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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AGLI STUDENTI DELLA DIOCESI DI AVERSA

Aula Paolo VI - Giovedì, 29 marzo 1984

 

1. Desidero innanzitutto porgervi il mio più cordiale benvenuto, carissimi studenti della diocesi di Aversa. Mentre ogni anno eravate soliti celebrare nelle vostre scuole l’incontro pasquale con il vescovo, quest’anno avete accolto con entusiasmo il suo invito di venire a Roma per vivere con maggiore intensità la grazia eccezionale del Giubileo e insieme incontrarvi con il Papa, nel centro della cristianità, in comunione con la Chiesa universale.

Ed eccovi qui, numerosi, lieti e coscienti dell’importanza di questo momento; è un’esperienza da cui intendete trarre motivi di più forte impegno religioso e di testimonianza cristiana più autentica.

Sono contento di vedervi qui. Saluto in modo particolare il vostro vescovo, monsignor Giovanni Gazza, i sacerdoti e i numerosi seminaristi; saluto i presidi, gli insegnanti che hanno reso possibile questa iniziativa; esprimo il mio benvenuto ai vostri familiari e a quanti si dedicano con amore alla vostra educazione. Grazie per aver accolto l’invito rivoltovi.

Grazie per essere venuti qui! Sapete quanta fiducia ho in voi! Tante volte mi avete sentito proclamare la mia speranza nei giovani. Sì, ve lo confermo: io credo nei giovani, io credo in voi, ho fiducia nella vostra freschezza, nella vostra generosità, nella vostra ansia di bene. Voi, avvenire del mondo, siete anche l’avvenire della Chiesa, siete la speranza di tutti noi! Leggo nei vostri occhi l’ardore di chi nutre grandi ideali, vi vedo attenti e decisi a costruire un domani migliore.

2. Io credo in voi perché credo in quel Gesù Cristo che ha fiducia nell’uomo, che non esita ad affidargli il tesoro della creazione, che lo chiama a collaborare alla sua opera. Io credo in voi perché vi vedo aperti alla voce di Dio, perché avete riaffermato che la vostra coscienza è spalancata per Cristo. Per questo ho fiducia in voi: perché dove è presente Cristo c’è generosità, c’è capacità di sacrificio, c’è perseveranza nel bene, c’è attenzione al prossimo, c’è concreta dedizione, anche fino ai limiti dell’eroismo. E so bene che tutto questo voi lo sentite intensamente non solo perché fa parte della vostra giovinezza ma anche perché è profondamente radicato nella vostra terra e nelle tradizioni della vostra cultura.

Ma so inoltre che vivete con grande sensibilità gli enormi problemi che attanagliano la nostra società. Il contesto socio-culturale in cui conducete la vostra vita pone, come altrove, gli stessi inquietanti interrogativi: perché l’ingiustizia? perché la violenza? perché la società non è in grado di assicurare a tutti un posto di lavoro? che cosa ci riserva il domani? è possibile non essere sopraffatti dalla delinquenza che ci minaccia in tanti modi?

3. Voi per primi non volete che questi interrogativi rimangano senza risposta. Voi sentite una irrefrenabile volontà di non arrendervi, di non restare inattivi, di operare per cambiare qualche cosa. Sappiate allora che in questi vostri sforzi non siete soli. Attenti come siete alla voce della Chiesa, avrete certamente colto nei miei interventi e messaggi la preoccupazione vivissima per le insidie che minacciano l’uomo e che gli impediscono di condurre la sua esistenza in maniera “umana”.

Come il Papa, così il vescovo, i sacerdoti, i vostri insegnanti sono al vostro fianco e non chiedono altro che di sostenervi e guidarvi. Abbiate la forza di ascoltarli e di seguirli. Non lasciatevi prendere dalla tentazione di rispondere alla violenza con altra violenza. La nostra condizione di cristiani non lo consente. Alla cultura della violenza e dell’odio opponete quella dell’amore e della pace. La trasformazione, il vero rinnovamento sarà frutto soltanto di una coscienza nuova, capace di superare l’individualismo, la divisione o la ricorrente indifferenza. Sentitevi impegnati in prima persona a edificare una realtà di Chiesa locale che rifiuta la sopraffazione e l’ingiustizia nel nome dell’unico Signore e, con la forza che viene dallo Spirito, contrappone alla violenza e all’illegittimità il servizio, la corresponsabilità, la vera carità. Una tale società deve saper unificare tutte le forze vive - quelle religiose, quelle della famiglia, quelle delle diverse componenti sociali - per valorizzare e potenziare quanto ognuno è in grado di dare, nel rispetto e nella promozione vicendevole.

Sarà possibile tutto questo? Non resterà un bel sogno?

Carissimi giovani, noi vogliamo credere fortemente che è possibile edificare una società diversa, più umana e quindi più cristiana.

Ma è impegno arduo, cammino difficile. Richiede un’applicazione assidua e tenace, che non consente dispersione di energie. È nel nome di Cristo e del suo messaggio di amore e di giustizia che dovete vincere l’illusoria tentazione della conquista facile, del successo a tutti i costi, del benessere elevato a valore primario.

4. Permettete che vi richiami alcune urgenze.

Anzitutto, vi chiedo di vivere con molta serietà l’impegno scolastico, che già vi occupa quotidianamente per diverse ore. La scuola, voi lo sapete, ha un’importanza grande. Sviluppando le facoltà intellettuali e la capacità di giudizio, vi pone direttamente a contatto con il grande patrimonio delle passate generazioni e si rivela, così, un continuo stimolo al confronto e alla ricerca. Sappiate essere “saggi”, sappiate cioè acquistare la vera sapienza, per approfittare pienamente di questo periodo tanto bello. È dalla maniera con cui oggi vivete questa stagione culturale e spirituale che dipenderà, in gran parte, il vostro avvenire.

Con l’applicazione fedele al dovere scolastico, vi raccomando di saper coltivare attentamente quei valori che appaiono ogni giorno più preziosi e che costituiscono anche il tesoro delle vostre tradizioni umane e religiose. Penso all’amicizia, alla solidarietà, al rispetto della dignità della persona, all’attaccamento alla famiglia, all’onestà, alla fedeltà al proprio dovere, alla capacità di collaborazione, alla ricerca di una valida professionalità. Sono conquiste faticose, frutto di un lavoro graduale e costante, che vi permetteranno di superare i ristretti orizzonti del materialismo dilagante, dell’autoaffermazione, dell’egocentrismo, di quella permissività che non soddisfa, non fa crescere e non matura.

Ma, al di là di tutto, anzi all’origine di tutto, noi siamo coscienti che va posta una solida vita spirituale. Ogni programma, ogni incontro, ogni iniziativa sarà tanto più valida ed efficace quanto più sarà radicata in un profondo e autentico clima religioso.

Vivete con entusiasmo e con forza la vostra fede. Attraverso il Battesimo che avete ricevuto, voi siete persone rigenerate, come ci insegna san Paolo. Siate veramente aperti a Dio, seguite Gesù Cristo, nutritevi costantemente della sua parola e dei suoi sacramenti. In tal modo, farete della vostra giovinezza e di tutta la vostra vita una lieta avventura, un cammino di fede, ispiratore di opere sante, in comunione con Dio e i fratelli, un annuncio coraggioso dei valori dell’uomo e del Vangelo.

Con questi sentimenti, benedico di cuore voi, la vostra diocesi, i vostri insegnanti e tutti i vostri familiari.

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

 

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