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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AGLI ANIMATORI DI «TELERADIOPACE»

Sabato, 24 novembre 1984

 

Carissimi animatori e amici di «Teleradiopace» di Verona.

1. Sono felice di trovarmi in mezzo a voi per dirvi il mio grazie per la generosa sensibilità che avete dimostrato verso le opere di carità che la Chiesa è chiamata a svolgere nel mondo. Voi sapete bene quanto sia vera anche oggi la parola del Signore: “I poveri li avrete sempre con voi” (Gv 12, 8). Noi, corpo di Cristo, dobbiamo sempre ricordarci di dover incarnare nel mondo l’espressione viva del cuore di Cristo.

Nel porgere a tutti il mio saluto cordiale, desidero rivolgervi qualche breve considerazione su alcune esigenze che si attendono da chi, come voi, opera in un’emittente cristiana. Si tratta di un mezzo di comunicazione profondamente influente e incisivo sull’opinione pubblica. La radio e la televisione, infatti, costituiscono oggi lo strumento abituale per l’apprendimento e l’assimilazione delle idee. Come ben sapete, i mezzi audiovisivi sono presenti in tutto l’arco della didattica, dall’inizio dell’età scolare alle iniziative più comuni della formazione permanente. Voi conoscete anche che si possono esercitare peculiari tecniche espressive per coinvolgere la mente dell’ascoltatore verso i punti di vista o le personali opinioni di chi dà una notizia o induce a riflettere su avvenimenti o su valori.

Un’emittente cristiana deve, ovviamente, considerare questi problemi e deve testimoniare di avere compreso e apprezzato i suggerimenti dati dal Concilio su questa materia (cf. Inter Mirifica, 4). Il diritto e l’etica dell’informazione non sono valori separabili.

2. Un primo principio etico è senza dubbio la correttezza dell’informazione. Non cedete mai alla tentazione di informazioni manipolate per ottenere, suggestionando in qualsiasi modo, un risultato immediato sulla sensibilità o sul sentimento di chi vi segue. La dignità umana dell’ascoltatore esige sempre lo sforzo dell’oggettività. Su di essa può avere sempre buon fondamento il messaggio che maggiormente vi preme, quello della verità che converge su Dio.

3. Il secondo principio ispirativo, per voi, è la missione. Tenete sempre presente la missione che vi compete: si tratta della stessa missione della Chiesa. Nell’esortazione Catechesi Tradendae (Ioannis Pauli PP. II, Catechesi Tradendae, n. 46) ho scritto che “la catechesi non ha mai cessato di ricercare le vie e i mezzi più adatti per svolgere la sua missione, con l’attiva partecipazione delle comunità e sotto l’impulso dei pastori”. È prevalentemente questo il ruolo che giustifica ed esalta la vostra opera. Voi potete contribuire a una disposizione previa della mente dell’ascoltatore verso la considerazione dovuta al messaggio cristiano, oltre che compiere un’informazione diretta sul contenuto della catechesi. Voi dovete, per questo, congiungere un’espressione estetica qualificata a una rigorosa fedeltà al magistero.

Abbiate cura che il vostro servizio sia qualificato dal punto di vista tecnico ed estetico, perché sia accettato e gradito; e fate in modo che esso sia sempre rigorosamente fedele al magistero della Chiesa. La vostra emittente costituirà, in tal modo, come una continua e qualificata fonte di conoscenza della voce della Chiesa.

Con questi voti cordiali vi accompagna la mia benedizione.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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