività missionaria, dovunque nel mondo sono le vostre case.

A tutti sono note le durissime prove che la vostra congregazione ha incontrato nel corso dei tre secoli precedenti, da quando il padre Stanislao Papczynski l’ha fondata con provvida decisione nella mia patria. E come la vostra famiglia ha potuto finora superare le difficoltà e sempre rinascere tra le più gravi contraddizioni, così io certamente desidero, anzi mi auguro, che, esaminate a fondo e perfezionate le leggi e i motivi della vostra istituzione, fiorisca tra voi un nuovo ardore.

Desidero oggi suscitare tale ardore; desidero confermare i vostri animi nell’opera di rinnovamento; desidero con voce ed esortazione fraterna aiutarvi a continuare a suscitare le vocazioni, a rimanere fedeli ai propositi dei vostri padri legislatori, a raccogliere le forze per dare una nuova prosperità alla vostra famiglia nei prossimi anni, quanto grande lo stesso Dio misericordioso la vorrà rendere. Accogliete dunque queste parole d’auguri e questi voti; ricevete del pari l’apostolica benedizione che vi accompagni come testimonianza della mia grande benevolenza nei confronti della vostra famiglia religiosa e pegno delle grazie celesti.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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