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VISITA PASTORALE IN SVIZZERA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI FEDELI PRESENTI NELLA CATTEDRALE DI SION

Cattedrale di Sion - Domenica, 17 giugno 1984

 

Cari fratelli e sorelle.

1. Tutti noi abbiamo molti motivi per rendere grazie a Dio. Questa chiesa-cattedrale, nel cuore della città di Sion, e di questa diocesi, che è la più antica di tutta la Svizzera è, come tutte le cattedrali, il simbolo della “casa spirituale”, fatta di pietre vive (cf. 1 Pt 2, 5), disposte attorno alla pietra angolare che è Cristo, cementate, in qualche modo, dallo Spirito Santo, per “formare un sacerdozio santo” in cui ciascun membro di Cristo occupa il suo posto, secondo la propria vocazione, al fine di contribuire all’edificazione della Chiesa nel suo insieme, attorno al vescovo, che presiede la comunità diocesana in nome e in luogo di Cristo.

Io incoraggio i membri del capitolo nel loro servizio a questa chiesa e nei compiti che il loro vescovo affida a ciascuno. Incoraggio i sacerdoti di Sion a formare un presbiterio unito, a sostenersi fraternamente, nella preghiera e nella riflessione comune, per rispondere sempre meglio ai problemi spirituali dei loro fedeli. Incoraggio le religiose a portare, nell’ufficio di lode o nelle diverse forme di apostolato, il dinamismo che esse traggono dalla loro consacrazione a Cristo e il loro talento di donne. Incoraggio tutti coloro che partecipano ai diversi servizi della Chiesa: animazione della preghiera, catechesi, organizzazione delle attività di carità, e voglio nominare in particolare la liturgia, vedendo i cantori e i cori di questa mattina, che ringrazio vivamente.

Ponete gran cura nel preparare decorose liturgie, in cui il popolo partecipi attivamente, secondo le norme e gli orientamenti della Chiesa di oggi, e tali da favorire, per la loro bellezza, il raccoglimento e il fervore, l’entrata nel mistero di Cristo.

2. Questa cattedrale non è che il simbolo del raccoglimento di tutta la Chiesa locale di Sion. Essa è per questo quartiere, per questa città, la casa di Dio. Io auspico che gli abitanti di questa città, pur pregando nelle loro case e durante le loro occupazioni, comprendano sempre più quanto sia bene per loro venire a pregare qui, insieme o personalmente, in un clima che permette loro di elevare i pensieri, di approfondire la meditazione, di allargare il cuore. Incoraggiamo questa preghiera mediante l’esempio e l’esortazione. Molte persone ne sono capaci e ne hanno anche desiderio; alcuni attendono che si insegni loro a pregare. Questo è il luogo privilegiato per l’Eucaristia e per il sacramento della Riconciliazione. Ma, in ogni momento, la presenza del santo sacramento al posto d’onore è un costante richiamo all’Eucaristia celebrata e permette di entrare nella preghiera di Cristo, con uno spirito di adorazione e di oblazione, la cui importanza tengo a ribadire.

3. L’antica cattedrale di Sion è stata dedicata a nostra Signora. So che questo patronato mariano della chiesa-madre della diocesi corrisponde a una devozione fedele verso la Madre di Dio in tutta la vostra diocesi.

Il vostro vescovo di prima, monsignor Nestor Adam, l’aveva solennemente consacrata a Maria all’inizio del suo episcopato. Il suo successore, il vostro attuale pastore, ha rinnovato questo atto, e la sua prima lettera pastorale era dedicata al cantico del “Magnificat”. Egli aveva allora espresso il seguente desiderio: “Come un reciproco richiamo alla vigilia di santificare il giorno del Signore, come segno sensibile e rinnovato di unità, e in onore a nostra Signora che ci conduce a Gesù, io vi invito tutti a recitare il "Magnificat" almeno una volta la settimana, il sabato sera”.

Fratelli e sorelle, mi rallegro per la vostra pietà mariana e ne gioisco con voi. Sono sicuro che essa prevede in particolare il rosario. Con voi, ora, io prego la santissima Vergine Maria di conservarci fedeli discepoli di Cristo, riprendendo il suo cantico di rendimento di grazie.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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