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VISITA PASTORALE A VITERBO
CERIMONIA DI CONGEDO
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AGLI
ALLLIEVI DEL CENTRO DI ADDESTRAMENTO DELL'AERONAUTICA LEGGERA DELL'ESERCITO
Domenica, 27 maggio 1984
Nel momento in cui mi accingo a lasciare questa terra così ricca di fede e di
tradizioni cristiane, non posso nascondere la profonda commozione che riempie il
mio cuore. È stato un immergermi in un clima di religiosità intensa, seria e
festosa, come i vari incontri della giornata hanno intensamente mostrato.
Lascio Viterbo con l’approfondita convinzione di quanto sia imprescindibile per
il cristiano assimilare nella propria vita la verità evangelica, che sola può
liberare e potenziare tutte le risorse di tenacia, di pazienza e, soprattutto,
di fiducia nel Signore e nella sua potenza vittoriosa.
Partendo, ora, da questo aeroporto dell’aviazione leggera dell’esercito, dove
sono confluiti tanti giovani della scuola sottufficiali dell’esercito e della
più importante scuola italiana di avieri, mi è gradito salutarne i superiori e
gli allievi, lasciando quale ricordo per voi qui presenti l’invito ad alimentare
sempre nel vostro animo la fiamma degli ideali cristiani. Nella luce e nel
fervore dell’amore di Cristo, vi esorto a perseverare nella letizia, grazie alla
quale vi sarà lieve, anche se non facile, la pratica degli insegnamenti del
Vangelo, collaborando così con generosa disponibilità all’azione santificatrice
e liberatrice della sua grazia.
Cari allievi, compite con serietà e impegno i vostri corsi, per portare domani
nel campo della vostra attività, oltre alla necessaria competenza, quel senso di
responsabilità, di dignità e di dedizione che la società si attende da voi.
Nell’abbracciare con animo commosso tutte le persone incontrate oggi e quanti mi
hanno seguito col pensiero e con la preghiera, rinnovo a tutti, e in modo
speciale a voi qui presenti, il mio cordiale saluto, che vuole essere un
“arrivederci” e di cuore imparto la mia benedizione.
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Copyright 1984 - Libreria Editrice Vaticana
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