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VISITA PASTORALE IN CALABRIA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA POPOLAZIONE DI COSENZA
Piazzale della Prefettura - Sabato, 6 ottobre 1984
1. La ringrazio vivamente, signor ministro, per le nobili espressioni che mi ha
rivolto a nome suo e del governo italiano, e ringrazio pure lei, signor sindaco,
per quanto ha detto interpretando i sentimenti di questa accogliente città.
Ringrazio e saluto le autorità civili e militari, come anche i rappresentanti
dei comuni di questa laboriosa terra.
Saluto con viva cordialità tutti voi, fratelli e sorelle, che siete venuti ad
accogliermi con tanto entusiasmo. Sento vibrare in voi i sentimenti migliori di
questa generosa terra di Calabria, che tanto posto ha ormai nel mio cuore.
Ringrazio inoltre quanti hanno contribuito alla riuscita di questa visita con la
realizzazione di opere che rimangono come patrimonio stesso della città.
2. Sono contento di essere in Cosenza, centro dell’antico Brutium, in questo
luogo racchiuso tra la Sila e la Valle del Crati. Luogo stupendo, che ha tutta
una sua storia di popoli, di dominazioni, di culture. Cosenza ha per patrono la
Vergine del Pilar e per suo compatrono il figlio più illustre di questa terra,
san Francesco di Paola.
Sono venuto per rendere onore alle vostre tradizioni di fede e di cultura. Qui,
nel passato, si è visto il felice intreccio tra la fede del popolo e la
spiritualità dei monaci del vicino Oriente, sospinti verso la Calabria
dall’invasione ottomana. Il popolo guardò sempre a Roma e seguì la direttiva di
coniugare il rito romano con la sensibilità monastica di provenienza bizantina.
Ne venne come conseguenza che tutta la terra di Cosenza si popolò di monasteri
cosiddetti “basiliani”, da qui trassero origine anche tante località e paesi. Il
popolo seppe discernere e poi conservare la sua fede, inserendo nel passato e
nel presente molti nomi nel catalogo dei santi.
3. Cosenza è sempre stata centro di cultura e di pensiero, che ha conosciuto nei
secoli esponenti illustri.
Oggi questa città ospita l’università di Calabria, di recente istituzione. Molti
giovani della regione preparano qui il loro futuro, qui si addestrano alla
ricerca scientifica, maturano il loro pensiero. Esser sede universitaria è un
impegno che valorizza la città, ma è anche una grande responsabilità, poiché
richiede da parte di tutte le componenti cittadine attenzione e dedizione per
una formazione non solo accademica, ma umana e cristiana di tanti giovani.
Auspico vivamente che l’università, fucina del pensiero e dell’uomo, gareggi con
le altre istituzioni sorelle per contribuire alla promozione culturale di questa
diletta regione, offrendo un servizio alla scienza degno della Calabria erudita
del passato. L’università di Calabria sia il punto più alto dell’interesse degli
amministratori di questo capoluogo, poiché con uno studio serio che avvii a una
professionalità qualificante si crea quella classe dirigente di cui la Calabria
ha bisogno per risolvere i suoi problemi. La ricomposizione del tessuto sociale
passa attraverso lo studio e l’impegno culturale, volti all’affermazione della
dignità della persona umana: la Calabria tutta attende fiduciosa questo
contributo di pace e di progresso sociale.
4. Un pensiero infine rivolgo ai cittadini più bisognosi, agli ammalati, ai
carcerati, ai piccoli, agli emarginati perché possano trovare sempre in Cristo
conforto e speranza; possano essere loro, carichi di sofferenze e di umanità, il
ponte per un mondo e una società più giusta e più buona.
A tutti imparto la mia benedizione, invocando dal Signore su questa città e sui
suoi abitanti prosperità, concordia operosa, pace.
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