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VIAGGIO APOSTOLICO IN COREA, PAPUA NUOVA GUINEA,
ISOLE SALOMONE E THAILANDIA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI CAPI SPIRITUALI
DELLE COMUNIT
À RELIGIOSE NON CRISTIANE

Cappella della Nunziatura di Seoul (Corea)
Domenica, 6 maggio 1984

 

Cari fratelli,

nel prepararmi a venire in Corea, non vedevo l’ora di incontrarmi con voi, capi spirituali in questa venerabile terra.

Voi sapete che il principale motivo della mia visita è la responsabilità che mi è stata affidata di guidare e confermare la fede dei seguaci di Gesù Cristo che sono membri della Chiesa cattolica. Ma volevo anche esprimere a voi la mia profonda stima per i millenni di preziosa eredità culturale e le mirabili tradizioni di cui voi siete i custodi e i testimoni viventi. Vi ringrazio perché me ne offrite oggi l’occasione con la vostra presenza.

1. La Chiesa cattolica cerca di entrare in dialogo fraterno con tutte le grandi religioni che hanno guidato l’umanità attraverso la storia. Questo continueremo a fare, in modo che la nostra reciproca comprensione e collaborazione possa crescere, e i valori spirituali e morali che sosteniamo continuino ad offrire saggezza e forza interiore agli uomini e alle donne del nostro tempo.

Infatti, le religioni hanno oggi più che mai un ruolo vitale da svolgere in una società in rapida evoluzione qual è quella coreana. In un certo senso, proprio come l’individuo deve trovare il proprio vero “io” trascendendo se stesso e deve sforzarsi di raggiungere l’armonia con l’universo e con gli altri, così pure una società, una cultura, la comunità umana devono cercare di alimentare i valori spirituali che sono la sua anima. E questo imperativo è tanto più urgente, quanto più profondi sono i mutamenti cui e soggetta la vita odierna.

2. A questo proposito, il mondo guarda alla Corea con particolare interesse. Il popolo coreano, infatti, lungo la storia ha cercato, nelle grandi ispirazioni etiche e religiose del Buddhismo e del Confucianesimo, la via al rinnovamento dell’individuo e al consolidamento dell’intero popolo in santità e nobiltà di aspirazioni. Il profondo rispetto per la vita e la natura, la ricerca della verità e dell’armonia, il rinnegamento di sé e la compassione, l’incessante sforzo di trascendere: queste sono alcune delle nobili caratteristiche della vostra tradizione spirituale che ha guidato, e continua a guidare, la nazione e il popolo al porto della pace pur attraverso periodi turbolenti.

La nostra diversità di credenze religiose ed etiche è per tutti noi un invito a coltivare un genuino fraterno dialogo e a tenere in speciale considerazione ciò che gli esseri umani hanno in comune e ciò che favorisce tra loro la convivenza (cf. Nostra Aetate, 1). Un tale concorde sforzo creerà certamente un clima di pace nel quale possono fiorire la giustizia e la compassione.

3. Noi cattolici abbiamo appena celebrato l’Anno Giubilare della Redenzione. In questo periodo di grazia abbiamo cercato di vivere il dono della riconciliazione che ci è stato fatto in Cristo e ci siamo sforzati di riconciliare noi stessi con Dio e con i nostri simili. Non sarebbe in verità una buona cosa se anche tra credenti di differenti tradizioni, e tra le religioni stesse, un analogo incontro di menti e di cuori potesse realizzarsi con il concorso della nostra buona volontà comune e l’adempimento del nostro dovere di servire il vero bene della famiglia umana?

Quando la Chiesa cattolica proclama Gesù Cristo ed entra in dialogo con credenti di altre religioni, essa lo fa per dare testimonianza del suo amore per tutti gli uomini di tutti i tempi, un amore che fu manifestato sulla croce per la riconciliazione e la salvezza del mondo. È in questo spirito che la Chiesa cerca di promuovere una più profonda comunanza con tutti i popoli e con tutte le religioni.

4. Mi sia concesso rivolgere un saluto particolare ai membri della tradizione buddhista mentre si preparano a celebrare la festività della nascita del Buddha Signore. Possa la loro esultanza essere totale e la loro gioia completa.

Rinnovo a voi i miei sinceri sentimenti di stima e di benevolenza. Che noi tutti possiamo essere illuminati per il saggio adempimento delle gravi responsabilità che ci incombono. Grazie.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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