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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI GIORNALISTI CATTOLICI DEL BELGIO

Giovedì, 28 giugno 1984

 

Signor presidente,
signore e signori.

La lunga fedeltà e il generoso sostegno che la vostra Associazione dei giornalisti cattolici del Belgio ha manifestato ai miei venerati predecessori e continua a testimoniare all’attuale successore di Pietro, sono per me fonte di grande conforto. Se il Papa deve compiere la sua particolare missione di sollecitudine verso tutte le Chiese che sono in comunione con la Sede di Roma, sa anche che può contare sul sostegno del popolo cristiano. Per parte vostra, voi illustrate questa solidarietà ecclesiale che l’apostolo Paolo raccomandava calorosamente ai cristiani di Corinto (cf. 2 Cor  8).

Mi felicito con voi e vi ringrazio per la somma che avete avuto la delicatezza di farmi avere qui a Roma. Il vostro intervento è altamente simbolico ed è un bell’esempio per i responsabili dei pellegrinaggi diocesani o parrocchiali che si impegnano a condurre i figli della Chiesa alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, in vista di un ritorno alle origini della loro fede, della loro carità, della loro speranza.

La prego, signor presidente, di esprimere la mia riconoscenza, nel modo che giudicherà adatto, a tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta di queste “Strenne pontificie”: i numerosi lettori dei vostri giornali cattolici e tutti gli amici della vostra Associazione. Non c’è bisogno di aggiungere per questi benefattori intelligenti che i facili cliché sulle ricchezze del Vaticano sono oggettivamente superati e che è venuto il momento in cui potrebbe essere messo a punto, per quanto riguarda le risorse materiali, un’articolazione ancora più efficace tra i servizi romani della Chiesa universale e le Chiese locali.

Siate comunque certi che tutti i doni, più importanti o più modesti, permettono a chi presiede alla carità di tutte le Chiese di assicurare il buon funzionamento dei servizi centrali della Chiesa e di soccorrere, nel nome di Cristo, le popolazioni dei Paesi oppressi dalla miseria. A loro nome, vi esprimo la più profonda gratitudine. Che Dio stesso vi benedica abbondantemente e vi faccia la grazia di comunicare ai vostri fratelli la passione evangelica della condivisione.

Volentieri rivolgo anche in fiammingo una parola di ringraziamento cordiale a tutti i membri dell’Associazione dei giornalisti cattolici e dell’Unione dei giornalisti cattolici del Belgio, come pure a tutti i collaboratori e ai lettori dei giornali cattolici per i generosi contributi alla colletta “Strenne pontificie” che è espressione di fedeltà e di affezione sincera per la Chiesa e per il Vicario di Cristo. Di cuore invoco la grazia e la benedizione di Dio su di voi e con gioia speciale questa volta dico: arrivederci l’anno prossimo in Belgio.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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