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VIAGGIO
APOSTOLICO IN COREA, PAPUA NUOVA GUINEA,
DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
Cattedrale dell'Immacolata Concezione - Seoul
Siamo riuniti questa mattina, qui in questa cattedrale dell’Immacolata Concezione che è, si può dire, la madre di tutte le chiese di questo Paese, per rinnovare una volta ancora l’antica preghiera dei fedeli di tutto il mondo, una preghiera molto cara ai cristiani di Corea fin dalle origini: “Sotto la tua protezione ci rifugiamo, o Madre di Dio”. Quando nel 1837 il vescovo Imbert ottenne la grazia di poter finalmente dare a questa terra una festa di Maria, chiese alla Santa Sede di avere come patrona del Paese Maria con l’appellativo di Immacolata Concezione. Questo desiderio fu soddisfatto più tardi dal suo successore, il vescovo Ferréol che, nel 1846, in mezzo all’infuriare di una violenta persecuzione, segretamente consacrò la popolazione e la Chiesa di questa terra alla beata Madre, come compatrona con san Giuseppe, nel piccolo villaggio di Surich’igol, presso Kwangju. E non appena la Chiesa ottenne la libertà di culto, si costruì qui a Chong’hyon questa cattedrale, come simbolo visibile della fede cattolica in questa terra, santificata dal sangue dei martiri, e solennemente dedicata dal vescovo Mutel, il 29 maggio 1898, all’Immacolata Concezione. Sono anche molti gli eventi importanti, nel destino del popolo coreano, che coincidono con le feste di Maria, dei quali il più recente è la liberazione avvenuta il 15 agosto 1945. E così oggi, in questo bellissimo mese di Maria, in questo giorno fausto più di ogni altro dell’intera storia della Chiesa in Corea, nel quale i suoi migliori figli e figlie stanno per essere elevati agli onori degli altari, io, Giovanni Paolo II, affido di nuovo l’intero popolo e la Chiesa di questa terra all’amorosa protezione della beatissima Madre, Madre di Gesù e Madre di tutti noi.
Madre
di tutti gli uomini e di tutti i popoli,
Tu hai
generato Gesù,
O Madre di misericordia,
Proteggici contro la tentazione
Sii con noi! O Madre di Cristo, conforta e dà forza a tutti coloro che soffrono: i poveri, quanti sono soli, i malati, i non amati, gli oppressi, i dimenticati.
Benedici noi!
© Copyright 1984 - Libreria Editrice Vaticana
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