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VIAGGIO
APOSTOLICO IN COREA, PAPUA NUOVA GUINEA, ISOLE SALOMONE E THAILANDIA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI VESCOVI THAILANDESI
Ospedale San Luigi - Bangkok
(Thailandia) Venerdì, 11
maggio 1984
Cari fratelli nel nostro Signore Gesù Cristo.
1. Il mio cuore è pieno di
gratitudine in quest’ora di unità collegiale. Sono grato a Dio e Padre del
nostro Signore Gesù Cristo che mi ha dato la possibilità di fare questa visita
pastorale in Thailandia e di proclamare il mistero pasquale in mezzo a voi. E
sono grato a voi, venerati e cari fratelli, per aver desiderato la mia presenza
in mezzo a voi e per avermi accolto con così cordiale e fraterno amore.
Per la
forza della morte e risurrezione di Cristo, noi sperimentiamo in un modo
speciale l’unità della Chiesa, e in questa unità ecclesiale viviamo la vita di
Cristo. Sì, Gesù Cristo, il Figlio di Dio è il Redentore dell’umanità, è con noi
e in noi. Mentre celebriamo in lui la nostra unità, si manifesta in noi il
mistero della sua vita risorta. Gesù Cristo è vivo nella sua Chiesa, e la sua
Chiesa è viva in lui. Come pastori del gregge, noi siamo radunati per celebrare
questo mistero della presenza vivente di Cristo nella sua Chiesa.
Sono venuto in Thailandia proprio per rendere omaggio a Cristo che vive nel vostro popolo,
a
Cristo che nel vostro popolo si è fatto egli stesso tailandese.
2. Le comunità
cristiane che siamo chiamati a servire, cari fratelli vescovi, sono le comunità
che vivono la vita di Cristo in tutte le sue dimensioni. Nel vostro popolo
Cristo continua la sua vita di preghiera. Nei membri del suo corpo che è la
Chiesa, egli adora il Padre, gli rende grazie, e offre espiazioni e suppliche
per il mondo.
Il mistero della sofferenza redentrice di Cristo si rinnova nella
comunità alla quale voi offrite giorno per giorno il vostro ministero.
Attraverso l’umanità sofferente, Cristo porta a compimento la misura di
sofferenza a lui assegnata (cf. Col 1, 24).
Nella comunità dei fedeli il Cristo
risorto opera incessantemente per la salvezza del mondo. Nel suo zelo egli offre
se stesso al Padre per la conversione dei peccatori. Egli esercita il suo potere
di perdonare i peccati, tocca le coscienze, risana i cuori. Rimane in mezzo alla
comunità come il servo sofferente del Signore e dell’umanità, invitando ciascuno
a imitare le sue disposizioni di umiltà e di mansuetudine.
Nella Chiesa, Cristo
continua a proclamare il Vangelo del regno di Dio. Egli stesso catechizza. Egli
stesso rivela il Padre suo e lo Spirito Santo. Anzi, la vita stessa della
Santissima Trinità si attua nella Chiesa. Attraverso i suoi membri, operando
profondamente nei suoi membri, Gesù ama il Padre suo fino al punto di dire in
tutta verità: “Io amo il Padre” (Gv 14, 3). E il Padre, amando la Chiesa,
realizza le parole stesse di Cristo: “Il Padre mi ama” (Gv 10,
17).
Cari fratelli: il mistero della Chiesa è il mistero della vita di Cristo, il
mistero del Cristo vivente. E questo è il mistero che noi viviamo, insieme con
il nostro popolo. Tutti i nostri sforzi pastorali sono diretti ad aiutare i
fedeli a partecipare più intimamente alla vita di Cristo.
3. Una più intensa
consapevolezza del profondo mistero della vita di Cristo in noi ci sostiene
nelle nostre attività apostoliche. Questa consapevolezza, alimentata dalla fede,
è fonte in noi di forza pastorale. Quando pensiamo che Cristo vivente è in noi,
comprendiamo più profondamente che “Dio non ci ha dato uno Spirito di timidezza,
ma di forza, di amore e di saggezza” (2 Tm 1, 7).
Radicati in questa convinzione,
voi irradiate nuova speranza quando annunciate il Vangelo di pace e servite il
vostro gregge, per quanto piccolo sia. Il vostro ministero assume un’accresciuta
sicurezza nella misura in cui comprendete l’importanza della promessa di Cristo:
“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).
Nuova
gioia emana dalla testimonianza che voi date; voi comunicate alle vostre Chiese
locali una serena sicurezza.
