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VIAGGIO APOSTOLICO IN COREA, PAPUA NUOVA GUINEA,
ISOLE SALOMONE E THAILANDIA

RADIOMESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
INVIATO AL POPOLO DEL VIETNAM DURANTE
IL TRASFERIMENTO AEREO DA PORT MORESBY A BANGKOK

Giovedì, 10 maggio 1984

 

Ai cari fratelli e sorelle del Vietnam.

Di ritorno dalla mia visita pastorale in Corea, in Papuasia Nuova Guinea e nelle isole Salomone, mi trovo in prossimità del Vietnam. E desidero vivamente inviare un saluto a tutto il popolo di questo Paese che amo, manifestargli la mia simpatia e i miei sentimenti di pace, i miei incoraggiamenti e i miei voti cordiali.

Ogni essere umano, ogni popolo, con la propria cultura, ha il suo posto nello sguardo benevolo della Chiesa cattolica universale e nel cuore di colui che ne è il Pastore. Questo è il Vangelo d’amore ricevuto da Gesù Cristo: esso abbraccia tutte le nazioni in uno spirito di servizio, portando loro una parola di salvezza e un aiuto fraterno. Per quanto riguarda il Vietnam in particolare, tutti conoscono e apprezzano il coraggio nel lavoro, la tenacia nelle difficoltà, il senso della famiglia e le altre virtù naturali di cui sapete dar prova. In questo Paese che ha crudelmente sofferto delle dolorose vicissitudini della guerra, voi avete dovuto lavorare molto per la ricostruzione del Paese, avete dispiegato grandi sforzi per affrontare i diversi problemi della scuola, della sanità... La Chiesa porta un vivo interesse a questi sforzi solidali, li incoraggia e auspica che attraverso di essi si giunga a dare a ogni uomo, non solo il pane e l’istruzione, ma la possibilità di realizzarsi liberamente con il meglio di sé, comprese le sue aspirazioni religiose, e in un clima di pace con gli altri popoli che cercano, come il Vietnam, di vivere in tranquillità e dignità.

È quello che certamente desiderano i numerosi vietnamiti che, in mezzo a voi, condividono la fede cristiana. A voi, cari fratelli e sorelle cattolici, mi rivolgo ora. Fin dagli inizi dell’evangelizzazione voi formate delle comunità vive, ricche della fede di tutta la Chiesa, bene assimilata secondo il genio della vostra cultura vietnamita, ardenti nella preghiera, generosi in una carità aperta a tutti. A voi vescovi, e a voi sacerdoti, a voi religiosi e religiose, ai padri e alle madri di famiglia, ai bambini, ai giovani e ai vecchi, a quelli soprattutto che sono nella prova della malattia o in altre condizioni di vita penose, voglio esprimere, in particolare, il mio affetto. Ogni giorno, per l’intercessione della santissima vergine Maria, vi raccomando al Signore perché egli continui a darvi, con il coraggio della fede, la speranza e la pace. La vostra coesione con i vostri vescovi non venga mai meno, nell’adesione a Gesù Cristo e alla sua Chiesa! E prego perché abbiate sempre le possibilità concrete di professare e di vivere la vostra fede. La garanzia di queste possibilità fa onore a un Paese, manifesta la sua preoccupazione di giustizia e favorisce la realizzazione dei valori spirituali, così necessari al suo sviluppo.

La Chiesa tutta ha i suoi occhi fissi su di voi. In lei voi occupate un posto di privilegio. Essa è fiera di voi, conoscendo la fede cristiana che nutrite in cuore, unita all’amore leale per la vostra nazione. Essa vi incoraggia a costruire con tutti i vostri compatrioti un avvenire migliore per tutti. E incoraggia volentieri le opere cattoliche o gli organismi internazionali a fornirvi un aiuto disinteressato. Sono lieto di poter oggi darvene l’assicurazione a viva voce, e di trasmettervi di tutto cuore la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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