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VISITA PASTORALE IN LOMBARDIA E IN PIEMONTE

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE SUORE DI SANTA MARIA BAMBINA

Milano - Domenica, 4 novembre 1984

 

Care sorelle.

1. Prima di lasciare Milano, ho desiderato fare questa breve visita alla vostra casa generalizia e a questo santuario a voi tanto caro, perché centro spirituale della vostra famiglia religiosa.

Tappa fondamentale del vostro cammino di fede resta l’ingresso della congregazione in questa città, nel 1842, per l’assistenza dei malati nell’ospedale Ciceri: ed ecco che, quasi a sostenervi nella vostra cristiana dedizione, vi fu consegnato il venerato, grandioso simulacro di Maria Bambina, attraverso il quale la Vergine santissima si è più volte compiaciuta di far sentire la potenza della sua intercessione e protezione materna. Con questi meravigliosi interventi, la Madre di Dio ha voluto in qualche modo farvi comprendere il suo desiderio che la vostra spiritualità ricevesse quella caratteristica “tonalità” mariana che vi ha portate a farvi comunemente chiamare dalla gente: le suore di Maria Bambina. Così le benedizioni divine sono scese abbondanti su di voi nella misura in cui avete generosamente corrisposto a queste delicate premure della Madre celeste, la quale si presenta così per ciascuna di voi come supremo modello di carità misericordiosa e concretamente sensibile alle più gravi miserie e sventure degli uomini del nostro tempo.

2. Le cospicue benemerenze che voi, quali strumenti della Vergine santissima, vi siete acquistate nella vasta e multiforme diocesi milanese, furono tante che lo stesso arcivescovo, il venerato e compianto cardinale Ildefonso Schuster, s’interessò alla ricostruzione del santuario distrutto dalla guerra, interpretando certamente in tal modo i voti dei milanesi, e venne personalmente a consacrarlo a lavori ultimati.

Le prove d’affetto della Madonna e i segni di gratitudine ricevuti dal popolo di Dio per la vostra opera feconda e meritoria vi siano sempre di sprone e di incoraggiamento a perseverare con tenacia e spirito di iniziativa, con fede indomita e generosa comunione ecclesiale, nella fedeltà alla chiamata divina, sull’esempio delle sante fondatrici.

In questi giorni abbiamo ricordato il grande san Carlo. Anche da lui - naturalmente secondo il vostro proprio carisma - potete e dovete prendere esempio di zelo pastorale e di dedizione ai bisogni del prossimo, come risposta all’amore col quale ci ha amati Gesù crocifisso e risorto.

3. La vostra congregazione è ormai diffusa in tutto il mondo e nei Paesi più diversi per popolazione, cultura, tradizioni. Questo è un segno dell’universalismo, veramente “cattolico”, e della fecondità dello spirito che vi anima. Facendo leva su questa robusta e genuina vitalità soprannaturale, voi potrete affrontare con speranza e garanzia di successo certe situazioni di difficoltà nelle quali - come in Italia - accanto a un gran numero di religiose anziane, si nota una forte scarsità di nuove vocazioni. Occorre domandarsi il perché di tali situazioni, sforzandosi di ovviarvi mediante l’applicazione delle soluzioni opportune. Per questo, è anche necessario che si mantenga vivo tra voi quello spirito di disponibilità e di obbedienza, che consente quella mobilità del personale, tale per cui possa essere in grado di sopperire alle situazioni di maggior bisogno. In tal modo potrete vivere sempre più a fondo, da perfette religiose, le esigenze radicali del Vangelo.

Questi sono i voti e i sentimenti che ho pensato di esprimervi nella presente felice circostanza. Il Signore vi ha dato molto, e quindi non temete di impegnarvi sempre al massimo delle forze. L’amore vince tutti gli ostacoli. La beata Vergine Maria, che voi onorate in special modo nella sua innocentissima infanzia, vi insegni sempre più le vie della piccolezza e della santità del Vangelo.

Tutte vi benedico di cuore con viva effusione di affetto.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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