Con rinnovato zelo allora proclamate la vita che fu
proclamata a voi, “ciò che era fin da principio . . . ciò che era presso il Padre”
(1 Gv 1, 1-2). La vita di Cristo e in Cristo, la vita della Santissima Trinità, è
il grande tesoro che voi avete in comune con tutti coloro che liberamente
scelgono di ascoltarvi e accettano la vostra testimonianza, il vostro
insegnamento, la vostra proclamazione della fede.
4. Questo grande tesoro deve
essere presentato in una forma particolarmente dinamica alle giovani generazioni
della Chiesa. I giovani infatti sono i più sensibili ai problemi del mondo
moderno; essi hanno bisogno da Cristo di una grazia particolare per sostenere la
lotta del cristiano contro la tentazione del peccato. In Cristo i giovani
possono trovare le risposte alle gravi domande che stanno alla base di tutte le
scelte cristiane. Quale grande bisogno essi hanno del sostegno pastorale dei
loro vescovi, assieme a quello dei loro sacerdoti, per poter sviluppare la loro
vocazione cristiana e in essa perseverare.
Nel parlare dei giovani e delle loro
necessità, non possiamo ignorare l’enorme problema degli stupefacenti nel mondo
d’oggi, né tanto meno le cause di questo fenomeno e i mezzi necessari per far
fronte a questa crisi dell’umanità. L’intera comunità umana deve essere
mobilitata per affrontare questo problema. Ma la Chiesa ha in questo campo un
compito specifico, che è quello di educare al senso della dignità umana, al
rispetto di sé, ai valori dello spirito, alla ricerca di quella vera gioia che
ha la sua sede nel cuore e non nelle passeggere ebbrezze dei sensi.
A questo
riguardo, le scuole cattoliche sono particolarmente idonee a dare un eccellente
contributo per quella solida educazione di cui i giovani hanno bisogno per
superare la tentazione della droga. Le scuole cattoliche rappresentano un
contesto adatto nel quale impartire l’informazione che aiuti i giovani a
resistere alle pressioni di cui vengono fatti oggetto, e offrire loro
l’occasione di discutere con gli insegnanti le difese che l’esperienza può
offrire. Soprattutto, la forza della parola di Cristo, presentata attraverso il
ministero dei vescovi, offre a tutti i giovani la vera soluzione a tutti i
grandi problemi che chiamano in causa le loro coscienze quando essi si sforzano
di vivere la vita di Cristo.
In questo campo della droga e in molti altri, i
pastori del gregge devono restare vigilanti in mezzo ai loro fedeli, proclamando
le grandi motivazioni della vocazione cristiana, che è di vivere la vita di Gesù
Cristo.
5. Come vescovi, siete chiamati ad aiutare il vostro popolo ad
affrontare i molti problemi che hanno attinenza con la loro vita come persone e
come membri di una famiglia e di una società. Se essi vengono costantemente
richiamati alla loro dignità di cristiani - alla loro vita in Cristo - non
mancherà loro una sempre nuova ragione per far fronte alle sfide che vengono
loro dal Vangelo, il quale ha molto da dire sulla moralità pubblica e privata,
sul bisogno di adorare Dio e di servire il prossimo. Come vescovi, non esitate
mai a mettere in evidenza, nel rivolgervi alle vostre comunità, che la loro
vocazione cristiana impone loro un’importante missione di testimonianza
cristiana. Cristo stesso lo dice con queste parole: “Così risplenda la vostra
luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria
al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5, 16).
Cari fratelli vescovi, sono vicino a
voi nello sforzo di aiutare i vostri giovani e le famiglie cristiane da cui essi
provengono, come pure l’intera comunità cristiana, a vivere la vita cristiana in
tutta la sua pienezza. Mentre vi sforzate di promuovere vocazioni al sacerdozio
e alla vita religiosa e mentre cercate di essere fratello, padre e amico verso i
sacerdoti che collaborano con voi a costruire la Chiesa sulla fede e sull’amore,
sappiate che siete a vostra volta sostenuti e amati dal Papa, da tutto il
collegio dei vescovi e da tutta la Chiesa. Questo è veramente il mistero della
Chiesa: vivere la vita di Cristo e viverla insieme.
Tutto quello che facciamo
come vescovi dev’essere caratterizzato dall’atteggiamento del Buon Pastore
che
vuole per nostro mezzo continuare ad amare il suo gregge, essendo egli venuto
“perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10, 10).
Venerati e cari
fratelli, il significato delle nostre vite e del nostro sacro ministero sta in
questo: vivere in Cristo Gesù e servire questa vita negli altri.
Sia lodato Gesù
Cristo! Sia lodato Gesù Cristo in Thailandia!
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Copyright 1984 - Libreria Editrice Vaticana
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